Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Mundo

 Il capo della «Protezione Civile» americana non sa che negli Stati Uniti esiste una stagione degli uragani

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
4 de junio de 2025
in Mundo
0
 Il capo della «Protezione Civile» americana non sa che negli Stati Uniti esiste una stagione degli uragani
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

Un uragano? Che cosa essere «uragano»? Cosa succede quando il capo dell’agenzia che dovrebbe proteggere gli Stati Uniti dai disastri naturali ignora l’esistenza della stagione degli uragani? Succede che il resto del personale resta a bocca aperta, i democratici si infuriano, e la FEMA – la Federal Emergency Management Agency, il corrispettivo americano della nostra Protezione Civile – sprofonda in una figuraccia istituzionale. E’ successo che durante un briefing interno, David Richardson, nuovo direttore dell’agenzia dal primo maggio, ha candidamente dichiarato di «non essere a conoscenza» del fatto che negli Stati Uniti esista una stagione degli uragani. Peccato che l’allerta sia partita proprio domenica, con l’inizio ufficiale della suddetta stagione: sono previsti fino 10 uragani molto potenti entro novembre. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna, da cui la FEMA dipende, ha subito cercato di minimizzare: «Era solo una battuta». E ha provato a rilanciare l’immagine dell’agenzia come «snella, agile, meno burocratica e più vicina agli Stati». Un tentativo maldestro di nascondere l’ennesima figuraccia sotto la bandiera del riformismo muscolare in salsa trumpiana. Ma la toppa non ha retto. Durante lo stesso briefing, Richardson ha anche detto che non ci saranno cambiamenti nei piani di risposta dell’agenzia. Peccato che solo pochi giorni prima avesse promesso un nuovo piano operativo per maggio. Promessa già evaporata. Il caos si è diffuso tra i dipendenti come un fronte temporalesco. Tre fonti interne hanno raccontato a Reuters di una crescente sensazione di smarrimento: Richardson – privo di qualunque esperienza diretta nella gestione dei disastri – continua a evocare il proprio passato da ufficiale d’artiglieria dei Marines, ma nel frattempo taglia workshop, forma meno e costringe lo staff a fare i conti con una linea strategica degna di un campo scout autogestito. Il Congresso non ha fatto attendere le reazioni. Il leader democratico al Senato Chuck Schumer ha chiesto (via social) la testa del direttore: «Non so perché non sia già stato licenziato». Più diretto ancora il deputato Bennie Thompson: «Se non sai cos’è la stagione degli uragani, non sei qualificato per dirigere la FEMA. Chiama qualcuno che se ne intende». Del resto, il problema non è solo di gaffe. È politico, strutturale e ormai sistemico. La FEMA ha perso circa 2.000 dipendenti da gennaio – un terzo della sua forza lavoro – tra licenziamenti e fughe volontarie. Tagli, epurazioni, confusione operativa e scarsa chiarezza sul futuro. Il tutto sotto l’egida di un’amministrazione che punta apertamente al ridimensionamento o alla cancellazione dell’agenzia. C’è una battuta ricorrente nei corridoi dell’agenzia, scrive la Reuters: «Il vero disastro è qui dentro, non là fuori».

Mario Piccirillo

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Previous Post

Gaza nuovo massacro di palestinesi in attesa di aiuti: 27 morti e 200 feriti

Next Post

I colloqui di pace sono una presa in giro, la Russia tratta solo sullo scambio di prigionieri

Next Post
I colloqui di pace sono una presa in giro, la Russia tratta solo sullo scambio di prigionieri

I colloqui di pace sono una presa in giro, la Russia tratta solo sullo scambio di prigionieri

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d