Triste giornata quella odierna per l’arte italiana: si è spenta nella città in cui era nata e nella
quale si era rifugiata da circa trent’anni Lea Massari (1933-2025).
Romana di nascita, una infanzia trascorsa in Spagna, Francia, Svizzera e una vita
professionale spesso vissuta all’estero, Lea Massari ha rappresentato il cinema italiano
all’estero con ruoli e interpretazioni molto apprezzate, anche difficili e coraggiosi.
Esordisce come indossatrice negli anni ’50 grazie al costumista Piero Gherardi, amico di
famiglia, che la introduce nel mondo del cinema a 21 anni sotto la regia di Monicelli, nel film
Proibito (1954) tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Deledda.
In quella occasione il suo vero nome Anna Maria Massatani, viene cambiato nello
pseudonimo che conosciamo; il nome è un ricordo del suo fidanzato Leo, tragicamente
scomparso pochi giorni prima delle nozze.
Da quella pellicola è un susseguirsi di importanti produzioni affidate a registi italiani
(Monicelli, Leone,Antonioni,Bolognini, Loy,Zurlini, Rosi,Bertolucci, i Taviani, solo per
citarne alcuni) in compagnia di grandi attori (Mastroianni, Volontè, Nazzari, Sastri, Cucciolla,
Ferzetti, ma la lista è lunga).

Qui sopra Il Colosso di Rodi (1961, Sergio Leone)
Osannata in Francia, diretta da grandi registi (Sautet, Malle, Pinoteau, Granier-Deferre, ad
esempio) ed affiancata dai più noti interpreti maschili (Trintignant, Belmondo, Leroy,
Piccoli, Delon, Montand) e femminili (Schneider, Adjanì, Beart), ottiene il premio Louis
Delluc, come miglior attrice in opera prima (L’amante esordio di Claude Sautet, 1970); nel
1975 viene chiamata, insieme a Mastroianni in giuria al Festival di Cannes.
Lavora anche con registi spagnoli (Saura) e statunitensi (Frankenheimer) essendo sempre
molto apprezzata per la intensità dei ruoli e la sua professionalità.
Recita in teatro, in ruoli drammatici e nella commedia musicale Rugantino.
Per la televisione è indimenticabile ne I promessi sposi, I fratelli Karamazov, Anna
Karenina, Edipo Re; si misura anche nel ruolo di sceneggiatrice (Una donna spezzata, 1988,
ultima apparizione televisiva).

Si ritira a vita privata a soli 57 anni, nel 1990 dedicandosi ad attività ecologiste ed animaliste;
appare raramente in pubblico
mantenendo il suo carattere
riservato decisamente antidiva.
nella sua casa, appassionata
della musica brasiliana
Della sua vita artistica voglio
ricordare alcune curiosità: dal
ruolo non assegnatole in 8 e1/2
di Fellini, per il trucco
inadeguato durante il provino al
rifiuto di partecipare nel 2005 a
Cuore Sacro di Ozpetek che
ne voleva la presenza (ruolo poi
assegnato alla Gastoni); al suo
esordio cinematografico, la
voce roca venne doppiata da
Adriana Asti; fu doppiata in
altri film italiani (Rita
Savagnone e Franca Valeri le due voci più note) mentre all’estero il suo timbro era molto
apprezzato; ne Le quattro giornate di Napoli (1962) il suo nome e quello di tutti gli interpreti
professionisti non è citato, in omaggio alla popolazione che partecipò alla liberazione della
città.
Nel 1971 per Soffio al cuore di Malle subì una denuncia in Italia per corruzione di minorenne,
fu prosciolta definitivamente nel 1973.
Nella sua carriera ha ottenuto un David di Donatello e due Nastri d’argento.
Adesso fa parte della Polvere di stelle, tutte quelle del firmamento cinematografico
mondiale.
1974 sul set Allonsanfàn dei fratelli Taviani



