Un’ora e 40 minuti di discorso, a sei settimane dall’insediamento, per indicare quelli che Trump ritiene essere i risultati raggiunti e la sua idea di un «sogno americano» che, ha detto, sta tornando «più grande che mai», ribandendo l’intenzione di riprendersi il Canale di Panama e di annettere «in un modo o nell’altro» la Groenlandia. «Siamo solo all’inizio» è lo slogan che ha raccolto l’ovazione dei Repubblicani. Trump ha quindi attaccato Biden, accusandolo di aver spinto il Paese sul lastrico, ed esaltato il proprio lavoro fatto finora. Uno dei passaggi più attesi è stato quello sull’Ucraina. Trump ha detto di aver ricevuto una lettera dal presidente Zelensky, in cui il presidente ucraino scrive di voler partecipare al tavolo dei negoziati e di volerlo fare sotto la «leadership forte» degli Stati Uniti. Il presidente americano ha poi rivelato di aver parlato con i russi e di avere avuto «forti segnali che vogliono la pace». L’inquilino della Casa Bianca si è soffermato anche sul tema dei dazi, resi esecutivi nei confronti di Canada, Messico e Cina. Trump ha ammesso che le nuove tariffe potrebbero portare «qualche scompiglio», sostenendo che non servono solo a proteggere i posti di lavoro americani, ma anche a «proteggere l’anima del nostro Paese». Rivolgendosi a i governi di Canada e Messico, il presidente Usa ha chiesto anche di fare di più per «fermare il traffico di fentanyl e di clandestini». Tra i temi esposti dal presidente anche l’annuncio dell’eliminazione dei fondi per la promozione di politiche definite «gender» e «woke» e la promessa di dare più soldi alle famiglie americane. Alcuni membri del congresso democratici lo hanno interrotto ripetutamente e un deputato dem è stato espulso dall’aula di Capitol Hill.
Marco Guerra


