Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent e la viceministra ucraina Yulia Svyrydenko hanno firmato l’accordo sulle terre rare di Kiev. Dopo mesi di dichiarazioni e bruschi passi indietro come il confronto-scontro tra il presidente Donald Trump e il suo omologo Volodymyr Zelensky, alla fine i due Paesi hanno raggiunto un’intesa che fino a ieri, 30 aprile, non era ancora data per definitiva: «Gli ucraini hanno apportato alcune modifiche all’ultimo minuto. Siamo certi che riconsidereranno la cosa», aveva detto Bessent. Tutti i dettagli saranno chiariti nelle prossime ore e nei prossimi giorni, ma sono emersi già alcuni punti fondamentali del patto siglato a Washington. Innanzitutto, i due Paesi saranno proprietari al 50 per cento ciascuno della «struttura di investimento» che cercherà di aumentare le risorse con le quali sviluppare «il settore minerario, energetico e nelle tecnologie» in Ucraina. Gli Stati Uniti, inoltre, sembrano aver concesso qualche cosa in più a Zelensky. Alcuni funzionari di Kiev avevano infatti parlato di un accordo più «paritario». E infatti, stando alle bozze che circolano, sembra essere così. Uno dei punti di maggiore attrito era l’utilizzo dei ricavi delle concessioni e dei minerali ucraini. All’inizio Washington pretendeva di utilizzare parte dei soldi per rimborsare le forniture militari concesse dal 2022 al Paese. Un valore che la Casa Bianca aveva stimato in trecento miliardi di dollari.

Ora invece circa il 50% andrà in un fondo comune dove gli Stati Uniti potranno utilizzare la loro quota anche per fornire nuova assistenza all’Ucraina. Il dato fondamentale è che tutti gli investimenti del fondo dovrebbero rimanere nel Paese invaso e occupato dalla Russia nel 2022. Se da un lato Kiev si assicura un contributo statunitense per la propria ricostruzione, Washington ottiene invece la prelazione su ogni nuova concessione mineraria. Mettendo così le mani su importarti risorse. L’Ucraina, secondo gli ultimi report aggiornati, detiene il 5 per cento delle terre rare disponibili nel mondo e il 20 per cento della grafite. Mosca però occupa circa il 20 per cento del territorio ucraino, dove si stima ci siano tra il 20 e il 40 per cento delle risorse minerarie. Entrambe le parti hanno accolto con favore il raggiungimento dell’accordo. «Questa è un’intesa strategica», ha detto il premier ucraino Denys Shmyhal, «un accordo buono ed equo tra i due Paesi per investimenti congiunti nello sviluppo e nella ricostruzione dell’Ucraina». Dello stesso tono le dichiarazioni di Bessent: «Questo accordo segnala chiaramente alla Russia che l’amministrazione Trump è impegnata in un processo di pace incentrato su un’Ucraina libera, sovrana e prospera a lungo termine». Il segretario al Tesoro Usa ha anche aggiunto: «Il presidente Trump ha immaginato questa partnership tra il popolo americano e quello ucraino per dimostrare l’impegno di entrambe le parti per una pace e una prosperità durature in Ucraina».
M.P.


