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Verso il Conclave: come funziona e chi sono i possibili successori di Papa Francesco

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
28 de abril de 2025
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Verso il Conclave: come funziona e chi sono i possibili successori di Papa Francesco
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Con l’addio a Papa Francesco e l’inizio dei novendiali, il percorso verso il Conclave si fa sempre più vicino. Non c’è ancora una data, ma la normativa vaticana prevede che si apra a 15 o 20 giorni a partire dalla morte. La fascia temporale che potrebbe ospitare la nuova elezione del Papa va, quindi, dal 6 al 10 maggio. A tal proposito, già dal 28 aprile la Cappella Sistina – dove si tengono le votazioni – sarà chiusa ai visitatori. Una prassi per preparare l’ambiente. Resteranno aperti i Musei Vaticani. I cardinali che voteranno sono 135, 108 sono stati nominati proprio da Papa Francesco. Alloggeranno a Santa Marta. La parola Conclave deriva dal latino Cum clave, ovvero «Chiuso con la chiave» o «Sotto chiave». Un termine che si rifà a un episodio del 1270, quando gli abitanti della città di Viterbo, all’epoca sede papale, decisero di rinchiudere i cardinali a chiave all’interno del palazzo papale, scoperchiandone il tetto per accelerare l’elezione del nuovo Pontefice. Il conclave inizia con la celebrazione di una messa chiamata pro eligendo Romano Pontefice durante la quale i cardinali riuniti nella Basilica di San Pietro si riuniscono per invocare lo Spirito Santo affinché li indirizzi nella scelta del nuovo Papa. Il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, poi, pronuncia la frase «Extra Omnes», ovvero «Fuori tutti», e così si dà il via alle fasi di voto. I cardinali restano soli davanti l’affresco del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti e pronunciano due giuramenti: con il primo si impegnano a rispettare i vincoli della Costituzione, a ricoprire con fedeltà l’incarico di Papa qualora fossero eletti e a tenere il segreto su quello che avviene all’interno della Cappella Sistina. Il secondo è sui quattro Vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni: si chiede a Dio l’aiuto per adempiere al meglio il proprio compito. Sono quattro le votazioni: due al mattino e due al pomeriggio. Ogni scrutinio è composto da tre fasi. Nella prima si eleggono tre scrutatori, revisori e tre incaricati di raccogliere i voti dei cardinali impossibilitati per malattia. Su scheda è scritta la frase in latino «Eligo in Summum Ponteficem», «Eleggo il Sommo Pontefice», sotto cui ogni cardinale scrive il nome del suo candidato. Poi avviene il conteggio e la lettura del nome. Alla fine, avviene la bruciatura delle schede, per garantire la segretezza del voto. Grazie a particolari sostanze chimiche combinate tra loro si definisce il colore della fumata: nera in caso non si sia raggiunto il quorum, bianca in caso positivo. Per avere l’elezione, bisogna ottenere almeno i due terzi dei voti dei cardinali elettori, quelli con meno di 80 anni. Il ballottaggio avviene a partire dal 34esimo scrutinio tra i due nomi che hanno ottenuto la maggioranza dei voti. Una volta arrivati a un nome si chiede al cardinale se accetta l’incarico. E in caso positivo il nome che sceglie. Il nuovo Papa si reca nella stanza delle lacrime, un ambiente annesso alla Cappella Sistina dove sfogare l’emozione del momento e iniziare la vestizione con l’abito talare. In bianco si ripresenta davanti i cardinali e si chiude la seduta con il canto del Te Deum. Dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro avviene l’annuncio ai fedeli: «Habemus Papam». E il pontefice si presenta. In questi giorni, sono tanti già i nomi dei possibili successori di Papa Francesco che i media e i vaticanisti hanno ripetuto più volte: gli italiani Matteo Zuppi (presidente della Conferenza Episcopale Italiana), Pierbattista Pizzaballa (patriarca di Gerusalemme dei Latini) a Pietro Parolin (Segretario di Stato della Santa Sede). Tra i ‘papabili’ anche il filippino Luis Antonio Tagle e il francese Jean-Marc Aveline. E anche Fridolin Ambongo Besungu, cardinale e arcivescovo della Repubblica Democratica del Congo, Peter Erdo di Budapest, Anders Arborelius, svedese, lo statunitense Joseph Tobin e lo spagnolo Juan José Omella. «Chi entra Papa, esce cardinale» si dice tradizionalmente, ma restano alte attenzione e curiosità per sapere se i pronostici avranno indovinato. Una cosa è certa, gli occhi restano puntati su San Pietro.

Giusy Mercadante

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