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Yoon non è più il presidente della Corea del Sud

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
14 de diciembre de 2024
in Mundo
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Yoon non è più il presidente della Corea del Sud

SERGIO MATTARELLA, YOON SUK YEOL,PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI COREA

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I membri dell’Assemblea nazionale della Corea del Sud hanno votato a favore della messa in stato d’accusa del presidente Yoon Suk Yeol, dopo il suo tentativo (fallito in 6 ore) di imporre la legge marziale. Al secondo tentativo il parlamento ha votato l’impeachment, mentre fuori dall’edificio una folla di migliaia di persone festeggia. Ora i poteri presidenziali di Yoon saranno sospesi, e tutto passerà in mano alla Corte costituzionale. La Corte ha fino a 180 giorni per decidere se destituire Yoon o ripristinarne i poteri. Se Yoon cadesse, entro 60 giorni si dovranno tenere elezioni nazionali per eleggere il suo successore. Per approvare l’impeachment dovevano votare a favore i due terzi dei deputati, 200 su 300. Oltre i 192 voti delle opposizioni servivano almeno 8 voti del partito di Yoon: sabato scorso furono solo tre, stavolta sono arrivati a dodici. Yoon non si è dichiarato sconfitto: «Sebbene ora debba farmi da parte per un po’, il viaggio verso il futuro non deve mai fermarsi», ha affermato in un discorso televisivo. Il primo ministro Han Duk-soo ha dichiarato che farà del suo meglio per guidare stabilmente il governo dopo l’impeachment. «Il mio cuore è molto pesante», ha detto ai giornalisti. Han diventerà presidente ad interim. Nel frattempo decine di migliaia di persone – per le autorità locali sono circa 200.000 – hanno sfidato il freddo pungente e si sono riversate nelle strade di Seul per invocare l’estromissione e l’arresto di Yoon Suk Yeol. Gruppi più piccoli di sostenitori di Yoon si sono radunati invece vicino a piazza Gwanghwamun, intonando canti patriottici e sventolando bandiere sudcoreane e americane. Entrambe le manifestazioni sono in gran parte pacifiche.

Maria Anzalone

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