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Vespe orientalis, nella Capitale è allarme: stanno sterminando le api romane

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
7 de noviembre de 2024
in Ciencia
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Vespe orientalis, nella Capitale è allarme: stanno sterminando le api romane
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Le api di Roma sterminate a migliaia dalle vespe orientalis. È un vero e proprio allarme ecologico quello lanciato oggi dalla commissione capitolina Ambiente, riunita per fare il punto sulla presenza di questo insetto che, dopo la prima segnalazione nel 2022, sta letteralmente invadendo il territorio di Roma. Una presenza così invasiva che ora potrebbe scattare un monitoraggio per cercare di contenere il problema. A rendere chiaro il quadro della situazione è stata Rita Di Domenicantonio, responsabile specie animali problematici del dipartimento Ambiente di Roma Capitale. «Per prima cosa- ha detto Di Domenicantonio- va spiegata la differenza tra la vespa comune e la vespa orientalis: quest’ultima è più grande della prima e ha una colorazione rossiccia con bande di colore giallo. La vespa orientalis è un calabrone autoctono che a sua volta non deve confondersi con la vespa verutina, che è un calabrone asiatico ancora più grande», ma dal colore tipico giallo e nero (presente in Italia da una decina di anni), né con la vespa mandarina, detta anche calabrone gigante giapponese, una vespa che può addirittura arrivare a 5 centimetri di lunghezza ma che per fortuna non è mai stata segnalata in Europa. «Questa vespa- ha spiegato Di Domenicantonio- è sempre stata presente al sud, ma a seguito delle alte temperature degli ultimi anni ha ampliato il suo areale di diffusione. Non possiamo eradicarla, ma possiamo controllare la sua espansione. Va anche detto che questa vespa non è più aggressiva di altre, lo diventa solo se ci si avvicina al nido». Una sua puntura è però molto più dolorosa e tre punture insieme possono creare danni molti seri in soggetti fragili o predisposti. Le vespe orientalis sono molto attratte da cibo e rifiuti, come anche dai croccantini degli animali domestici. Fanno i nidi nelle cavità degli alberi e nelle fessure strette edifici e il loro ciclo vitale va da marzo, quando si si sviluppano, all’autunno, quando muore la regina e poi le operaie. È importante quindi intervenire durante l’inverno. Ma cosa si deve fare quando ci si imbatte in un nido? «Le segnalazioni dei cittadini- ha concluso Di Domenicantonio- devono essere inviate all’ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Roma. Se si tratta di privati deve essere l’amministratore a chiamare le ditte specializzate, evitando il fai da te. Se il nido si trova su suolo pubblico allora il Comune può intervenire. Per le segnalazioni nelle scuole c’è una delibera che affida la competenza dell’intervento ai Municipi. Solo in caso di imminente pericolo si può chimare il numero dei Vigili del fuoco». Fin qui la questione del rapporto uomo-vespe. Ma questi insetti, più che prendere di mira le persone, come detto stano decimando le api romane, un animale fondamentale per l’equilibrio dei vari ecosistemi. Solo per fare un esempio: al bioparco della Capitale su quattro alveari di api tre sono stati distrutti dalle vespe. Nella rete degli orti urbani capitolini è rimasta in vita solo la popolazione di un’arnia sulle 34 presenti.

Emiliano Pretto

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