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Otturazioni dentali addio: arrivano i denti coltivati in laboratorio

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
29 de abril de 2025
in Salud
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Otturazioni dentali addio: arrivano i denti coltivati in laboratorio
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Adifferenza dei rettili e dei pesci, che solitamente sostituiscono regolarmente i loro denti, gli esseri umani e la maggior parte degli altri mammiferi ne sviluppano solo due serie: quelli «da latte» e quelli «permanenti». Sebbene i nostri denti possano effettivamente durare per tutta la vita, batteri o altri agenti corrosivi, lasciati agire indisturbatamente per un periodo lungo, possono distruggere gradualmente causare gravi carie o l’erosione degli alveoli dentali (‘piorrea’). Sebbene i trattamenti conservativi possono risolvere il problema, ripristinando la funzione e l’aspetto del dente, spesso bisogna ricorrere ad apparecchi dentali come le dentiere o gli impianti dentali. Si stima che in Italia al 20 per cento e più delle persone con oltre 65 anni manchino tutti i denti e che circa il 50 per cento degli anziani ultraottantenni abbiano perso tutti i denti. A questi si aggiunge poi chi soffre di agenesia dentale (5 per cento degli adulti e 10 per cento dei bambini), la mancanza congenita di uno o più denti all’interno della bocca, che può non solo rendere difficili abilità di base come masticare, deglutire e parlare, ma anche ripercuotersi negativamente su masticazione, digestione e respirazione. Per tutti questi pazienti le cose potrebbero presto cambiare. Gli scienziati del King’s College di Londra, in collaborazione con i colleghi dell’Imperial College di Londra, sono infatti riusciti a creare denti umani coltivati in laboratorio. Una tecnica innovativa che ha il potenziale per rivoluzionare l’assistenza odontoiatrica, offrendo soluzioni sostenibili ed efficaci per la riparazione e rigenerazione dei denti. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista ACS Macro Letters. I denti coltivati in laboratorio sono costituiti da uno tipo di materiale speciale, noto come «matrice», sviluppato dai ricercatori, che replica l’ambiente che circonda le cellule del corpo. «Questo significa  – ha spiegato Xuechen Zhang che ha guidato il team di ricerca – che, quando abbiamo introdotto le cellule che avrebbero dovuto partecipare alla formazione del dente, queste sono state in grado di inviarsi segnali a vicenda per avviare il processo di crescita dentale». «Siamo riusciti – ha continuato – a fare in modo che una cellula possa effettivamente ‘dire’ all’altra di differenziarsi in una cellula dentale. Ciò rende l’ambiente di crescita dei denti simile a quello naturale, consentendoci di ricreare il processo di sviluppo dentale in laboratorio». Dopo aver creato con successo l’ambiente ideneo alla crescita naturale dei denti, gli scienziati devono ora affrontare la sfida più importante, quella di portarli dal laboratorio alla bocca dei pazienti. «Abbiamo diverse idee per inserire i denti in bocca – hanno affermato -. Potremmo trapiantare le cellule giovani del dente nel punto in cui manca il dente e lasciarle crescere in bocca. In alternativa, potremmo creare l’intero dente in laboratorio prima di inserirlo nella bocca del paziente». Ma qualunque sia il metodo scelto dagli scienziati, il processo inizierà comunque in laboratorio. A differenza degli impianti e delle otturazioni, che sono fissi e non possono adattarsi nel tempo, un dente creato in laboratorio con le cellule del paziente potrebbe integrarsi perfettamente nella mascella e ripararsi come un dente naturale. «Le otturazioni non sono la soluzione migliore per riparare i denti – hanno sottolineato i ricercatori -. Col tempo indeboliscono la struttura del dente, hanno una durata limitata e possono portare a ulteriore carie o sensibilità. Gli impianti richiedono un intervento chirurgico invasivo e una buona combinazione di impianti e osso alveolare. Inoltre, entrambe le soluzioni sono artificiali e non ripristinano completamente la funzione naturale dei denti, portando potenzialmente a complicazioni a lungo termine». «Al contrario – hanno spiegato – i denti creati in laboratorio si rigenererebbero naturalmente, integrandosi nella mascella come denti veri. Sarebbero più forti, più durevoli e privi di rischi di rigetto, offrendo una soluzione più duratura e biologicamente compatibile rispetto a otturazioni o impianti». La ricerca fa parte di un più ampio progetto di medicina rigenerativa, che mira a sfruttare la biologia per riparare o sostituire parti del corpo danneggiate. Invece di affidarsi a materiali artificiali come impianti metallici o protesi dentarie, i ricercatori stanno lavorando per sviluppare sostituti naturali utilizzando cellule staminali e ambienti bioingegnerizzati. «Con il progresso del settore – ha evidenziato la dott.ssa Ana Angelova Volponi, autrice dello studio -, l’integrazione di queste tecniche innovative ha il potenziale per rivoluzionare l’assistenza odontoiatrica. Potrebbe offrire soluzioni sostenibili ed efficaci per la riparazione e la rigenerazione dei denti, quale piattaforma per l’ingegneria e la modellazione di organoidi dentali».

Barbara Fiorillo

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