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«Khamenei ormai fuori dai radar, è solo un simbolo»: l’analisi sul cambio di regime in Iran

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
24 de junio de 2025
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«Khamenei ormai fuori dai radar, è solo un simbolo»: l’analisi sul cambio di regime in Iran
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«Ali Khamenei è ormai fuori dai radar da mesi. È più un simbolo usato dai leader dei Guardiani della rivoluzione (Irgc) per avallare la loro belligeranza. Presto, forse anche tra qualche settimana, è probabile che ci sia un passaggio formale di potere da Khamenei a un successore meno intransigente oppure – ma questo lo considero meno probabile – a un governo di transizione che includa elementi dell’attuale regime».

Abbas Faiz è docente di Diritti umani presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Essex, nel Regno Unito. Esperto di Medio Oriente, in un’intervista con l’agenzia Dire prova a immaginare scenari futuri, con l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Iran tramite gli Stati Uniti seguito a scambio di missili e accuse di violazioni della tregua stessa. Secondo Faiz, «Khamenei deve essere fuori dai giochi, se vogliamo sperare che l’Iran accetti le richieste degli Stati Uniti».

Il docente sostiene che sussistano «personalità all’interno del governo dotate di pragmatismo, che vogliono che il cessate il fuoco regga» e si oppongono «a coloro che vorrebbero invece romperlo».

Questi ultimi, chiarisce Faiz, «sono più vicini a Khamenei». Ma negli attacchi israeliani «tanti vertici dell’Irgc sono stati uccisi e questo potrebbe far sì che la fazione favorevole al cessate il fuoco – e a un cessate il fuoco che tenga – abbia preso il sopravvento». La fine delle ostilità, osserva ancora la studioso, «potrebbe anche dare all’Iran la possibilità di rimettere in sesto il suo arsenale, il che sarebbe un anatema per gli obiettivi israeliani». Questo potrebbe spingere il governo di Tel Aviv «a romperlo anche per questa ragione».

Israele ha motivato l’attacco all’Iran con l’esigenza di neutralizzare la minaccia di un arsenale atomico, sebbene sia l’Aiea che l’intelligence statunitense abbiano smentito che Teheran fosse anche lontanamente prossima a dotarsi della bomba atomica. Cio nondimeno Israele ha bombardato i siti nucleari, quindi teoricamente ha raggiunto il suo obiettivo: a cosa punta ora? «Penso che l’idea di un cambio di regime con tutti i suoi rischi, sia molto più seria per Israele che per gli Stati Uniti» risponde Faiz.

«I governanti iraniani hanno dichiarato pubblicamente di voler cancellare Israele dalla faccia della Terra. Israele potrebbe considerare questa leadership una potenziale minaccia alla propria esistenza. Ma per un cambio di regime in Iran, è fondamentale l’accordo dei Paesi del Golfo e, al momento, da parte loro sembra esserci molta riluttanza».

Alessandra Fabbretti

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