Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato che Israele ha ucciso il capo dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) Mohammad Kazemi e il suo vice Hassan Mohaqeq in un attacco a Teheran. Lo riporta il sito Iran International.
«Abbiamo deciso di agire perché dovevamo farlo. Abbiamo visto abbastanza uranio arricchito per nove bombe. Stiamo attaccando i loro siti nucleari. Abbiamo attaccato il loro comando superiore, e posso confermare che pochi istanti fa abbiamo eliminato anche il loro capo dell’intelligence e il suo vice a Teheran», ha dichiarato Netanyahu in un’intervista a Fox News. In precedenza, Iran International aveva riferito che Kazemi e Mohaqeq erano rimasti intrappolati sotto le macerie in seguito a un attacco israeliano alla sede dell’intelligence delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC) a Teheran.
Intanto l’Idf ha confermato che l’aeronautica militare israeliana ha colpito un aereo iraniano in rifornimento all’aeroporto di Mashhad, nell’Iran orientale, a circa 2.300 chilometri da Israele. Si tratta dell’attacco a più lungo raggio condotto dall’inizio dell’operazione Rising Lion. L’agenzia di stampa iraniana Fars ha dichiarato che due esplosioni sono state udite in città durante la serata.
Secondo quanto riferisce Ynet, Saeed Khatibzadeh, il vice ministro degli Esteri iraniano, ha annunciato che «Israele ha attaccato uno degli edifici del ministero degli Esteri a Teheran». Il vice ministro ha aggiunto che «diversi lavoratori e civili sono rimasti feriti».
Nei giorni scorsi il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha posto il veto al piano israeliano di assassinare la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha riferito la Reuters citando due funzionari statunitensi che sono rimasti anonimi. Netanyahu si è rifiutato di commentare: «Non entrerò nei dettagli», ha detto a Fox News.
Serena Tropea



