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Le macerie e l’impegno di Unifil: la stima dei libanesi perché…

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
24 de junio de 2025
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Le macerie e l’impegno di Unifil: la stima dei libanesi perché…
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Attraversare le macerie e non vedere anima viva. Su tutto un odore acre e bollente di ferro, polvere di pietra e cemento ovunque. Qualcuno che torna con una pala a muovere le macerie, qualche agricoltore che prova a curare, in un paesaggio marziano, le proprie piantagioni di mango. Difficile pensare che villaggi come Yarine o Marwahine a 1 km e mezzo dalla Blu Line possano tornare a nascere, manca tutto: dall’acqua, alla luce e bisogna smaltire le macerie. Servono soldi. E poi come convincere le persone? E come esser certi, soprattutto, che non tornerà Hezbollah? Tante le riflessioni e gli scenari ripercorsi insieme al Generale di Brigata Nicola Mandolesi, comandante di Unifil Sector West che ha incontrato i giornalisti a Shama alla fine della giornata dell’insediamento del Generale Abagnara.

Unifil è qui per le persone e il legame con la popolazione, nonostante la guerra che è ripiombata sui luoghi, non si è incrinato. «Unifil è rimasta anche nelle basi avanzate (con la Brigata Sassari)- ha ricordato rispondendo – questo ha accresciuto la stima e l’ha rafforzata. In 5 mesi ho fatto 120 engagement (incontri) con la popolazione. Gli italiani sono qui dal 1982 e a Beirut hanno lasciato un ospedale ancora attivo», ha ricordato. Un legame che viene da lontano: Mandolesi ha ricordato inoltre l’altra missione che lega l’Italia al Libano: la Mibil.

«Le attività sono riprese dal 17 febbraio quando è iniziato il deployment (dispiegamento) delle Laf (le Forze armate libanesi) diventate ormai il nostro partner strategico, e siamo passati da 2700 attività a quasi 5mila di media attuali. Le Laf sono più presenti, stanno facendo attività operative con noi nel controllo dei siti di Hezbollah, con ispezioni di tunnel (72) e ritrovamenti di armi. È ripresa la mobilità e sono stati rimossi 100 blocchi stradali fatti di trincee e terrapieni».

Unifl sta dando anche supporto agli agricoltori per tornare a prendere i mezzi di lavoro e seguire i propri terreni. Ma, ha ricordato Mandolesi, portiamo avanti anche progetti Cimic (cooperazione con la società civile), di medical care, lavoriamo sui giovani e bambini, con le donne, nelle università con corsi di comunicazione e stress management».

Gli scenari all’orizzonte per Unifil, in merito alla rinegoziazione della missione potrebbero essere diversi, Mandolesi «come soldato- così ha detto alla stampa che lo ha incontrato nella base di Shama- può dire che la missione è efficace e che le Laf sono strategiche».

Dal cessate il fuoco di fine novembre, alla tregua annunciata, agli allarmi e alle continue violazioni la situazione resta incandescente. «Ogni giorno– ha spiegato infatti il comandante del Sector west- riportiamo le violazioni degli israeliani. La prima è la loro presenza sul territorio libanese e ce l’abbiamo sotto i nostri occhi ogni giorno: hanno 5 basi avanzate e 2 buffer zone oltre la Blu line. Anche la ricognizione con droni– ha risposto- è una violazione». Drone che proprio stamattina immancabile si vedeva chiaramente nel cielo di Shama.

Silvia Mari De Santis

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