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General Vannacci e Capitan Salvini, chi sta sopra e chi sotto

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
12 de julio de 2024
in Italia
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General Vannacci e Capitan Salvini, chi sta sopra e chi sotto
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«Salvini grida, strepita e minaccia? Alla fine contano i fatti e lui ogni volta alla fine obbedisce e vota quello che deve votare. Fa cadere il governo? Nessuno ci crede, e dopo che fa? Magari a quel punto il generale Vannacci potrebbe mettere in riga il Capitano…». L’esponente di Fratelli d’Italia interpellato risponde, scherza e liquida in poche battute i continui distinguo del Capitano della Lega. «Cerca visibilità in tutti i modi, è in evidente difficoltà». Sarà, ma comunque dentro Fratelli d’Italia questo modo di fare dell’alleato sta creando comunque insofferenza. Soprattutto perché il ‘controcanto’ si palesa anche e soprattutto quando la Presidente del Consiglio, come oggi al vertice Nato, è impegnata in appuntamenti strategici e importanti con altri leader di Governo o capi di Stato. Capitan Salvini non se ne cura. Lui scommette da subito sulla rielezione di Donald Trump alla Presidenza ed è già volato negli Stati Uniti a stringerli la mano. Prima di tutti gli altri, quelli che magari aspettano di vedere come finirà. La premier Meloni al vertice Nato si impegna ad alzare la quota dei fondi da parte dell’Italia e sottoscrive il patto con gli alleati per inviare più armi all’Ucraina? E Salvini subito si intromette sottolineando che non va bene, che in questo modo altro non si fa che prolungare la guerra con Putin. Dopo le elezioni europee il gruppo dei Conservatori presieduto da Meloni può diventare più forte di quello dove sta la Lega? E subito Salvini sposta i suoi nel nuovo gruppo dei Patrioti dell’ungherese Orban che raccoglie la destra che più destra non si può. Così scippa il terzo posto a Fratelli d’Italia. E via con i distinguo, ogni giorno su qualche provvedimento in discussione in Parlamento o il tema che balza alla cronaca. Intanto, non si sa mai, lega stretto il generale Vannacci facendolo nominare vicepresidente del gruppo dei Patrioti, così avrà da fare a Bruxelles, lontano da casa. Altro momento critico tra qualche giorno, salvo un rinvio deciso all’ultimo minuto, quando i governi europei si riuniranno per decidere la nuova squadra di comando, a partire dalla Presidenza della Commissione. Tutti si aspettano la riconferma di Ursula von der Leyen grazie al rinnovato patto tra Popolari, Socialisti Democratici e Liberali. Su questa riconferma Capitan Salvini ha già sparato a palle incatenate, per lui la scelta peggiore. A quel punto che faranno i Conservatori della premier Meloni? Voteranno Ursula anche stando fuori dall’accordo? Diranno anche loro no di fatto accodandosi all’estremismo antieuropeo delle destre estreme? Più facile l’astensione, per tirarsi fuori dalla mischia e strappare così qualche carica di peso nella Commissione e negli altri organi di comando per il governo italiano. Vedrete che anche in questo caso Salvini non mancherà di urlare contro. Senza un attimo di tregua. Anche in Parlamento, dove sono in discussione temi scottanti, la Lega di Capitan Salvini ogni giorno interviene per sottolineare che si potrebbe far di più e meglio, magari aggiungere qualche modifica. Così per le donne incinte che se condannate andranno dritte in carcere, come quelli che picchettano durante gli scioperi, togliere l’obbligo vaccinale, mettere una pena più alta per la maternità surrogata, battaglia e battaglia sulle concessioni balneari, abbassare il canone e dare più pubblicità alla Rai, una botta alla cassa Mediaset e al cuore di Forza Italia, la riforma delle pensioni e via così. Una strategia di guerriglia continua sperando in questo modo di risalire nei sondaggi e di riprendersi i tanti elettori che in questi anni hanno preferito andarsene altrove, molti proprio in Fratelli d’Italia.

Nico Perrone

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