È iniziata l’avventura di Igor Tudor alla guida della Juventus. Il tecnico croato, subentrato al posto dell’esonerato Thiago Motta, ha diretto nella giornata di ieri, lunedì 24 marzo, il primo allenamento. All’ex difensore spetterà il compito di salvare il salvabile in una stagione che, per i bianconeri, può già dirsi fallimentare: al ko nella semifinale di Supercoppa italiana hanno infatti fatto seguito le premature eliminazioni da Champions League e Coppa Italia, competizioni in cui la Vecchia Signora si è arresa ad avversari non certo irresistibili come Psv Eindhoven ed Empoli. A ciò si aggiunge il deludente cammino in campionato, con la Juventus costretta a navigare in quinta posizione. L’obiettivo, adesso, sarà quello di conquistare almeno il quarto posto, che garantisce l’accesso alla prossima edizione della Champions League. Al centro del progetto di Tudor troverà spazio Dusan Vlahovic, il grande escluso (nell’ultimo periodo) da Thiago Motta. Il serbo, che fino a questo momento ha segnato nove reti in campionato (a cui si aggiungono i quattro centri in Champions League ed il gol segnato in Coppa Italia contro il Cagliari), guiderà l’attacco nel nuovo 3-4-2-1 bianconero. Il tecnico croato, d’altra parte, già in passato ha manifestato la propria stima nei confronti dell’ex centravanti della Fiorentina, da lui considerato giocatore di assoluto livello. Imprescindibile, per Tudor, sarà anche Kenan Yildiz, utilizzato a corrente alternata da Thiago Motta. Il turco sarà impiegato sulla trequarti, posizione che, nelle idee del nuovo allenatore, dovrebbe esaltarne al massimo le caratteristiche. Al classe 2005 il tecnico chiederà estro e fantasia, assicurandosi che possa esprimersi liberamente dal punto di vista mentale. In mezzo al campo, invece, Tudor non rinuncerà a Khephren Thuram. Una scelta, quest’ultima, che si pone in continuità con la gestione di Thiago Motta: anche l’ormai ex allenatore bianconero aveva infatti puntato con forza sul centrocampista francese, forse l’unico acquisto del mercato estivo ad aver poi rispettato sul campo le aspettative di tifosi e dirigenza. L’ex Nizza può coniugare qualità e quantità, rendendolo perfetto per il nuovo assetto tattico studiato da Tudor.
Davide Lanzillo



