Il primo ministro Benjamin Netanyahu e sua moglie Sara sono atterrati all’aeroporto di Ben Gurion dopo aver trascorso una settimana all’estero. Lo riporta il Time of Israel, che ricorda anche che il premier ha lasciato Israele mercoledì scorso per recarsi in Ungheria e poi a Washington per una visita alla Casa Bianca e al presidente americano Donald Trump. Un viaggio, fatto nonostante un mandato di arresto della Cpi contro di lui per presunti crimini di guerra. Netanyahu è dovuto rientrare questa mattina per recarsi al tribunale distrettuale di Tel Aviv e testimoniare nel processo penale a suo carico. Intanto ieri il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha parlato della terribile situazione umanitaria che si sta verificando nella Striscia di Gaza affermando che Israele l’ha trasformata «in un campo di sterminio». E ancora: «L’attuale percorso è un vicolo cieco, totalmente intollerabile agli occhi del diritto internazionale e della storia, e il rischio che la Cisgiordania occupata si trasformi in un’altra Gaza lo rende ancora peggiore. È tempo di porre fine alla disumanizzazione, proteggere i civili, liberare gli ostaggi, garantire aiuti salvavita e rinnovare il cessate il fuoco». Secondo Al Jazeera, parlando con i giornalisti Guterres avrebbe respinto la nuova proposta israeliana di controllare le consegne di aiuti a Gaza, affermando che così facendo, Tel Aviv finirebbe per «controllare ulteriormente e limitare in modo insensibile gli aiuti fino all’ultima caloria e alla farina di grano». «Non parteciperemo ad alcun accordo che non rispetti pienamente i principi umanitari: umanità, imparzialità, indipendenza e neutralità», ha detto il segretario generale. Dal 2 marzo scorso nessun aiuto è stato consegnato a Gaza, perché Israele continua a chiudere tutti i valichi di frontiera vitali della Stirscia.
Sausan Khalil



