{"id":4083,"date":"2024-05-21T09:58:20","date_gmt":"2024-05-21T12:58:20","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=4083"},"modified":"2024-05-21T09:58:23","modified_gmt":"2024-05-21T12:58:23","slug":"in-mostra-a-venezia-willem-de-kooning-e-litalia-uno-degli-artisti-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=4083","title":{"rendered":"In Mostra a Venezia Willem de Kooning e l\u2019Italia Uno degli Artisti pi\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<p>Rivoluzionari e Influenti del Novecento<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Cardone<br>Fino al 15 Settembre 2024 si potr\u00e0 ammirare alle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia la mostra<br>dedicata a Willem de Kooning e l\u2019Italia a cura di Gary Garrels e Mario Codognato. Willem de<br>Kooning, uno degli artisti pi\u00f9 rivoluzionari e influenti del ventesimo secolo, l\u2019esposizione \u00e8 in<br>concomitanza con la 60\u00b0 Biennale Internazionale d\u2019Arte di Venezia, \u00e8 il primo progetto espositivo<br>che analizza i due periodi che de Kooning ha trascorso in Italia, nel 1959 e nel 1969, e il profondo<br>impatto che hanno avuto sul suo lavoro. Il percorso riunisce circa 75 opere ed \u00e8 la pi\u00f9 grande<br>retrospettiva dell\u2019artista mai organizzata in Italia. La mostra \u00e8 presentata in collaborazione con The<br>Willem de Kooning Foundation, fondazione privata che gestisce il patrimonio dell\u2019artista e<br>promuove lo studio e la valorizzazione della sua vita e della sua opera attraverso ricerche e mostre.<br>In una mia ricerca storiografica e scientifica sulla figura di Willem de Kooning apro il mio saggio<br>dicendo: Che nel mio studio fatto sull\u2019Informale Americano. potrebbe sembrare oziosa la ragione<br>per cui ho pensato forse, di mutare la datazione tradizionale del periodo artistico pi\u00f9 recente, che<br>parte in genere dal secondo dopoguerra, cio\u00e8 dal 1945: considerando quindi gli anni delle guerra<br>quasi una coda, o una logica conseguenza degli sviluppi del decennio precedente, se non, quasi,<br>un\u2019interruzione nel flusso degli eventi artistici. Se in parte sono vere tutte e tre queste cose, \u00e8 anche<br>vero che per ragioni magari contingenti, il periodo bellico, pi\u00f9 ancora della vittoria finale<br>americana, \u00e8 stato quello che ha determinato lo spostamento della capitale internazionale dell\u2019arte<br>da Parigi a New York ed ha rappresentato un importante momento di incubazione di esperienze che<br>sono esplose nel periodo immediatamente successivo, come la grande fase internazionale<br>dell\u2019Informale. In questo periodo siamo nei primi anni quaranta dove un gruppo di artisti e fotografi<br>europei andarono in esilio in America ed in particolar modo a New York . Da tante fotografie<br>dell\u2019epoca si evince che erano di nazionalit\u00e0 francese iniziando dal capo storico del Surrealismo<br>Andr\u00e8 Breton, gli artisti Masson, Tanguy, Ernest, Duchamp e Matta tra loro \u00e8 presente anche Piet<br>Mondrian che avrebbe vissuto gli ultimi anni nella citt\u00e0 di New York lascandovi l\u2019eredit\u00e0 della sua<br>complessa speculazione sullo spazio e sulla superficie pittorica. Inoltre erano tornati in America<br>anche come emigranti altri esponenti della cultura surrel-dada, oppure astratta e costruttivista, come<br>Man Ray, Lasl\u00f2 Monholy \u2013 Nagy, e Hans Hofmann, un artista tedesco sottovalutato ma che la sua<br>influenza fu determinante per la nuova generazione degli artisti americani. Altri artisti arrivarono in<br>America come l\u2019armeno Gorky e l\u2019olandese De Koorning ma nel contempo molti di loro furono<br>influenzati anche da Mir\u00f2, Picasso ed arrivarono anche gli echi di Kandiskij. Ecco perch\u00e9 nasce il<br>dripping grazie al giovane Pollock, egli fu influenzato in parte dai colori di Marx Ernest. Bisogner\u00e0<br>attendere il 1947 prima che questo procedimento diventi per lui abituale, con le dirompenti<br>conseguenze che lo hanno reso celebre. <\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Definiamo con il termine onnicomprensivo di \u2018Informale\u2019<br>tutta una serie di esperienze verificatesi negli Stati Uniti e in Europa tra la fine della seconda guerra<br>mondiale e gli anni sessanta. E\u2019evidente che, nello spazio di tempo di un quindicennio, in una<br>situazione tanto articolata e vasta quanto quella intercontinentale presa in esame, non ha quasi senso<br>parlare di \u2018un\u2019 solo \u2018movimento artistico\u2019; ed evidente che le sfaccettature sono tante e molteplici da<br>risultare in alcuni casi incomprensibili tra loro. Dobbiamo pensare che in questo periodo vennero<br>battezzate numerose etichette che solo oggi comprendiamo lo stesso termine: Action Painting e<br>Abstract Expressionism in America , ovvero: \u2018Pittura Materica o gestuale\u2019 in Italia \u2018Tachisme\u2019 in<br>Francia ecc\u2026E\u2019 ovvio in questo senso, che non solo il termine \u2018Informale\u2019, come verr\u00e0 qui usato,<br>ha un suo valore \u2018riassuntivo\u2019 rispetto a queste esperienze diverse limitiamoci per ora a constatare<\/p>\n\n\n\n<p>delle differenze che sono solo fondamentalmente di orientamento e di scelta puramente formale<br>dividendo tra gestuale, materica e segnica. Possiamo dire che l\u2019Informale1risolve il suo approccio<br>all\u2019arte apparentemente in modo formale con un ritorno al quadro, alla pittura, e alla scultura.<br>Questo ritorno alla pittura consiste quindi nel coprire la superficie della tela con materie colorate<br>questa distinzione tradizionale tra fondo e figura e tra forma e spazio che era sopravvissuta in linea<br>di massima in ogni caso tutto \u00e8 cambiato c\u2019\u00e8 quasi un\u2019aggressione al quadro ed inoltre la pittura<br>\u2018veloce\u2019 come l\u2019informale richiedeva una trasformazione tra \u2018forma e dinamica\u2019 tutto diviene un<br>movimento tralasciando la staticit\u00e0 che c\u2019era nella tradizione astratta. La pittura \u00e8 un\u2019attivit\u00e0<br>\u2018autografica\u2019, quindi quasi una \u2018scrittura\u2019, privata del pittore, determinata nel tempo ( che coincide<br>col tempo, in genere veloce, di esecuzione del quadro ), una pulsione interna che viene espressa<br>attraverso il gesto oppure attraverso una sequenza di gesti. Alla base c\u2019\u00e8 il gesto questa \u00e8 la novit\u00e0<br>della nuova \u2018pittura\u2019, che si unisce al concetto di \u2018improvvisazione\u2019 come avviene anche nella<br>musica \u2018jazz\u2019. Poich\u00e9 la superficie del dipinto si presenta come un insieme in cui non sono<br>realmente distinguibili figura e sfondo, il disegno, quando compare, non si presenta come contorno<br>di una campitura ben delineata, ma come \u2018struttura di segni\u2019, che innerva la superficie del dipinto,<br>cos\u00ec come il colore non riempie nessuna forma, ma si contrappone liberamente ad altri colori,<br>facendosi esso stesso disegno,\u2018figura\u2019, o superficie, o tutte e tre le cose conteporanemente . In effetti<br>tutti i residui di illusionismo spaziale che \u00e8 dato di cogliere sono dovuti alla libera contrapposizione<br>dei colori tra loro. Dato che la superficie \u00e8 alla base del nuovo percorso comunicativo dell\u2019artista e<br>nel contempo si denota una differenza tra l\u2019astrazione e la pittura informale alla base, c\u2019\u00e8 un<br>linguaggio lirico di ascendenza espressionista. Negli Stati Uniti si inizia ha definire un tipo di<br>pittura \u2018Espressionismo astratto\u2019, come quella di De Kooning che cerca di percorrere sia il<br>linguaggio figurativo che quello astratto la stessa cosa avviene in Europa dove si afferma il gesto e<br>l\u2019improvvisazione. Molti sono gli esempi l\u2019informale figurativo \u00e8 una pittura che procede con<br>larghe stesure di superficie, in cui il disegno interviene spesso come una struttura ulteriore, che<br>ricopre la superficie \u2018a griglia\u2019. La gabbia dei segni non \u00e8 necessariamente astratta, pur opponendosi<br>alla nozione di \u2018forma\u2019. Anche la linea paradossalmente si fa superficie. Appaiono quindi, a volto,<br>delle \u2018figure\u2019 : quasi dei graffiti infantili, come nei quadri di Dubuffet, di De Kooning e di Antonio<br>Saura. Negli Anni 40-50 a New York un gruppo formato da svariati artisti, anche piuttosto diversi<br>nelle individuali personalit\u00e0, comincia ad affermarsi sulla scena artistica americana,<br>determinandone indubitabilmente una assoluta innovazione, con uno specifico timbro \u2018americano\u2019.<br>E\u2019 una vera e propria nuova tendenza che si forma all\u2019interno della cosiddetta Scuola di New York.<br>Questa denominazione correttamente indica un luogo, New York appunto, che \u00e8 teatro dei fenomeni<br>artistici in questione, piuttosto che un gruppo di artisti dalle caratteristiche unitarie. E\u2019 il pittore e<br>critico Robert Motherwell ad usare per primo tale espressione nel corso di una conferenza nel 1949,<br>sottolineandone alcune caratteristiche, quali l\u2019origine nel surrealismo dal quale poi gli artisti<br>americani si sarebbero affrancati e un atteggiamento nei confronti dell\u2019arte di tipo emotivo ed<br>emozionale, avendo a che fare con la sfera sensitiva, piuttosto che di tipo evocativo\/intellettuale.<br>Robert Motherwell individua nella Scuola di New York, oltre a s\u00e9 stesso, pittori come Arshile<br>Gorky, William Baziotes, Adolph Gottlieb, Hans Hofmann, Willem de Kooning, Jackson Pollock,<br>Ad Reinhardt, Mark Rothko. Questa tendenza viene denominata \u2018Espressionismo astratto<br>americano\u2019 e vede un gruppo di artisti che vogliono uscire dai canoni del realismo della pittura<br>americana dell\u2019epoca ed allo stesso tempo intendono andare oltre i linguaggi delle avanguardie<br>europee di quel periodo, tentando di superarle attraverso la elaborazione di linguaggi originali.<br>L\u2019etichetta \u2018espressionismo astratto\u2019, creata in precedenza da Alfred Barr direttore del MoMA nel<br>1929 in riferimento a Kandinskij, viene poi definitivamente introdotta da Robert Coates nel 1946,<br>quando questi intende fondere due concezioni dell\u2019arte che provengono dalle avanguardie storiche,<br>quella dell\u2019espressionismo e quella dell\u2019astrattismo ( Clement Greenberg sottolineer\u00e0 nel suo<\/p>\n\n\n\n<p>trattato \u2018Astratto e rappresentazionale\u2019 del 1954 che quest\u2019arte \u00e8 astratta \u201cnon perch\u00e9 sintomo di<br>decadenza, ma semplicemente perch\u00e9 accompagna per caso una decadenza della storia dell\u2019arte\u201d),<br>avanguardie ritenute rappresentative nella loro globalit\u00e0 di quegli artisti che operano a New York,<br>senza peraltro sottolinearne le evidenti individuali differenze stilistiche. Da quel momento il<br>termine viene utilizzato sia nei confronti di artisti con l\u2019indole pi\u00f9 anarchica come De Kooning e<br>Pollock, quanto per artisti pi\u00f9 riflessivi come Rothko e Motherwell. Si afferma, quindi, una diversa<br>iconografia dell\u2019arte astratta, con la scomparsa delle forme geometriche dipinte su uno sfondo e con<br>una pittura definita da pennellate libere, segni e sbavature, in un \u2018campo\u2019 che non rinvia pi\u00f9 ad una<br>idea di figura-sfondo. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"4086\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=4086\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/6.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-%C2%A9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE.jpg?fit=%2C&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"[]\" data-image-title=\"6. Installation View of Willem de Kooning and Italy, Gallerie dell\u2019Accademia, Venice, 2024. Photograph by Matteo de Fina, 2024. \u00a9 2024 The Willem de Kooning Foundation, SIAE\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/6.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-%C2%A9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/6.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-%C2%A9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE.jpg?fit=1024%2C1024&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/6.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-%C2%A9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE.jpg?ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-4086\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli artisti, ora, affermano di prelevare dalle emozioni, dai sentimenti e<br>dall\u2019inconscio, con esplicito richiamo alle teorie psicanalitiche di Jung che conosce l\u2019arte e per il<br>quale \u00e9 importante come sogniamo, diversamente dalle teorie freudiane che del sogno fanno un<br>racconto attraverso i comprensibili codici archetipici dell\u2019arte. Il critico e gallerista americano<br>Sidney Janis nel suo saggio Abstract and Surrealist Art in America del 1944 individua nella<br>inusuale mescolanza di surrealismo e astrattismo il timbro identificativo della nuova pittura<br>americana, riferendosi in particolare a pittori come Rothko, Gottlieb, Gorky e Motherwell, creatori<br>secondo lui di un nuovo linguaggio portato a rappresentare la soggettiva esperienza di ciascuno<br>mediante un uso pi\u00f9 libero del colore, mediante visioni biomorfiche, mediante l\u2019automatismo, gi\u00e0<br>elemento classico per i surrealisti. Tale iniziale entusiasmo per il Surrealismo fa s\u00ec che molti di tali<br>artisti indirizzano comunque quella ispirazione verso un segno fortemente individuale che per molti<br>di loro si trasformer\u00e0 in uno stile personalissimo protratto con continuit\u00e0 nelle loro opere. Ma il<br>momento pi\u00f9 significativo in relazione ai futuri sviluppi dell\u2019espressionismo astratto (che determina<br>anche la differenza con ci\u00f2 che tende verso il profondo inconscio del surrealismo e delle sue<br>tecniche di automatismo) avviene quando si dichiara: \u201cNoi sosteniamo l\u2019espressione semplice del<br>pensiero complesso. Noi siamo per la forma ampia, perch\u00e9 essa possiede l\u2019impatto<br>dell\u2019inequivocabile. Noi desideriamo riaffermare la superficie del dipinto. Noi siamo per le forme<br>piatte poich\u00e9 esse distruggono l\u2019illusione e rivelano la verit\u00e0\u201d. E\u2019 all\u2019interno dell\u2019Informale che in<br>America si colloca il fenomeno dell\u2019action painting, basato su un rapporto energetico con il<br>supporto. Avviene in quel periodo storico-artistico un vero e proprio passaggio di poteri:<br>l\u2019espressionismo astratto determina la nascita dell\u2019arte americana, spostando nettamente il centro<br>del mondo dell\u2019arte da Parigi a New York, come ad affermare anche nel campo dell\u2019arte l\u2019America<br>quale nazione pi\u00f9 potente del mondo. Diversamente da quanto accaduto in Europa durante la<br>guerra, con il logorante esilio di tanti artisti e intellettuali, negli Stati Uniti la fine della guerra d\u00e0<br>inizio ad una fase di costruzione del nuovo modello culturale nord americano in rapporto alla<br>situazione egemonica del paese nel nuovo scenario mondiale: nei sussidi alla ricostruzione<br>dell\u2019Europa, in campo artistico rientra anche la grande promozione della nuova pittura dell\u2019<br>\u2018Espressionismo astratto\u2019, eretta a emblema dell\u2019identit\u00e0 nazionale nordamericana da figure di<br>altissimo livello, come Clement Greenberg, famoso critico che sin dagli inizi degli anni \u201940 se ne<br>presenta come il difensore, contribuendo a far divenire quel fenomeno come un riferimento<br>mondiale di modernit\u00e0 per tanti artisti. Vero \u00e8 che quel passaggio di testimone da Parigi a New<br>York si afferma anche, come accennato, attraverso l\u2019arrivo in America, a New York in particolare,<br>di molti artisti, letterati ed intellettuali europei (soprattutto delle tendenze astratte e surrealiste) che<br>fuggono dalla barbarie nazista e dalla guerra. Dopo la chiusura del Bauhaus nel 1933 da parte dei<br>nazisti molti artisti si portano a New York e tra questi, una delle figure pi\u00f9 importanti per quello che<br>sar\u00e0 poi l\u2019Espressionismo astratto \u00e8 quella di Hans Hofmann, anche lui in fuga dalle persecuzioni<br>naziste. Duchamp, Piet Mondrian, Max Ernst e sua moglie Peggy Guggenheim, conosciutissima<br>collezionista d\u2019arte e mecenate, fuggita nel 1941 dalla Francia occupata dai nazisti. Molto si<br>attivano i surrealisti e vengono organizzate mostre e conferenze e si d\u00e0 vita ad un dibattito culturale<br>che coinvolge anche giovani artisti americani. In particolare l\u2019opera di Peggy Guggenheim \u00e8<\/p>\n\n\n\n<p>fondamentale in questa fase con la creazione della \u2018Galleria Art of this Century\u2019, nella quale espone<br>assieme opere di artisti surrealisti e di artisti astratti in un ambiente assolutamente nuovo e<br>innovativo per l\u2019epoca, con dipinti sospesi per aria, con pareti curve ed altri lavori poggiati<br>semplicemente in terra. E in quella Galleria vengono esposti anche i primi lavori di artisti<br>americani, che saranno poi gli artefici ed i massimi rappresentanti del nuovo linguaggio newyorkese<br>come Jackson Pollock, Clyfford Still, Mark Rothko, Arshile Gorky, Willem de Kooning, tutti pittori<br>della stessa generazione e che abitano a New York, cresciuti in un clima culturale simile e tutti con<br>lo scopo di superare i canoni espressivi codificati per giungere, seppur per vie diverse, ad una nuova<br>riflessione sul mondo contemporaneo. Le loro esperienze individuali o collettive, seppur<br>manifestando le loro diversit\u00e0, dimostrano atteggiamenti simili di rivolta esistenziale contro tutto<br>ci\u00f2 che \u00e8 standardizzato e tradizionale, con un rifiuto di tutto ci\u00f2 che \u00e8 figurativo e, quindi, con la<br>ricerca di un linguaggio pittorico astratto e attraverso una strada di libera individualit\u00e0. In questa<br>fase storico\/culturale la figura di Peggy Guggenheim assume davvero tutta la sua centralit\u00e0 per<br>l\u2019affermazione dell\u2019arte americana contemporanea nel panorama internazionale. Dopo aver fatto s\u00ec<br>che la sua collezione cominciasse ad assumere il carattere di un documento storico con la creazione<br>di svariate mostre con la sua \u2018Art of This Century\u2019, nel 1948 la Guggenheim (dopo un precedente<br>breve passaggio a Venezia) viene chiamata ad esporre la sua collezione alla Biennale. Accade per la<br>prima volta che in Europa vengano presentate opere cubiste, astratte e surrealiste insieme ad opere<br>di artisti come Pollock, Rothko e Gorky, che ancora non sono conosciuti, formando quindi una<br>esposizione complessiva ed illuminata di tutto ci\u00f2 che rappresenta il modernismo dell\u2019epoca. E<br>dopo quella prima esposizione, la sua collezione viene presentata a Palazzo Reale a Milano, a<br>Palazzo Strozzi a Firenze e, nel 1950 contemporaneamente al Museo Correr di Venezia (l\u2019intera<br>collezione dei quadri di Pollock) ed al padiglione statunitense della Biennale di Venezia con il<br>debutto dello stesso Pollock in quell\u2019evento. In quegli anni c\u2019\u00e8 un dualismo tra New York e Roma,<br>anche per merito degli Oscar del cinema neorealista italiano. I giovani artisti (Turcato, Vedova,<br>Dorazio, Sanfilippo, Accardi, ecc) si affacciano sulla scena dell\u2019arte, grazie alla illuminata figura di<br>Palma Bucarelli, direttrice della GNAM di Roma, che con borse di studio ne invia molti a Parigi a<br>conoscere le opere di Braque, di Kandinskij e di Picasso. A Roma, oltre all\u2019alleanza Bucarelli-<br>Argan-Prampolini, ci sono artisti della generazione precedente come Mafai, Guttuso, De Chirico,<br>anch\u2019essi interessati al cambiamento anche se il perbenismo corrente era in evidente disaccordo:<br>Emilio Vedova \u00e8 molto contrastato dal Partito Comunista che rifiuta l\u2019astrattismo ( \u00e8 ben noto un<br>articolo su Rinascita di Rodrigo di Castiglia, pseudonimo di Palmiro Togliatti, che dopo una mostra<br>a Bologna attacca fortemente gli astrattisti, sostenendo che l\u2019oggetto dell\u2019arte deve essere la realt\u00e0 e<br>che avrebbe voluto solo la rappresentazione del mondo comunista, con i canoni classici del<br>lavoratore con falce e martello). Malgrado ci\u00f2, tutti quegli artisti, dopo le emozioni parigine e la<br>scoperta di Picasso, cominciano a guardare il reale in maniera nuova, non retorica, con una idea di<br>astrattismo. E creano un Gruppo con la \u2018Rivista Forma\u2019, che fa solo un numero e, quindi, \u2018Forma<br>1\u2019, scrivendo nel loro manifesto \u201c ci interessa la forma del limone , non il limone\u201d, intendendo<br>affermare la loro particolare attenzione al sociale e l\u2019allontanamento dall\u2019espressionismo, con un<br>distacco comunque dalla realt\u00e0, come sarebbe stato inimmaginabile da parte di artisti di sinistra.<br>Contemporaneamente Palma Bucarelli crea il Gruppo Origine, che da spazio e cavalca la via<br>dall\u2019astrazione (anche Burri ne fa parte seppur con scarsa convinzione e per brevissimo tempo),<br>mentre, per ritornare ad una scena pi\u00f9 allargata, la Guggenheim crea all\u2019isola tiberina di Roma la<br>\u2018Galleria La Tartaruga\u2019 (poi divenuta L\u2019Obelisco), dove espone Pollock e De Kooning. Tutto questo<br>nuovo ambiente culturale \u00e8 fondamentale per la nascita e la affermazione transnazionale della<br>nuova avanguardia americana, il cui processo di sviluppo afferma, come gi\u00e0 accennato, valori di<br>libert\u00e0, individualit\u00e0 e intraprendenza, quale american way of life, intesa come nuova esperienza di<br>vita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-attachment-id=\"4080\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=4080\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/432416558_835454285283003_5189693137722073600_n-1024x768-1.jpg?fit=1024%2C768&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1024,768\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"432416558_835454285283003_5189693137722073600_n-1024&amp;#215;768\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/432416558_835454285283003_5189693137722073600_n-1024x768-1.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/432416558_835454285283003_5189693137722073600_n-1024x768-1.jpg?fit=1024%2C768&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/432416558_835454285283003_5189693137722073600_n-1024x768-1.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-4080\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/432416558_835454285283003_5189693137722073600_n-1024x768-1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/432416558_835454285283003_5189693137722073600_n-1024x768-1.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/432416558_835454285283003_5189693137722073600_n-1024x768-1.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/432416558_835454285283003_5189693137722073600_n-1024x768-1.jpg?resize=600%2C450&amp;ssl=1 600w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo senso, la pittura d\u2019azione, \u2018l\u2019action painting\u2019, particolarmente con Hofmann (precursore<br>europeo delle nuove tendenze americane), Pollock, De Kooning, Gorky e Kline sottolinea<br>filosoficamente che l\u2019atto del dipingere, l\u2019atto in s\u00e9 pi\u00f9 che il risultato, \u00e8 autenticamente<br>dimostrativo della creativit\u00e0 dell\u2019artista, con un linguaggio soggettivo, violento anche, improvviso e<br>improvvisato e soprattutto libero dai precedenti canoni stilistici e da schemi identificativi di una<br>ricercata razionalit\u00e0. E\u2019 il grande critico Clement Greenberg ad inventare il termine \u2018action<br>painting\u2019 per specificare una maniera cos\u00ec esclusiva di dipingere, nella quale non vi \u00e8 un punto<br>centrale n\u00e9 un verso di osservazione, e la composizione si mostra senza una determinata direzione, a<br>tutto campo. E\u2019 un nuovo modo di dipingere che vede in Pollock il simbolo riconosciuto<br>unanimemente che esprime \u2018l\u2019atto puro\u2019, \u2018l\u2019azione pura\u2019, come essenza autentica all\u2019interno di una<br>nuova dimensione fenomenologica. Certamente fuori da ogni quotidiano conformismo, come forma<br>individualistica di opposizione, non necessariamente caratterizzata da esplicite scelte politiche, che<br>finisce per confermare ideologie e valori dominanti (il senso di libert\u00e0 individuale) del nuovo<br>sistema capitalistico americano, traslati in una idea di societ\u00e0 cos\u00ec libera e aperta da legittimare<br>anche coloro che vi si pongono contro. Certamente uno di questi artisti che ha lasciato una traccia<br>indelebile nella storia dell\u2019arte contemporanea \u00e8 stato Willem de Kooning \u00e8 un artista che interpreta<br>l\u2019arte in modo totale rispetto a quello che \u00e8 il profondo dell\u2019animo e del sentimento arrivando alla<br>bellezza dell\u2019astratto come proposizione acuta dell\u2019esistenza in cui colori e segni rimandano ai<br>rapporti tra le cose. Le sfumature e i toni&nbsp; scaturiscono dai contrasti e dalle armonie dei movimenti<br>razionali, dagli acuti e dalle pause delle pennellate che vengono impresse sulla tela. La sua arte non<br>abbandona del tutto la figurazione e fluttua tra l\u2019essere e il non essere in una sorta di limbo emotivo,<br>di limbo espressivo sino al 1945 quando arte figurativa e astratta si fondono. La sua non<br>determinatezza quasi mostra una razionalit\u00e0 della coscienza pi\u00f9 che la sua emotivit\u00e0. Cerca di<br>conciliare le forme cubiste, per le sue radici europee, con una sfumatura che legasse figura e fondo.<br>Picasso e il cubismo sono l\u2019insieme ispiratore delle sue prime opere e il dettato della sua ricerca,<br>della scansione delle fasi in cui si snoda la sua arte. Uno dei soggetti pi\u00f9 rappresentati da de<br>Kooning \u00e8 stato quello femminile subito dopo che ha conosciuto la sua futura moglie la pittrice<br>Elaine Fried e il parallelo con Picasso si manifesta in&nbsp;Seated Woman&nbsp;del 1940 in cui i piani spaziali<br>sono molto geometrici e con campiture di colore netti e complementari. Willem nasce il 24 aprile<br>1904 a Rotterdam in Olanda, i suoi genitori divorziano quando ha 5 anni, allevato dalla madre e da<br>un patrigno lascia la scuola a 12 anni per approdare come apprendista in una ditta di artisti e<br>decoratori. Nel 1926 arriva come clandestino negli Stati Uniti, praticamente senza soldi riesce a<br>trovare dei lavori da imbianchino, nel 1927 approda a Manhattan dove impianta uno studio di<br>pittura e conosce il suo vero maestro Arshile Gorky il quale era sfuggito nel 1915 al genocidio<br>Armeno. I due dividono lo studio, diventano amici con un profondo scambio intellettuale. Se gli<br>artisti europei erano legati alla loro tradizione da imitare e cambiare con Gorky il cambiamento<br>nasce dall\u2019imitare loro. Bisogna dunque immedesimarsi in questi personaggi che battezzarono la<br>nuova cultura americana, immaginando la&nbsp; loro temerariet\u00e0, le loro sofferenze, la loro voglia di<br>rivalsa, il senso di frustrazione e l\u2019energia per un cambiamento in un mondo drammaticamente<br>nuovo, vorticoso, veloce, performante. Lo stesso de Kooning in un\u2019intervista dichiar\u00f2 che non era<br>emigrato perch\u00e9 aveva in progetto di diventare un famoso artista ma perch\u00e9 poteva guadagnare di<br>pi\u00f9 con il suo duro lavoro di decoratore, di pittore di insegne e facciate di negozi.In America<br>dunque all\u2019et\u00e0 di 23 anni inizia la carriera artistica di William De Kooning, che passer\u00e0 dalla<br>clandestinit\u00e0 alla notoriet\u00e0 in meno di vent\u2019anni. Fu tra gli artisti presentati da John D. Graham nella<br>collettiva del 1942 \u201cAmerican and French Paintings\u201d presso la galleria McMillan di N.Y. insieme a<br>Pollock, Krasner, Davis, e ad artisti europei come Mir\u00f2 e Picasso. Fa la sua prima personale nel<\/p>\n\n\n\n<p>1948 \u00a0alla Charles Egan Gallery principalmente composta da opere in bianco e nero. La crescita<br>stilistica di de Kooning \u00e8 continua e diversificata, parte inizialmente da un\u2019arte spontanea e di<br>ricerca stilistica per approdare dopo gli anni 50 a opere pi\u00f9 biografiche. E\u2019 stato il grande<br>antagonista di Pollock con il quale ha dato vita a una stagione di grande fulgore rispetto a quello che<br>conta in questo momento rivoluzionario, e cio\u00e8 di pi\u00f9 l\u2019atto artistico e il processo produttivo che<br>l\u2019opera d\u2019arte in se, il finito dell\u2019opera non \u00e8 indispensabile, ma quello che \u00e8 fondamentale \u00e8<br>l\u2019istante e subito quello successivo da conquistare ogni volta, ogni volta una meta inaspettata da<br>raggiungere, gesto che in de Kooning sar\u00e0 tragico, disperato. L\u2019artista entra in un vortice in cui ci<br>trasmette attraverso la materia estetica una condizione per cui un\u2019interruzione ci rimanda a uno<br>svolgimento senza fine, anche il concreto naturale e figurativo a cui de Kooning resta legato ha in se<br>una dimensione illimitata. Non usava fare il disegno preparatorio, non usava dunque un\u2019attivit\u00e0 di<br>progetto , schematicamente inquadrata, non amava idee fisse, sulla tela muoveva il pennello intriso<br>di colore unto, marcato, materico. Ripassi fatti pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, con segni incisivi, carnali, colori<br>vivaci, aspri, violenti specialmente nelle opere degli anni \u201950. Penso al gesto incontrollato e il<br>monito a fermarsi, a ritornare sulle proprie inconsce brutalit\u00e0. Nella sua tensione tra figurativo e<br>astrazione e tra finito e non finito ritroviamo il contatto mai perduto con la classicit\u00e0, la tragedia<br>greca aristotelica come catarsi e il platonismo del bello come perfezione non del reale ma del<br>trascendente. Un continuo pronunciarsi tra spazio e materia, tra tensione del disegno e<br>immediatezza del colore. Rosenberg diceva della sua arte :\u00a0 \u201cPennellate aspre e poderose e una lotta<br>incessante con i colori, con il tessuto, con la spatola. Ma soprattutto con se stesso\u201d. La grandezza di<br>questo artista vive nella peculiarit\u00e0 della sua consapevolezza di uomo solo, quella tragedia interiore<br>che \u00e8 di ognuno e che un segno rivelatore e risolutore pu\u00f2 stimolarci a superare. Per chi si trova di<br>fronte a un\u2019opera d\u2019arte astrusa non resta dunque che trovare il nesso per cui esiste, la folgore<br>emotiva da cui il tutto inizia. De Kooning ci lascia un\u2019opera in cui si ritrae, un\u2019opera del 1947 fatta<br>in piena crisi esistenziale, economica, affettiva, \u00e8\u00a0Self-portrait in the wilderness.\u00a0Lui solo nel<br>deserto con un pennello in mano, smarrito con gli occhi al cielo in cerca di una ragione, una<br>motivazione. In quegli anni tra l\u2019altro dipinge opere in bianco e nero poich\u00e9 non potendo acquistare<br>i pigmenti per i colori usa miscele fatte in casa. La figura femminile \u00e8 il lascito pi\u00f9 importante di de<br>Kooning all\u2019arte, \u00e8 il suo motivo a cui dedica vari anni dal 1950, la serie\u00a0Woman\u00a0\u00e8 un palinsesto del<br>suo operare. Willem aveva sposato nel 1943 Elain Fried una giovane artista conosciuta alla\u00a0Scuola<br>di artisti americani, avevano una relazione aperta, un rapporto tumultuoso trascorso tra alcol e<br>tradimenti, si separarono nel 1957 per 20 anni poi nel 1976 ritornarono insieme. Elain lo segue e ne<br>diventa anche modella, \u00e8 il rapporto con questa donna ad essere la prima ispirazione che si<br>esprimer\u00e0 in contrasti tra misoginia e vicinanza. La donna di de Kooning \u00e8 mostro, dea, femmina e<br>impulso erotico ma anche generatrice e icona di fertilit\u00e0. La donna \u00e8 il primo soggetto autonomo e<br>libero verso cui l\u2019uomo da sempre si protende, il suo primo pensiero, ossessione, forza e<br>disperazione, amore e odio. Le varie frammentazioni della donna nella figura portano in realt\u00e0 ai<br>vari significati simbolici della stessa che rifuggono dalla sola distruzione dell\u2019essenza del soggetto,<br>il paradosso della libert\u00e0 espressiva sta nel trovare alla fine una nuova sintesi, un\u2019altra unit\u00e0. La<br>libert\u00e0 di De Kooning \u00e8 quella di affermare un momento che pu\u00f2 essere anche di irritazione verso<br>l\u2019altro senza per ci\u00f2 indicare un giudizio totalitario, si pu\u00f2 vedere una santa come anche un demonio<br>in una donna ma questo non per forza deve essere annientamento e violenza, magari \u00e8 proprio il<br>contrario. Dagli anni sessanta in poi la pittura di de Kooning si fa pi\u00f9 dolce probabilmente per la<br>sua vita pi\u00f9 isolata infatti si trasferisce definitivamente a East Hampton, Long Island, e qui la<br>gamma cromatica si riduce sul rosa e il rosso eliminando tinte pi\u00f9 dure come il nero o il blu, nei<br>secondi anni sessanta ritorna a forme pi\u00f9 aggressive dove inserisce figure femminili anche nel<br>paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"4089\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=4089\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/12.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-%C2%A9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE-1.jpg?fit=%2C&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"[]\" data-image-title=\"12.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-\u00a9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE-1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/12.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-%C2%A9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE-1.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/12.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-%C2%A9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE-1.jpg?fit=1024%2C1024&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/12.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-%C2%A9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE-1.jpg?ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-4089\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 1969 \u00e8 a Roma e qui inizia un altro percorso una produzione di sculture in argilla colate poi nel<br>bronzo, a 65 anni l\u2019artista trova un\u2019altra ispirazione per sorprendere. Questo grande artista dell\u2019arte<br>americana si spegner\u00e0 nel 1997 all\u2019et\u00e0 di 93 anni, ha prodotto molto anche negli ultimi anni della<br>sua vita che ha passato dagli anni \u201980 aggredito dall\u2019Alzheimer, molte suo opere di questi anni la<br>critica infatti ha sempre il dubbio che siano originali. In ultima istanza il suo epitaffio : \u201c\u201dCome un<br>vecchio soldato con una ferita mortale, si \u00e8 ritirato un passo pesante dietro l\u2019altro, senza uscire dai<br>ranghi, senza disperdere le truppe, ma con un ripiegamento lento. Con il controllo ferreo e la<br>disciplina di tutta una vita, ha circondato i suoi amati dipinti e lentamente li ha spostati indietro,<br>arretrando sempre di pi\u00f9. Le sue bandiere sventolano ancora, le fila sono serrate, la sua postazione \u00e8<br>stata attaccata ma non verr\u00e0 mai conquistata\u201d. La mostra comprender\u00e0 una selezione dei grandi e<br>suggestivi disegni Black and White Rome che de Kooning realizz\u00f2 durante la sua prima lunga<br>permanenza nella capitale nel 1959. I lavori saranno esposti insieme a opere della fine degli anni<br>Cinquanta, eseguite poco prima del suo viaggio in Italia. Per la prima volta si vedranno insieme<br>Door to the River, A Tree in Naples e Villa Borghese, tre dei pi\u00f9 noti Pastoral Landscapes, dipinti a<br>New York nel 1960 dove \u00e8 evidente il ricordo persistente del viaggio in Italia. Questa sezione<br>comprende anche grandi quadri figurativi dipinti a meta\u0300 degli anni Sessanta che hanno aperto la<br>strada al suo interesse per la scultura. Uno spazio sar\u00e0 dedicato alla scultura con tredici piccoli<br>bronzi realizzati da de Kooning a Roma. Le opere sono il risultato dei primi esperimenti dell\u2019artista<br>con la creta che, tra il 1972 e il 1974, una volta tornato a New York, lo porteranno a produrre un<br>nuovo nucleo di sculture. Sulle pareti circostanti si potranno ammirare i quadri figurativi dipinti<br>nello stesso periodo, accanto a grandiosi dipinti astratti realizzati successivamente dal 1975 al 1977.<br>La mostra mette anche in dialogo pittura e scultura con i disegni degli anni Sessanta e Settanta: tra<br>le opere di maggior rilievo ci sono quattro disegni a inchiostro realizzati da de Kooning a Spoleto<br>nel 1969, presentati accanto a una selezione complementare di disegni intimi, gestuali,<br>concettualmente correlati con le sculture. Sono i disegni relativi al periodo in cui de Kooning<br>frammenta la figura, lasciando spazi vuoti a fare da contraltare alle sue linee vigorose. Il percorso,<br>progettato in collaborazione con lo studio UNA\/FWR associati e diretto dall\u2019architetta Giulia<br>Foscari, si chiude con una selezione degli ultimi dipinti di de Kooning risalenti agli anni Ottanta in<br>cui la forma tridimensionale \u00e8 trasfigurata in una poesia nuova, astratta. In questi dipinti i<br>riferimenti figurativi sono minimi, caratterizzati da tonalita\u0300 sul bianco controbilanciate da fasce e<br>superfici di colore brillante. Sono tra le opere pi\u00f9 sublimi dell\u2019artista, nelle quali risuona l\u2019eco dello<br>stile barocco. \u00abWillem de Kooning per creare il suo lessico personale ha attinto alla coralit\u00e0 di<br>stimoli della vita quotidiana, come la luce e il movimento\u00bb. Infine come spiegano i curatori della<br>mostra : \u00abL\u2019impatto di ogni esperienza visiva poteva offrire o generare un\u2019idea per realizzare un<br>nuovo disegno o dipinto. Osservando come le sue New York ed East Hampton abbiano influenzato<br>le sue opere, si ha l\u2019impressione che lo stesso sia capitato a Roma, dando vita a una Gestalt di<br>scorci. Durante i viaggi formativi in Italia, de Kooning ha arricchito il suo linguaggio e rielaborato<br>un nuovo modus operandi attraverso l\u2019approfondimento dell\u2019arte classica italiana e il lavoro dei<br>suoi nuovi amici artisti italiana\u00bb. La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Marsilio Arte.<br>Biografia di Willem de Kooning<br>Willem de Kooning \u00e8 stato uno dei principali artisti del ventesimo secolo. Nel 1948 riceve<br>l\u2019approvazione della critica con una mostra personale di dipinti a olio e smalto, astratti e<br>densamente lavorati, tra cui i suoi celebri dipinti in bianco e nero. Poco dopo, nel 1950, de Kooning<br>completa Excavation, un\u2019opera astratta in grande scala e probabilmente uno dei dipinti pi\u00f9<br>importanti del ventesimo secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera venne scelta, tra le altre, per rappresentare gli Stati Uniti alla 25\u00b0 Biennale di Venezia (3<br>giugno &#8211; 15 ottobre 1950), la prima delle sei Biennali a cui partecipa de Kooning (1950, 1954, 1956,<br>1978, 1986 e 1988). Pittore anticonformista che rifiuta le comuni norme stilistiche operando una<br>dissoluzione del rapporto tra primo piano e sfondo, de Kooning usa la pittura per creare gesti<br>emotivi e astratti. Dalla fine degli anni Quaranta all\u2019inizio degli anni Cinquanta, insieme ai suoi<br>contemporanei, viene in diverse occasioni etichettato come \u00abaction painter\u00bb, \u00abespressionista<br>astratto\u00bb o semplicemente della \u00abScuola di New York\u00bb. De Kooning \u00e8 uno dei pochi artisti<br>innovativi al quale si deve, negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, lo storico<br>spostamento del centro dell\u2019avanguardia artistica da Parigi a New York. De Kooning \u00e8 stato<br>insignito di numerosi riconoscimenti nel corso della sua vita, tra cui la Presidential Medal of<br>Freedom nel 1964, negli Stati Uniti. Le sue opere sono state esposte in innumerevoli mostre e fanno<br>parte delle collezioni permanenti di molte delle pi\u00f9 importanti istituzioni artistiche del mondo, come<br>la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Tate Modern<br>di Londra, il Museum of Modern Art di New York, il Solomon R. Guggenheim Museum di New<br>York, il Metropolitan Museum of Art di New York, l\u2019Art Institute di Chicago, lo Smithsonian<br>Institution\u2019s Hirshhorn Museum &amp; Sculpture Garden di Washington, la National Gallery of Art di<br>Washington, e la National Gallery of Australia di Canberra. Le principali pubblicazioni sono state<br>realizzate da Gabriella Drudi, John Elderfield, Gary Garrels, Thomas Hess, Harold Rosenberg,<br>Richard Shiff e Judith Zilzcer.<\/p>\n\n\n\n<p>Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia<br>Willem de Kooning e l\u2019Italia<br>dal 17 Aprile 2024 al 15 Settembre 2024<br>dal Marted\u00ec alla Domenica dalle ore 8.15 alle ore 19.15<br>Luned\u00ec dalle ore 8.15 alle ore 14.00<\/p>\n\n\n\n<p>Istallation View of Willem de Kooning and Italy, Gallerie dell\u2019Accademia, Venice, 2024.<br>Photograph by Matteo de Fina, 2024. \u00a9 2024 The Willem de Kooning Foundation.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rivoluzionari e Influenti del Novecento Giovanni CardoneFino al 15 Settembre 2024 si potr\u00e0 ammirare alle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia la mostradedicata a Willem de Kooning e l\u2019Italia a cura di Gary Garrels e Mario Codognato. Willem deKooning, uno degli artisti pi\u00f9 rivoluzionari e influenti del ventesimo secolo, l\u2019esposizione \u00e8 inconcomitanza con la 60\u00b0 Biennale Internazionale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4087,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":[],"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3],"tags":[47,48],"class_list":{"0":"post-4083","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte","8":"tag-arte","9":"tag-giovanni-cardone"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/4.-Installation-View-of-Willem-de-Kooning-and-Italy-Gallerie-dellAccademia-Venice-2024.-Photograph-by-Matteo-de-Fina-2024.-%C2%A9-2024-The-Willem-de-Kooning-Foundation-SIAE-scaled.jpg?fit=2560%2C1750&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4083","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4083"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4083\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4090,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4083\/revisions\/4090"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4083"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4083"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4083"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}