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Massimo Margiotta: IL TALENTO VINOTINTO di Raiano

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
20 de marzo de 2025
in Deportes, Generoso D¨Agnese
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Massimo Margiotta: IL TALENTO VINOTINTO di Raiano
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di Generoso D’Agnese

L’Italia calcistica è da sempre legata a doppio filo ai suoi oriundi. Mai come in questo sport  le personalità italiane nate all’estero o aventi origini italiane hanno contribuito ai fasti dei colori azzurri della nazionale. Fin dagli albori del campionato di calcio italiano, atleti nati all’estero hanno portato il loro contributo ai nostri colori anche se non sempre hanno poi avuto la fortuna o il desiderio di vestire la maglia con il tricolore.

Nomi come  Sivori   Schiaffino, Ghiggia, Altafini, Angelillo, Montuori e Camoranesi fanno parte di questo ricchissimo gruppo. Oggi con i colori azzurri gioca Mateo Retegui, pochi anni fa vedevamo in campo l’italo-tedesco Vincenzo Grifo ma se sono tanti gli atleti che  sono arrivati a vestire la maglia con il tricolore sul petto, c’è anche chi, come Massimo Margiotta, che ha deciso di percorrere la strada al contrario.   

L’attaccante, che nel 2011 ha appeso gli scarpini al chiodo dopo una lunga carriera, ha giocato nell’Under 18, nell’Under 21 e ha difeso i nostri colori nelle Olimpiadi del 2000 , competizione nella quale ha totalizzato quattro presenze senza goal, ma non ha mai compiuto l’ultimo grande salto, nella Nazionale maggiore. Massimo Margiotta del resto aveva davanti a sé un vero muro di talenti, da Vieri a Toni, da Montella a Del Piero, da Gilardino a Inzaghi, da Totti a Di Natale: decisamente troppi attaccanti di talento per sperare di entrare a far parte della formazione azzurra.

  Nato a Maracaibo, in Venezuela il 27 luglio del 1977, da bambino era il più alto del suo gruppo di amici e per questo motivo venne scelto per giocare in attacco.   Chi per primo decise di farlo giocare  da centravanti di fatto indirizzò il futuro del  ragazzo che quel posto lì, davanti a tutti, dove conta molto essere forte fisicamente, non l’avrebbe più lasciato. Tornato con la famiglia in Italia all’età   di 8 anni, Massimo visse i suoi anni giovanili e adolescenziali a Raiano. Sarà proprio questo il primo club che accoglierà il talento del giovane atleta nato in Venezuela. Il  Pescara sarà invece  il primo club importante pronto a puntare su di lui. Nel 1994 il giovane attaccante di origini sudamericane esordì  con il Pescara diventando in poco tempo un punto di riferimento della squadra più rappresentativa dell’Abruzzo. Con il Pescara Margiotta disputò le sue prime tre stagioni in cadetteria trovando ampio minutaggio ma meno gol di quanto ci si aspettasse da lui. Nello Stadio Adriatico il giovane crebbe con la  possibilità apprendere il mestiere da attaccanti come Artistico e Luiso, ma soprattutto da Andrea Carnevale che, dopo anni trascorsi al fianco di Diego Armando Maradona, scelse la società biancazzurra per chiudere la sua gloriosa carriera.

Le tappe successive della sua carriera avrebbero fatto rima con trasferimenti e tanti cambi di casacche. Dopo tre stagioni al Pescara ( 7 gol in 42 presenze) e l’onore di una maglia azzurra per la  partecipazione  all’Europeo Under 18 in Grecia, chiuso al secondo posto dall’Italia sconfitta in finale dalla Spagna, l’attaccante decise di ripartire dalla Serie C1. Nella stagione 1997-1998 accettò di giocare con la maglia del Cosenza imboccando l’annata   della svolta della propria carriera.  La squadra calabrese , grazie ai 19 gol del talento venezuelano (capocannoniere del proprio girone) , vinse il girone B. 

L’anno seguente venne acquistato dal Lecce, squadra con la quale avrebbe realizzato 7 reti in 19 partite nel campionato di Serie B; a gennaio del 1999 tuttavia,  venne ceduto alla Reggiana, sempre in Serie B. In Emilia l’attaccante insaccò 10 gol in 18 presenze, ma non evitò la retrocessione in Serie C1. La sua carriera però prese la direzione opposta. Nell’agosto del  1999 Margiotta debutterà in serie A con la maglia   dell’Udinese, il 19 settembre. Nei due campionati giocati in Friuli visse soprattutto da comprimario e rincalzo ma giocò diverse partite per le coppe europee. Il calciatore   si toglierà anche la soddisfazione di realizzare una doppietta in Coppa UEFA contro il Bayer Leverkusen di Ballack, Ze Roberto ed Emerson. I suoi gol permettono alla  squadra bianconera di superare il turno. In Intertoto (altra competizione internazionale europea) Margiotta si rese invece protagonista nella finale di ritorno contro i cechi del Sigma Olomouc ai quali segnò il gol del 4-2 che portò l’Udinese a vincere la finale e il trofeo. L’anno seguente Margiotta fu acquistato dal Vicenza, città nella quale conobbe la futura moglie e per i cui colori segnò 15 reti. L’attaccante   rimane in Veneto fino al 2005 (campionato di serie B), con l’intermezzo di sei mesi al Perugia in Serie A all’inizio della stagione 2003-2004. Nella città umbra Margiotta segnò 4 gol in 16 presenze, cui vanno aggiunte  4 reti in Coppa Tornato a Vicenza, contribuisce alla salvezza della squadra veneta formando la coppia d’attacco titolare con Stefan Schwoch   Nel 2004 arrivò forse la chiamata più importante per l’attaccante italo-venezuelano. Il  commissario tecnico del Venezuela, Richard Páez, decise infatti di puntare sull’attaccante di 26 anni. La nazionale dei ‘Vinotinto’ non vanta una grande bacheca di vittorie essendo l’unica rappresentativa sudamericana a non aver mai vinto la Copa America e a non essersi mai qualificata ad un Mondiale. La Nazionale inoltre rappresenta un paese anomalo per il Sud America, essendo forse l’unico paese nel quale  il calcio non è lo sport più popolare (scavalcato dal baseball a livello di popolarità). AMargiotta venne tuttavia data la possibilità di sfidare alcuni tra i migliori calciatori al mondo, oltre che quello di rivestire un ruolo importante all’interno del gruppo. Il calciatore accettò pur sapendo di dover superare anche la sua grandissima paura di volare.  

Margiotta in Venezuela si adattò alla nuova realtà sapendo di non dover subire pressioni. Con animo sereno esordì il 18 febbraio 2004 nell’amichevole contro l’Australia. Novanta minuti senza goal per l’ormai esperto giocatore oriundo. Le reti arriveranno però nelle partite di qualificazione ai Mondiali del 2006 contro Cile e Perù. Margiotta toccò il massimo apice della sua carriera agonista nella Copa America del 2004. Il Venezuela, secondo le previsioni, non superò la fase a gironi con un solo punto messo in cascina in tre partite.  Margiotta però segnò contro il Perù padrone di casa (gran destro e con il numero 10 sulle spalle), pur essendo il goal della bandiera. La sua parentesi con i ‘Vinotinto’ si chiuderà nel marzo del 2005 nella sua Maracaibo dopo 74’ giocati in un match di qualificazione ai Mondiali contro la Colombia finito 0-0. Un’intera avventura racchiusa in un solo anno, poco più di dodici mesi fatti di undici partite (tre delle quali in Copa America), due goal ed una sfida contro il BrasilediRonaldo, Ronaldinho, KakàedAdrianopersa 5-2.

 “Per me – spiegò in un’intervista anni fa –  è stato facile dire di sì al Venezuela. Sono cresciuto a Maracaibo, lì c’erano i miei familiari ed i miei amici, quella è sempre stata una seconda patria per me. Ho accettato quella proposta perché sentivo un legame forte con quella terra e vestire la maglia dei Vinotinto ha rappresentato una responsabilità enorme. Non avrei mai potuto giocare le grandi competizioni con l’Italia e quella fu un’esperienza irripetibile. Quei momenti saranno per sempre nel mio cuore”.

Rientrato a Vicenza, nel luglio 2006 venne ceduto in prestito al neopromosso Frosinone    con cui mise a segno 11 reti contribuendo alla salvezza della squadra gialloblu. Squalificato per alcuni mesi per un’inchiesta sul calcio scommesse, il 21 agosto 2008 Margiotta tornò  ancora al Vicenza e nella sua seconda esperienza in Veneto totalizzerà 58 presenze e 5 reti, entrando spesso dalla panchina. Il 16 settembre 2010, dopo essere rimasto svincolato, viene ingaggiato dal Barletta, squadra di Lega Pro Prima Divisione. Sarà la sua ultima esperienza agonistica in campo.

Margiotta è rimasto nel mondo del calcio. E’ infatti il responsabile del settore giovanile del Verona e l’esperienza maturata, anche a livello internazionale, gli serve oggi per scovare quei talenti che poi possano dare il loro contributo alla causa gialloblu

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