Si è spento Goffredo Fofi, voce di spicco e ‘fuori dal coro’ nel panorama culturale italiano, critico cinematografico e letterario. Nato a Gubbio il 15 aprile del 1937, aveva 88 anni. È morto all’Ospedale Cavalieri di Malta a Roma. Lo scorso 25 giugno si era rotto il femore ed aveva subito un intervento chirurgico. Fofi è stato una delle voci più lucide, radicali e controcorrente della cultura italiana. Un intellettuale a 360 gradi, militante e voce scomoda della sinistra, ha guardato i suoi tempi con lo sguardo degli ultimi e degli esclusi, sempre in lotta contro l’omologazione culturale. Cresciuto a Gubbio in una famiglia umile in cui però non erano mai mancati i libri, a diciotto anni, si trasferì in Sicilia, dove ha collabora con il filosofo e attivista Danilo Dolci nella lotta contro la mafia e a favore dei disoccupati. È l’inizio del suo impegno sociale e culturale, fondato su principi di pacifismo e giustizia sociale. Con l’arrivo degli anni ’60, Fofi si trasferisce a Parigi, dove lavora per la rivista di cinema Positif. Tornato in Italia, fonda i Quaderni piacentini e scrive l’inchiesta «L’immigrazione meridionale a Torino». Come critico d’arte fondamentale fu il suo contributo per la rivalutazione di Totò, sempre snobbato in vita dalla critica cinematografica. Fofi, insieme a Franca Faldini, vedova dell’attore, pubblicò nel 1968 il saggio «Totò. L’uomo e la maschera», una delle prime analisi serie e approfondite sulla figura dell’artista.
I SUOI INSEGNAMENTI: MAI SMETTERE DI STUDIARE E ROMPERE I C…
Tra gli ultimi suoi insegnamenti, non smettere mai di «fare e sentire», e magari anche ‘rompere i coglioni’ malgrado l’età: «Si ha una vita sola a disposizione, non dimentichiamocene mai, e quello che puoi fare e sentire di bello lo devi fare e sentire ora, non devi rinviarlo al domani». O ancora: «Che fare? Resistere, studiare, guai non studiare, fare rete, ma non quella porcata del web e ultima cosa, rompere i coglioni».
IL RICORDO DEL REGISTA MARCO BELLOCCHIO
«Uno scrittore, un critico geniale, esagerato qualche volta nel condannare e nell’esaltare, ma anche capace di ricredersi, di cambiare idea, altra grande qualità. È morto povero, altra rarità di questi tempi, rifiutando la Bacchelli e vivendo fino alla fine del proprio lavoro», sono le parole del regista di «Buongiorno notte» in ricordo del maestro.
IL CORDOGLIO DELLE ISTITUZIONI: IL SINDACO DI NAPOLI, LA SENATRICE D’ELIA
«Ci lascia Goffredo Fofi, voce lucida, radicale e sempre controcorrente della nostra cultura. Amico di Napoli e dei napoletani, fu decisivo nel ridare la meritata grandezza a Totò. Una guida rara, che ci mancherà immensamente». Lo scrive su X il sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi.
«Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Goffredo Fofi, figura di straordinaria levatura intellettuale e morale, protagonista della vita culturale e sociale italiana. Con lui perdiamo una voce libera, coerente, allergica a ogni conformismo, capace di attraversare con lucidità e passione il nostro tempo, sempre dalla parte degli ultimi, degli esclusi. Fofi è stato un instancabile animatore del dibattito pubblico ed è stato un punto di riferimento per intere generazioni. La sua indipendenza resta l’eredità più preziosa.
Alla sua famiglia, agli amici, a chi ha condiviso con lui percorsi di pensiero e azione, va la mia vicinanza più sentita». Cecilia D’Elia, senatrice del Partito Democratico, capogruppo PD in Commissione Cultura commenta così la scomparsa di Goffredo Fofi.
Oliviero Grandi



