La Romania ha arrestato sei persone, tra cui un generale filorusso in pensione di 101 anni, negazionista dell’Olocausto, con l’accusa di tradimento. Secondo le accuse stavano pianificando un colpo di stato contro il governo di Bucarest, con l’aiuto della Russia. Secondo l’agenzia investigativa sulla criminalità organizzata della Romania (DIICOT), il gruppo, istituito nel 2023, aveva una struttura militare, e si proponeva di minare «la sovranità e l’indipendenza dello Stato rumeno». I membri del gruppo volevano far uscire la Romania dalla Nato e pianificavano di cambiare il nome, la bandiera e l’inno del paese. Avevano previsto di sciogliere gli attuali partiti politici, abolire la costituzione e installare un nuovo governo con «un Consiglio dei saggi, un Consiglio degli anziani e comitati locali degli antenati». Radu Theodoru, il generale ultracentenario, aveva ricoperto una posizione di rilievo nel partito di estrema destra Great Romania Party, ed è un noto antisemita. Appena due giorni fa la Romania aveva espulso due diplomatici russi sospettati di essere in contatto con il gruppo di cospiratori. L’ambasciata russa a Bucarest ha affermato sui social che la decisione è «ingiustificata, ostile», riservandosi «il diritto di adottare misure di ritorsione».
Mirta Noccella



