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Sensore al braccio, tacchi e borsetta: arrivano le Barbie con il diabete di tipo 1

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
13 de julio de 2025
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Sensore al braccio, tacchi e borsetta: arrivano le Barbie con il diabete di tipo 1
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Bionda, castana o mora, segno distintivo l’inconfondibile ‘cerotto’ al braccio, con sensore per il monitoraggio continuo della glicemia: sono arrivate le Barbie con diabete di tipo 1. Oltre al look di una Barbie come si comanda, sfoggiano una borsetta per riporre gli oggetti essenziali per gestire la malattia, il sensore per la glicemia al braccio e nella vita un microinfusore di insulina. Immancabile il telefono usato anche per tenere d’occhio i livelli di zucchero nel sangue, grazie a un’app specifica. Insomma, non solo accessori di moda, Barbie con diabete di tipo 1 ha con sé strumenti della quotidianità di milioni di bambini e bambine.

Per garantire un design autentico, Mattel ha collaborato con Breakthrough T1D, organizzazione leader nella ricerca sul diabete di tipo 1. L’introduzione di una Barbie con il diabete rappresenta un ulteriore passo per l’inclusione della nota azienda di bambole che da tempo ha intrapreso la riproduzione di modelli che rappresentano storie di «resilienza e normalità», contribuendo a rompere stereotipi e tabù.

Le Barbie «one of a kind», dedicate a donne che convivono con il diabete di tipo 1 e che sono diventate punti di riferimento per la comunità hanno come testimonial-ispiratrici la modella britannica Lila Moss, figlia di Kate Moss, che da anni convive con il diabete di tipo 1 e che non ha mai nascosto i suoi dispositivi per il monitoraggio della glicemia durante sfilate.  La seconda testimonial celebrata da Mattel è Robin Arzón, nota istruttrice di Peloton e autrice, anche lei diabetica di tipo 1. In Italia, a sostenere il lancio delle Barbie «one of a kind» sono Alice Degradi, pallavolista della nazionale italiana e ingegnere. La schiacciatrice dell’Italvolley è alta un metro e ottantadue e sfoggia, oltra al cerotto al braccio, una nuvola di capelli ricci. A 29 anni è un pilastro della Nazionale italiana di pallavolo e ha imparato a convivere con il sensore glicemico da quando aveva 13 anni.

A salutare le nuove Barbie è la Fondazione italiana diabete: «Barbie è una di noi», commenta un post entusiasta apparso sui social della fondazione. «Perché tutte le bimbe con diabete di tipo 1 possano riconoscersi in lei- prosegue il post- perché tutte le persone con diabete di tipo 1 possano sentirsi ascoltate e non vergognarsi mai di fare l’insulina, perché chi non conosce questa malattia si domandi cosa siano quelle cose che la Barbie ha addosso e inizino a capire di più». E chissà che «con il tempo, la maggiore conoscenza del diabete di tipo 1 possa anche portare sostegno alla ricerca perché ci liberi da tutte queste cose che noi (e la Barbie) abbiamo addosso», è l’ultimo auspicio della Fondazione.

Anche la politica plaude all’iniziativa: «Con il diabete si può diventare una sportiva da Nazionale o un ingegnere. Si può essere una modella e, perché no, dare il volto o fare da testimonial a una Barbie. È un bellissimo messaggio di inclusione quello che viene dalla Mattel, che sta lanciando in questi giorni una Barbie con cerotto e sensore per il monitoraggio della glicemia, come milioni di malati di diabete di tipo 1, tantissimi dei quali bambini», commenta il governatore del Veneto, Luca Zaia. Il quale sottolinea come il messaggio ‘parli un po’ veneto’ «perché la testimonial per l’Italia di questa bambola, la più famosa al mondo, è Alice Degradi, pallavolista della Nazionale ma anche portabandiera da anni della Fondazione per la Terapia Cellulare del Diabete di Padova». E la campionessa «è diabetica dall’infanzia- da quando aveva 13 anni- ma questo non le ha impedito di realizzare il proprio sogno, di laurearsi in ingegneria, di entrare nell’Italvolley. Con il suo cerotto e il suo sensore al braccio, come questa Barbie»: conclude il presidente del Veneto.

Maria Anzalone

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