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La Russia vuole arrestare un operatore umanitario italiano, rischierebbe l’ergastolo

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
22 de diciembre de 2024
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La Russia vuole arrestare un operatore umanitario italiano, rischierebbe l’ergastolo
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«Tenere alta l’attenzione» per proteggere gli operatori umanitari in Ucraina contro «intimidazioni e minacce» da parte delle autorità russe: è l’appello lanciato da Giuditta Rescue Team (Grt), progetto attivo nell’area di Kharkhiv, che in una nota riferisce appunto di «pressioni» a carico di uno dei suoi iniziatori, il connazionale Ludovico Gualano. Il trentenne, che ha raccolto i suoi racconti dall’Ucraina nel libro ‘Il posto dove stare’, sarebbe oggetto di un procedimento penale con accuse che potrebbero prevedere il carcere, fino all’ergastolo. A riportare la notizia è la testata russa ‘News Kharkov’. Nello specifico, il giovane è accusato di associazione criminale, finanziamento di attività terroristiche, incitamento all’odio o all’inimicizia e umiliazione della dignità umana nel territorio della regione di Kharkiv. Ad aprire il procedimento, la direzione Affari interni dell’Alta amministrazione civile della regione di Kharkiv. Ma, riferisce Gualano all’agenzia Dire, nessun atto è stato notificato all’indirizzo del connazionale, che al momento si trova in Italia. Tuttavia, come riporta l’associazione in una nota, la notizia del procedimento sarebbe stata segnalata ai responsabili del progetto in quanto «da diversi giorni, su canali Telegram legati alle forze di occupazione russe, in particolare sui canali legati alla polizia d’occupazione (denominata Uvd Vga), circolano pesanti accuse diffamatorie nei confronti del lavoro degli attori umanitari e di un nostro volontario attivo in Ucraina, Ludovico Gualano». La nota continua: «Dopo una serie di verifiche e accertamenti abbiamo convenuto di rendere pubblica la notizia al fine di tutelare il nostro volontario coinvolto e tutto il team». La nota continua riferendo che Gualano «viene accusato di aver costituito un’associazione criminale e di favoreggiamento al terrorismo per aver fondato il gruppo Giuditta Rescue Team e per aver portato aiuti alle squadre mediche che si occupano di salvare vite. Inoltre il nostro volontario a causa del suo supporto alla popolazione ucraina viene accusato di incentivare l’odio e l’inimicizia tra i popoli». Secondo News Kharkhov, le squadre mediche sarebbero quelle «dei gruppi armati illegali dell’Ucraina». Gualano dice: «Per le autorità russe, l’esercito ucraino e le varie unità di volontari e soccorritori sono ritenute gruppi illegali e criminali». Oltre a dare sostegno alla popolazione, Giuditta Rescue Team si occupa di «rifornire di barelle e altro materiale medico utile a salvare vite da grosse emorragie dovute a ferite da arma da fuoco» come «bende, garze emostatiche e tourniquet».

Alessandra Fabbretti

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