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Una base segreta del Mossad in Iran per inviare droni contro i lanciatori di missili

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
22 de junio de 2025
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Una base segreta del Mossad in Iran per inviare droni contro i lanciatori di missili
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Cellule segrete infiltrate nel cuore del nemico, operazioni di controspionaggio passate sotto il naso dei pasdaran, armi contrabbandate dentro un Paese impermeabile. Il Mossad, dopo anni di pianificazione nei dettagli più minuziosi, ha messo a segno un colpo contro l’Iran destinato a diventare leggenda. Il servizio di sicurezza israeliano, guidato da David Barnea, ha preso parte all’attacco dell’Idf alla Repubblica islamica nella notte tra giovedì e venerdì mettendo in campo commando dotati di pensiero creativo, audacia e supertecnologie che, integrati con i raid dal cielo, hanno ottenuto un risultato senza precedenti. L’operazione, svelata da un alto funzionario dell’intelligence rimasto ovviamente anonimo, si è dispiegata in tre diverse azioni: la presenza di armamenti di precisione direttamente in Iran, l’attacco ai sistemi di difesa da veicoli operativi appostati dentro il Paese, il lancio di droni esplosivi da una base segreta allestita mesi prima. La campagna di intelligence ha colpito da terra la rete missilistica strategica degli ayatollah e le sue difese aeree, lasciando il territorio scoperto durante l’attacco dell’Idf. Dall’altra parte ha portato all’eliminazione mirata di ufficiali di alto rango della sicurezza iraniana (tra cui il capo di stato maggiore dell’esercito e il comandante delle Guardie rivoluzionarie) e importanti scienziati nucleari. Nella prima fase dell’operazione, unità del Mossad hanno operato nella zona centrale dell’Iran, dove avevano piazzato in aree aperte vicino a siti di difesa antiaerea, sistemi d’arma a guida precisa. All’inizio dei raid questi sono stati attivati e hanno lanciato simultaneamente missili contro i bersagli. In contemporanea, sistemi d’attacco camuffati sono stati attivati da veicoli introdotti segretamente nel Paese, colpendo e neutralizzando le difese aeree dell’Iran, consentendo così libertà d’azione ai caccia con la stella di Davide. Molto tempo prima dell’attacco, alcune cellule avevano messo in piedi una base di droni esplosivi nei pressi di Teheran. I droni sono stati attivati durante la notte e sparati su rampe di lancio di missili terra-terra nella base di Esfajabad, uno dei principali siti che minacciano direttamente Israele. Nei mesi scorsi, unità speciali dell’intelligence militare israeliana (Aman) hanno elaborato una «lista di eliminazione»: gli obiettivi dell’elenco erano siti nucleari, impianti missilistici e alti ufficiali della difesa iraniana, gran parte dei quali è stata uccisa. Alcuni degli alti ufficiali si erano rifugiati nei bunker sotterranei dopo le notizie americane sull’imminente attacco di Tsahal. Il Mossad li ha comunque individuati colpendo le stanze in cui dormivano. Altri, come mostrano le foto pubblicate dai media iraniani, sono stati colpiti simultaneamente nelle loro abitazioni. Tutti gli obiettivi sono stati attaccati contemporaneamente. In questa fase, Israele ha deciso di non colpire i vertici politici o le guide religiose a Teheran, ma si prepara a ulteriori attacchi diversificati contro milizie filo-iraniane in Siria e in Iraq. «Il successo dell’operazione è ancora più grande di un attacco a sorpresa, perché qui non c’è stata sorpresa: anche gli iraniani sapevano e si erano preparati, ma hanno subito un colpo devastante. Ed è solo l’inizio», ha detto una fonte della sicurezza. Il Mossad ha diffuso un raro filmato che mostra le azioni dei suoi agenti in Iran.

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