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Dall’Oms una banca dati globale per monitorare la salute dei bambini

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
10 de noviembre de 2024
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Dall’Oms una banca dati globale per monitorare la salute dei bambini
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Una banca dati, un software gestionale globale con cui monitorare i progressi che, nel corso degli ultimi anni, i vari Paesi nel mondo hanno compiuto nell’ambito della salute dei bambini. In particolare, di quei fattori da cui questa dipende. Si chiama «Child Health and Well Being Dashboard» e l’ha lanciata l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) con l’obiettivo di aiutare istituzioni politiche e sanitarie a controllare e, se possibile, agire concretamente sul tema. Ad oggi, infatti, ogni anno muoiono circa 4,9 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni, di cui quasi la metà entro il primo mese di vita, uno scenario che porterà 59 Paesi a non raggiungere l’Obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) n. 3 indicato dalle Nazioni Unite. Da qui la necessità di incrementare le azioni volte a migliorare la salute e la sopravvivenza materna e infantile. L’idea di creare un vero e proprio «pannello di controllo» è nata per consentire ai singoli Paesi di individuare immediatamente quale sia la situazione più critica e studiare così gli interventi più efficaci da mettere in campo per risolverla. Diverse le tipologie di indicatori presenti all’interno: da quelli di sopravvivenza a quelli di sviluppo, passando per gli indicatori di protezione, partecipazione e quelli contestuali e politici. In base a tali valori, ogni Paese (i filtri sono facilmente selezionabili dalla parte alta della tabella) può rendersi conto, quasi in tempo reale, del livello, ad esempio, dei tassi di allattamento o dei primi anni di sviluppo fisico ed emotivo di un bambino. Oppure dell’eventuale esposizione alla violenza e al lavoro minorile, della ricerca delle cure, delle registrazioni di nascita e della frequenza con cui viene completato il ciclo scolastico. Sono 196 le aree del mondo i cui dati sono raccolti in questa dashboard che, allo stesso tempo, consente anche di analizzare i fattori che influenzano la salute dei più piccoli. In particolare, l’indicatore con cui la maggior parte dei Paesi sta avendo a che fare riguarda la protezione della maternità, elemento imprescindibile per garantire la salute, sia fisica che mentale, delle donne e dei bambini durante la gravidanza e, poi, nella fase post parto. Rendere disponibili questi dati significa dare una possibilità concreta di crescita e di vita a tanti bambini, e infatti Oms, Children in All Policies (Cap 2030) e Unicef hanno sviluppato un simile prodotto per fornire a tutti uno strumento concreto di intervento. In virtù, anche, di un altro dato fornito proprio dall’Unicef, secondo cui sono circa 2 milioni i bambini che rischiano di morire per la mancanza di alimenti terapeutici. Troppe volte ci si dimentica che, quando si parla di salute, un ruolo di primo piano lo ricopre l’alimentazione. I livelli di malnutrizione acuta grave tra i piccoli al di sotto dei 5 anni sono molto alti in diverse aree del mondo caratterizzate da conflitti, shock economici ed emergenza climatica. Secondo l’Unicef, milioni di bambini rischiano di non ricevere cure salvavita a causa della mancanza di fondi per l’Alimento terapeutico pronto all’uso (Rutf): cibo in pasta a base di burro di arachidi e biscotti dall’alto valore nutritivo arricchito con proteine e sostanze energetiche, estremamente preziose per la crescita dei più piccoli. Mali, Nigeria, Niger e Ciad stanno già affrontando o stanno per affrontare l’esaurimento delle scorte di Rutf, mentre Camerun, Pakistan, Sudan, Madagascar, Sud Sudan, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Uganda potrebbero finirle già entro la metà del prossimo anno. E anche qui il climate change fa la sua parte. In Africa nella regione del Sahel, ad esempio, la carenza di scorte alimentari è accentuata da siccità prolungata, inondazioni e piogge irregolari che portano a cibo scarso con prezzi elevati e altrettanto elevati livelli di deperimento. In Mali la previsione è che il 2024 si chiuda con oltre 300mila bambini sotto i 5 anni in condizione di malnutrizione grave, mentre in Ciad la quota potrebbe raggiungere i 500mila. Per fare fronte a questo fenomeno, attraverso l’appello «No Time to Waste 2024 Update and Call to Urgent Action», l’Unicef chiede 165 milioni di dollari per finanziare l’alimentazione terapeutica, le cure e l’assistenza ai 2 milioni di bambini a rischio di morte a causa della carenza critica di Rutf.

Emiliano Magistri

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