Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Ecología

Questo materiale è duro come la plastica ma si scioglie nell’acqua del mare

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
15 de junio de 2025
in Ecología
0
Questo materiale è duro come la plastica ma si scioglie nell’acqua del mare
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

Un team di ricerca del Giappone ha inventato un materiale supramolecolare (formato, in questo caso, da due molecole) simile alla plastica, che si dissolve in acqua salata nel giro di poche ore: una possibile soluzione al crescente problema dell’inquinamento marino, il materiale è migliore della classica plastica biodegradabile perché si decompone più rapidamente senza lasciare tracce residue. «I bambini non possono scegliere il pianeta in cui vivranno. È nostro dovere come scienziati assicurarci di lasciar loro l’ambiente migliore possibile», afferma Takuzo Aida, uno degli autori dello studio pubblicato su Science. Com’è fatto? Il materiale, visivamente simile a un foglio di vetro, è composto da una combinazione di esametafosfato di sodio (un comune additivo alimentare) e monomeri a base di ioni di guanidinio (usato come fertilizzante e ammendante). Il legame tra questi due composti rende il materiale resistente e flessibile, ma al contempo facilmente dissolvibile: immerso in una soluzione salina simile all’acqua del mare, si è sciolto in due o tre ore, in base alla grandezza e allo spessore del pezzo, rilasciando elementi come azoto e fosforo, che possono essere riutilizzati o assorbiti dalle piante.  Dal momento che il sale è presente (in percentuale minore) anche nel terreno, i ricercatori stimano che un pezzo del nuovo materiale grande circa cinque centimetri impiegherebbero poco più di 200 ore per degradarsi nel terreno. Nonostante la commercializzazione sia ancora lontana, l’invenzione giapponese potrebbe aiutare a combattere non solo il problema delle microplastiche, ma anche quello delle emissioni inquinanti, dal momento che produrre il nuovo materiale non emette CO2.

Chiara Guzzonato

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Previous Post

La realtà estesa non è più fantascienza: l’innovazione in scena al Metaverse Generation Summit

Next Post

ACNUR: Más de 122 millones de personas huyen de sus países

Next Post
ACNUR: Más de 122 millones de personas huyen de sus países

ACNUR: Más de 122 millones de personas huyen de sus países

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d