Aeronautica, si vola con l’intelligenza artificiale? Cosa resta del sogno di Icaro

«Dietro a un aereo che vola c’e’ una marea di professionisti che faticano e sputano sangue, c’e’ chi difende le basi, gli aeroporti, chi fa le guardie». Lo dice Enzo Trevisol alla Dire, in occasione del congresso nazionale del sindacato USAMI Aeronautica che si è svolto a Rimini. Le persone, la tuta di volo che indossano, il lavoro e il sudore in un hangar, chi e’ ai comandi di un elicottero nelle notti del soccorso, chi pilota un caccia, chi e’ al radar, il meccanico che controlla prima e dopo che tutto sia a posto. Cosa restera’ di loro, di questi uomini e di queste donne, in uno scenario in cui si parla sempre di piu’ di nuovi domini e intelligenza artificiale? Perché c’e’, sembrerebbe, in questa rivoluzione annunciata qualcosa in piu’ di quel rapporto di sangue che l’Aeronautica militare ha avuto sin dalla sua stessa nascita con la tecnologia. «Faccio fatica a capire come l’intelligenza artificiale cambierà il volto dell’Aeronautica militare, come si applichera’ ai processi lavorativi – ha risposto ancora Trevisol – ma voglio sforzarmi perché ho fiducia nella mia Forza Armata. Sarò preoccupato se i colleghi saranno spremuti, saro’ preoccupato se avra’ impatto sulla sicurezza e lo stress correlato, e sarò legittimato come sindacato a intervenire sulla condizione dei militari. Fin qui non siamo stati coinvolti, ma saremo vigili». Sulle condizioni di lavoro, «accade oggi – ha denunciato ancora Trevisol – che i colleghi siano spremuti come limoni e si moltiplicano gli incarichi, e si danno 3 euro all’ora per lo straordinario. Non vorrei che sia un modo per giustificare il fatto che non c’e’ stata da anni una proiezione sul futuro delle Forze Armate. Ricordo che quasi10mila sottufficiali andranno via nei prossimi anni. Perdiamo professionisti…giovani riflettete e svegliatevi». E intanto i numeri dell’arruolamento sono tutt’altro che confortanti. D’altro canto nessuno che indossi l’informe azzurra puo’ avere smania di retroguardia: un controsenso per gli aviatori. E di inquadrare i temi nelle dinamiche della Difesa attuale e delle «minacce che arrivano e crescono dal fianco Sud», ha parlato anche il deputato Andrea De Maria della commissione Difesa che ha preso parte al convegno. Piloti al joystick e aeromobili con meta equipaggio, e IA applicata in altri servizi. C’e’ chi ha fiducia alla fine, chi lancia il dubbio che dal legame uomo-macchina su cui l’aeronautca vive diventi solo macchina. «Non accadra’- ha detto Marco Viscovich del sindacato aeronautico Siam – serviranno sempre gli esseri umani a guidarla». Il sogno di Icaro senza Icaro non c’è.

Silvia Mari

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