L’Universo aveva solo 2 miliardi di anni, ma le immagini ad alta definizione della «ragnatela cosmica» che struttura l’Universo hanno viaggiato per poco meno di 12 miliardi di anni prima di diventare visibili dalla Terra e osservate grazie a uno studio guidato da ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca che ha catturato una struttura cosmica risalente a un Universo molto giovane. Sfruttando le capacità offerte dal sofisticato MUSE (Multi-Unit Spectroscopic Explorer), innovativo spettrografo installato presso il Very Large Telescope dell’European Southern Observatory, in Cile, il gruppo di ricerca coordinato da Michele Fumagalli e Matteo Fossati, professori nell’unità di Astrofisica dell’Università di Milano-Bicocca, ha condotto una delle più ambiziose campagne di osservazione che apre una nuova prospettiva per comprendere l’essenza della materia oscura. La materia oscura costituisce circa il 90% di tutta la materia presente nell’Universo e determina la formazione e l’evoluzione di tutte le strutture che osserviamo su grandi scale nel Cosmo. «Sotto l’effetto della forza di gravità, la materia oscura disegna un’intricata trama cosmica composta da filamenti, alle cui intersezioni si formano le galassie più brillanti» ha spiegato Michele Fumagalli. «Questa ragnatela cosmica è l’impalcatura su cui si creano tutte le strutture visibili nell’Universo: all’interno dei filamenti il gas scorre per raggiungere e alimentare la formazione di stelle nelle galassie». «Per molti anni, le osservazioni di questa ragnatela cosmica sono state impossibili: il gas presente in questi filamenti è infatti così diffuso da emettere solo un tenue bagliore, indistinguibile dagli strumenti allora disponibili», commenta Matteo Fossati. MUSE, grazie alla sua elevata sensibilità alla luce, ha consentito agli scienziati di ottenere immagini dettagliate di questa ragnatela cosmica.
Marilena Casale


