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Cosa sappiamo della Nimbus, l’ultima variante del Covid. I tre sintomi per riconoscerla

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
9 de junio de 2025
in Salud
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Cosa sappiamo della Nimbus, l’ultima variante del Covid. I tre sintomi per riconoscerla
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Nonostante siano trascorsi oltre cinque anni dall’inizio della pandemia, il Covid-19 continua a mutare e a diffondersi. L’ultima variante sotto osservazione è la Nimbus (NB.1.8.1), una sottovariante dell’ormai noto ceppo Omicron. Identificata per la prima volta nel gennaio 2025, questa variante ha attirato l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali per la rapidità con cui si sta propagando a livello globale. Secondo il Health Protection Surveillance Centre (HPSC), in sole cinque settimane la presenza della NB.1.8.1 nei campioni sequenziati è passata dal 3,7% al 33,3%. La World Health Organization (OMS) l’ha ufficialmente classificata come «variante sotto monitoraggio». La Nimbus rappresenta oggi oltre il 10% dei casi di Covid sequenziati in tutto il mondo, ed è diventata la variante dominante in paesi come Cina e Hong Kong. È già stata rilevata anche nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia e in Italia, nonché in popolari destinazioni turistiche come Egitto, Thailandia e Maldive. La professoressa associata e virologa Lara Herrero, della Griffith University in Australia, ha spiegato su The Conversation che NB.1.8.1 potrebbe diffondersi più rapidamente rispetto ad altre varianti. Secondo la ricercatrice, questa sottovariante sembra eludere parzialmente l’immunità acquisita da precedenti infezioni o vaccinazioni. È proprio questa capacità a spiegare l’aumento improvviso dei casi legati a NB.1.8.1. Tuttavia, ha chiarito Herrero, non ci sono al momento segnali che la variante causi forme di malattia più gravi rispetto ad altri ceppi di Omicron. Molti sono ormai familiari con i sintomi classici del Covid-19, come tosse, mal di gola, febbre, dolori muscolari e perdita dell’olfatto. Tuttavia, la Nimbus sembra presentare anche segni meno comuni. Secondo le ultime segnalazioni, questa variante può causare disturbi gastrointestinali come diarrea, nausea e stipsi, rendendo più difficile distinguere l’infezione da altre malattie stagionali o virali. Oltre a questi sintomi, restano frequenti anche mal di gola, affaticamento, congestione nasale, febbre lieve, dolori muscolari e tosse leggera. Questi segnali potrebbero trarre in inganno chi si affida ai sintomi più noti per riconoscere un’infezione da Covid.

Filippo Limoncelli

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