L’ambasciatore palestinese presso le Nazioni Unite, Riyad Mansour, non ha trattenuto le lacrime parlando dell’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza. Leggendo il suo discorso al Consiglio di Sicurezza che si è tenuto mercoledì a New York, Mansour ha pianto citando le «decine di bambini che stanno morendo di fame» e parlando delle «immagini di madri che abbracciano i loro corpi immobili, accarezzano i loro capelli, parlano con loro, si scusano con loro». Fotogrammi che «sono insopportabili». Battendo il pugno sul tavolo, l’ambasciatore si è chiesto come possano affrontare tutto questo. Poi le lacrime: «Mi scusi, signor Presidente. Ho dei nipoti. So cosa significano per le loro famiglie. E vedere questa situazione sui palestinesi senza che noi abbiamo il coraggio di fare qualcosa, va oltre la capacità di qualsiasi essere umano normale di tollerarla». «Le fiamme e la fame stanno divorando i bambini palestinesi. Ecco perché siamo così indignati come palestinesi ovunque», ha continuato. «Amiamo i nostri figli. Amiamo la nostra gente. Non vogliamo vederli passare attraverso questa tragedia», ha sottolineato. Mansour ha, poi, citato la dottoressa al-Najjar che ha perso 9 dei suoi 10 figli in un attacco: «Un orrore e un trauma che la mente non può comprendere e il cuore non può sopportare».
Giusy Mercadante



