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Abbiamo trovato uno strano oggetto nello spazio (e si comporta in modo mai visto)

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
10 de junio de 2025
in Ciencia
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Abbiamo trovato uno strano oggetto nello spazio (e si comporta in modo mai visto)
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C’è uno strano corpo celeste nella nostra galassia. Un oggetto misterioso situato a 15mila anni luce dalla Terra, che emette potenti onde elettromagnetiche nella nostra direzione con cadenza regolare: due minuti di seguito, ogni 44. Per queste caratteristiche, è classificato come un cosiddetto transiente radio a lungo periodo, ma ha una particolarità che lo rende unico: Askap J1832-0911 – questo il codice con cui è conosciuto tra gli astronomi – è infatti il primo corpo celeste di questo tipo mai osservato che emette non solo onde radio, ma anche raggi X. Una scoperta descritta di recente su Nature, che potrebbe aiutare a far luce sull’origine di altri misteriosi segnali simili osservati nel cielo. I transienti radio a lungo periodo sono oggetti celesti scoperti per la prima volta nel 2022 dai ricercatori dell’International Centre for Radio Astronomy Research. Da allora ne sono stati identificati un totale di 10, tutti caratterizzati dall’emissione periodica di onde radio che si ripete ad intervalli di diverse decine di minuti, molto più lungo – quindi – di quelli con cui si ripetono le emissioni delle pulsar. Si è ipotizzato che possano essere delle magnetar – delle stelle di neutroni con enormi campi magnetici –, nane bianche con intensi campi magnetici, o sistemi binari composti da due stelle che orbitano una attorno all’altra. Al momento, però, nessuno sa con certezza di cosa si tratti. Alcuni dei modelli proposti prevedevano che emettessero anche raggi X, ma fino ad oggi, nonostante l’impegno di molti gruppi di ricerca, non era mai stato confermato. È questo quindi a rendere interessante la scoperta di Askap J1832-0911. L’oggetto è stato osservato utilizzando il radiotelescopio Askap dell’agenzia scientifica nazionale australiana Csiro. E l’emissione di raggi X è stata confermata correlando i segnali radio osservati dal telescopio australiani con le rilevazioni dell’Osservatorio a raggi X Chandra della Nasa, che per una fortunata coincidenza stava osservando la stessa parte del cielo. «Scoprire che Askap J1832-0911 emetteva raggi X è stato come cercare un ago in un pagliaio», spiega Ziteng Wang, ricercatore del nodo Icrar della Curtin University. «Il radiotelescopio Askap ha un campo visivo ampio del cielo notturno, mentre Chandra ne osserva solo una frazione. Quindi, è stata una fortuna che Chandra abbia osservato la stessa area del cielo notturno nello stesso momento».  La scoperta aiuterà ora a ridurre la lista dei corpi celesti che potrebbero nascondersi dietro ai transienti radio a lungo periodo. I raggi X infatti sono radiazioni elettromagnetiche molto più potenti delle onde radio. E qualunque teoria proposta per spiegare la natura di questi corpi celesti, d’ora in avanti, dovrà rendere conto anche di queste nuove emissioni estremamente energetiche. «Nessuna delle teorie proposte riesce a spiegare perfettamente quello che abbiamo osservato – conclude Wang – Questa scoperta potrebbe indicare un nuovo tipo di fisica, o un nuovo modello di evoluzione stellare».

Simone Valesini

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