{"id":3945,"date":"2024-05-09T09:10:28","date_gmt":"2024-05-09T12:10:28","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=3945"},"modified":"2024-05-09T09:13:18","modified_gmt":"2024-05-09T12:13:18","slug":"in-mostra-a-jesolo-banksyfriends-larte-della-ribellione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=3945","title":{"rendered":"In Mostra a Jesolo Banksy&#038;Friends: l\u2019Arte della Ribellione"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 15 Settembre 2024 si potr\u00e0 ammirare JMuseo di Jesolo una mostra unica nel suo genere: Banksy&amp;Friends: l\u2019arte della ribellione, la mostra che racconta la contemporaneit\u00e0 attraverso gli occhi di alcuni tra i pi\u00f9 influenti artisti viventi. La mostra curata\u00a0 da Piernicola Maria Di Iorio ed \u00e8 prodotta dal Comune di Jesolo e organizzata da Piuma e Arthemisia. Con le sue circa 90 opere, la mostra rappresenta una summa di quella che \u00e8 l\u2019arte contemporanea oggi, presentando al pubblico i lavori di artisti amatissimi come Banksy, Jago, TvBoy ma anche di altri nomi celebri e conosciuti a livello internazionale: da Liu Bolin, David LaChapelle, Takashi Murakami, Mr Brainwash, Obey fino ai noti italiani Angelo Accardi, LAIKA, MaPo, Laurina Paperina, PAU, Nello Petrucci, Andrea Ravo Mattoni, Rizek e Giuseppe Veneziano. Tutti protagonisti di un\u2019arte pubblica e sociale che \u00e8 diventata ormai un linguaggio accessibile, diretto e di denuncia, in cui lo spettatore pu\u00f2 immedesimarsi, perch\u00e9 parlano di una realt\u00e0 contemporanea che ci appartiene. L\u2019esposizione vuole racconta storie di \u201ccontrocorrente\u201d, ci parla di vita, di morte, di ingiustizia sociale, di guerre, narrate ora con spirito canzonatorio, ora con maestria lirica o anche con un deciso tono di attacco. Quello che \u00e8 sicuro \u00e8 che il messaggio non \u00e8 mai banale n\u00e9 scontato, scuote le coscienze, indigna, commuove. Hanno creato una rottura con i riferimenti classici del mondo dell\u2019arte e della sua fruizione, rifiutando di entrare a far parte di un sistema chiuso ed escludente. Ironia della sorte, questi artisti ribelli con le loro opere e la narrazione che li identifica, sono diventati molto ricercati e attualmente sempre pi\u00f9 centrali nell\u2019interesse del pubblico e dei musei e centri d\u2019arte contemporanea. In una mia ricerca storiografica e scientifica sulle figure controverse e pi\u00f9 dibattute dell\u2019arte contemporanea apro il mio saggio dicendo :\u00a0 Sicuro talento nell\u2019utilizzo dei mezzi di comunicazione, Jago arriva direttamente al cuore del pubblico che lo ama, anzi lo adora. Paragonabile in tal senso a una rockstar, trasmette l\u2019amore per l\u2019arte ai giovani: le dirette streaming e le documentazioni foto e video \u2013 attraverso le quali coinvolge il suo pubblico sul web \u2013 raccontano il processo inventivo di ogni opera e il percorso condiviso consente una diretta partecipazione dei suoi followers al singolo passaggio esecutivo. Nelle sue opere, utilizza anche elementi tragici in un costante gioco di rimandi, con una visione sempre tesa alle tematiche del presente, suscitando provocatoriamente negli spettatori riflessioni sullo status dei nostri tempi. La genialit\u00e0 di Jago viene documentata per la prima volta in una mostra che riunisce una serie di opere realizzate fino ad oggi, dai sassi di fiume scolpiti (da Memoria di S\u00e9 a Excalibur), fino alle sculture monumentali di pi\u00f9 recente realizzazione (come Figlio Velato e Piet\u00e0), passando per creazioni meno recenti ma pi\u00f9 direttamente mediatiche quali il ritratto di Papa Benedetto XVI (Habemus Hominem). Guardando la mostra di Jago ti accorgi che la sua ricerca \u00a0fonda le sue radici nelle tecniche tradizionali e instaura un rapporto diretto con il pubblico mediante l\u2019utilizzo di video e dei social network, per condividere il processo produttivo. Jago incarna la complessa figura dell&#8217;artista che si affida solo a s\u00e9 stesso senza mediazioni, assumendosi per intero il compito di dialogare con il mondo. Attraverso le sue opere fornisce al pubblico una lettura personale della storia, risignificandola e utilizzando un materiale nobile come il marmo, appartenente alla tradizione, e procedimenti esecutivi classici dal disegno al modello, dal bozzetto d&#8217;argilla al calco in gesso, insieme all&#8217;adozione della figura umana come soggetto prevalente. Nella puntuale ricerca di stimoli sempre nuovi, emerge in Jago un preciso interesse per elementi apparentemente inanimati da valorizzare, tale \u00e8 il caso del sasso, scarto del processo di cavatura del marmo estratto nel fiume. Nelle sue opere l\u2019artista utilizza anche elementi tragici in un costante gioco di rimandi, con una visione sempre tesa alle tematiche del presente suscitando provocatoriamente negli spettatori riflessioni sullo status dei nostri tempi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" data-attachment-id=\"3949\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=3949\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?fit=2000%2C1125&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2000,1125\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"20240423_104243\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?fit=1024%2C576&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3949\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=1280%2C720&amp;ssl=1 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?w=2000&amp;ssl=1 2000w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>C&#8217;era un tempo nel quale il corpo scolpito restituiva al suo creatore la misura di un rapporto tra il s\u00e9, l&#8217;altro da s\u00e9 e la storia di un&#8217;arte tutta in divenire. Oggi, la figura ri-creata sembra impotente a rappresentare altro rispetto all&#8217;annoiato e decaduto epigono di racconti finiti, o a mutuare forme proprie a linguaggi propri di arti visive contemporanee. Da questo punto di vista di Jago \u00e8 un unicum, un punto esclamativo lanciato nello stagno dell&#8217;apatia nella quale pare immersa l&#8217;arte figurativa . I suoi lavori costituiscono illuminanti chiavi di lettura contemporanee di un soggetto universale nell&#8217;arte, perch\u00e9 connaturato all&#8217;esistenza, affrontato con una tecnica del tutto innovativa . La ricerca di Jago inizia a sostanziarsi di elementi che permangono \u00a0alla base della scultura , adattata ai nostri tempi. Il corpo \u00e8 fatto della stessa materia vitale di cui si compone l&#8217;universo. Come parte del tutto, \u00e8 frammento senza volto, senza nome, sottratto all&#8217;identit\u00e0 e al tempo che lo hanno prodotto. Il corpo \u00e8 parte dell&#8217;enigma irrisolto che sottende al mistero della vita e che coinvolge parimenti lo spazio che lo compenetra. \u00abMadre Terra\u00bb potrebbe essere il nome destinato ad una di queste essenze impersonali sostanziate del colore della terra stessa. Il complesso tema di forze \u00e8 leggibile in virt\u00f9 del delicato equilibrio visuale fra dimensioni, distanze, direzioni, curvature, volumi e dinamicit\u00e0. Ciascun elemento possiede una forma appropriata in relazione a tutte le altre, fissando cos\u00ec un ordine definitivo nel quale tutte le forze componenti si contengono a vicenda, nessuna di esse pu\u00f2 imporre alcun mutamento nell&#8217;interrelazione. Il gioco di forze si trova in quiete apparente. Ma il corpo rimane l&#8217;elemento propulsivo, vitale, che rompe la permanenza, che \u00e8 motore di cambiamento in questo senso, \u00e8 la chiave di volta di queste composizioni. Il corpo di Jago \u00e8 generato dall&#8217;espressivit\u00e0 gestuale ed emozionale di se stesso. Il corpo, dunque, come forma simbolica, richiede una conoscenza che implica volontario avvicinamento, ricerca perseguita, lenta penetrazione \u00a0\u00e8 quella praticata dall&#8217;autore, \u00e8 quella reiterata ad ogni rinnovato sguardo dello spettatore. Arrivati alla scoperta ci si accorge che quel corpo \u00e8 parte di un tutto, arrivati al particolare, la visione \u00e8 dunque la stessa del punto di partenza. \u00a0A cambiare \u00e8 l&#8217;esperienza. Comprendere l&#8217;opera, coglierla come totalit\u00e0, \u00e8 funzione di una\u00a0 rivelazione, l&#8217;immediatezza sospende la dimensione temporale, la visione logica dovrebbe restituirci il motivo di tale rivelazione. L&#8217;avvicinamento alla conoscenza necessita di un medium, di un linguaggio interpretativo. L&#8217;uomo ha bisogno di regolarit\u00e0, la impone alla propria visione perch\u00e9 \u00e8 funzionale, dal punto di vista conoscitivo. Questa rigidit\u00e0 dietro la quale si cela il dis-ordine, ci pone dinnanzi ad un interrogativo che per ora sembra rimanere irrisolto, ovvero di quale sia il rapporto tra le due tendenze cosmiche, quella volta al disordine meccanico e quella volta all&#8217;ordine geometrico. Talvolta, colate di sangue informale spezzano le griglie, \u00e8 la vita che incombe, supera le costrizioni che la ragione prova ad imporsi. Ma Jago riesce sempre con maestria suprema ad imporre all&#8217;organizzazione della visione il proprio schema strutturale allo spettatore \u00e8 restituito un punto di vista, l&#8217; osservazione \u00e8 accompagnata. Guardando all&#8217;intera produzione di Jago\u00a0 sin qui svolta, colpisce la coerenza della ricerca nelle direzioni sopra dette, anzi i processi paiono chiarirsi e raffinarsi nel tempo. Accanto ad un procedere dalla semplicit\u00e0 alla complessit\u00e0 dello studio, si ha un procedere dalla confusione verso l&#8217;ordine nella consapevolezza dell&#8217;indagine. Con il tempo, lo sviluppo, la metamorfosi, presenta un moltiplicarsi di parti dissimili, ma anche un accrescimento della precisione con la quale tali parti sono contraddistinte l&#8217;una rispetto all&#8217;altra e ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 che evidente se confrontiamo la recente produzione con quella precedente . Le sculture di Jago sono raffigurazioni di enigmi da decifrare, restituiscono la presa di coscienza di una visione d&#8217;insieme della realt\u00e0, che presuppone il dettaglio, nel contesto metamorfico del presente ci svelano la cocente contemporaneit\u00e0 di un osservatore che ha colto l&#8217;unit\u00e0 di misura entropica del mondo ed insieme la sua imperscrutabile soluzione. Ogni volta che nasce una nuova opera, Jago torna a stupire e al contempo a emozionare. L\u2019ultima sua creatura dall\u2019aspetto monumentale ha richiesto moltissimo lavoro. Cos\u00ec come \u00e8 stato per il Figlio Velato alla chiesa di San Severo. Infine guardando le opere di Jago sono rimasto meravigliato egli \u00e8 riuscito ad unire tradizione e innovazione,\u00a0 davanti al Ritratto di Bebedetto XVI ho ricordato le parole del grande Michelangelo Buonarroti che diceva: \u201cSe la scultura l\u2019hai bene in mente essa \u00e8 gi\u00e0 li ad aspettarti dentro la massa\u201d. \u00c8 addirittura molto difficile assegnare a questa o queste pratiche un nome che venga riconosciuto globalmente dagli stessi artisti e dagli spettatori. Street Art: Complesso di pratiche ed esperienze di espressione e comunicazione artistico-visuali che intervengono nella dimensione stradale e pubblica dello spazio urbano, originariamente provviste di una fisionomia alternativa, spontanea, effimera e giuridicamente illegale salvo poi essere, in una fase posteriore, parzialmente sanzionate e fatte proprie dalla cultura popolare di massa, dal mercato e dalle istituzioni, prospettiva che contribuisce a rendere molto problematica a oggi una puntuale individuazione del campo, che rimane estremamente liquido e aperto a molteplici visioni.\u00a0 Secondo questa definizione, all\u2019interno del termine Street Art risiedono anche pratiche quali il graffitismo e il writing in tutte le loro sfaccettature, dal momento che anch\u2019esse potrebbero essere definite come \u201cpratiche ed esperienze di espressione e comunicazione artistico-visuali\u201d. Nonostante ci\u00f2, per\u00f2, non tutti sarebbero d\u2019accordo nell\u2019includere quei terribili scarabocchi disegnati sui muri delle nostre case all\u2019interno del grande mondo della street art. Quindi come definire questo o questi movimenti? La stessa Treccani afferma la difficolt\u00e0 di offrire \u201cuna puntuale identificazione del campo\u201d e di conseguenza spetta ad ogni singolo creatore o fruitore di queste \u201copere\u201d stabilire se siano artistiche o meno, se siano belle o brutte e siano giuste o sbagliate. \u201cNon esiste una definizione perch\u00e9 la street art non esiste oppure sono semplicemente tutti i metodi di espressione comunicativa effettuati in strada .Tutto quello che viene strutturalmente creato in strada \u00e8 potenzialmente street art. Poi all\u2019interno del grosso calderone possiamo fare mille suddivisioni, e ti assicuro che saranno diverse per ogni writer- street artist a cui chiedi.\u201d \u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" data-attachment-id=\"3948\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=3948\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?fit=2560%2C1440&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2560,1440\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"20240423_104457\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?fit=1024%2C576&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3948\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?resize=2048%2C1152&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?resize=1280%2C720&amp;ssl=1 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se oggigiorno la street art \u00e8 cosi famosa \u00e8 anche e soprattutto grazie ad internet. Come per ogni altro tipo di arte, dalla pittura alla musica, dalla fotografia al cinema, il web ha reso possibile una divulgazione che precedentemente non era neanche immaginabile. I social network in primis hanno dato grande visibilit\u00e0 a tutte quelle persone che altro modo non avevano per potersi far conoscere. Molti artisti contemporanei misurano la propria fama e la propria bravura in base a \u201clikes\u201d e visualizzazioni, raggiungendo cifre astronomiche. Ora \u00e8 possibile ammirare opere provenienti da tutto il mondo seduti comodamente sul divano di casa. Questo nuovo tipo di fruizione ha totalmente cambiato le regole del gioco: non \u00e8 pi\u00f9 il gallerista a decidere chi avr\u00e0 visibilit\u00e0 e chi no ma il pubblico stesso. Si parla di una sorta di processo di democratizzazione dove ognuno, su internet, ha le stesse possibilit\u00e0 degli altri. Con l\u2019avvento di internet si viene anche a sviluppare sempre di pi\u00f9 una nuova forma di street art pi\u00f9 vicina alla concezione moderna: stencil, installazioni, adesivi, poster etc. Una realt\u00e0 completamente differente da quella del writing vero e proprio; mutano i riferimenti culturali, le tecniche, gli stili e i supporti. Mutano le motivazioni e gli obiettivi. Non \u00e8 pi\u00f9 importante la firma e la riproduzione spasmodica della medesima; viene a mancare l\u2019utilizzo di caratteri spesso criptici e comprensibili solo ai facenti parte del movimento e di conseguenza si modifica il rapporto con il pubblico; cambia il concetto di unicit\u00e0 dell\u2019opera basti pensare agli stencil, riproducibili ipoteticamente all\u2019infinito varia il rapporto con i canali dell\u2019arte ufficiale e di conseguenza con le gallerie; si affina il mescolamento con linguaggi differenti quali grafica, fotografia, disegno ma anche musica o altri. Una grande differenza tra le due pratiche, writing e street art, \u00e8 che mentre la prima pu\u00f2 essere considerata una cultura a tutti gli effetti \u201cche non pu\u00f2 prescindere da fattori umani e passionali oltre a quelli prettamente estetici, la seconda sembra esaurirsi nell\u2019esecuzione asettica di singole opere nel tessuto urbano, senza alcun codice n\u00e9 quadro di riferimento condiviso\u201d. \u201cL\u2019estetica era completamente diversa c\u2019\u00e8 stato un cambiamento di estetica cos\u00ec forte, cos\u00ec repentino, che il writer si \u00e8 trovato davvero spiazzato, anche perch\u00e9 per il writer la street art era un sottoprodotto del writing, per\u00f2 questi sono arrivati, erano bravi, erano tanti, usavano lo spazio in modo molto diverso perch\u00e9 mentre il writer usa il muro come se fosse una tela, invece gli street artist dialogano con lo spazio e gli oggetti, usano la superficie.\u201d Considerato da tutti lo street artist pi\u00f9 famoso del mondo, Banksy, la cui vera identit\u00e0 rimane tutt\u2019ora un mistero, cresce a Bristol ed inizia proprio qui, nella cittadina inglese, la sua attivit\u00e0 artistica. Difficilmente si potrebbe racchiudere in poche decine di righe un profilo completo ed esaustivo di questo personaggio misterioso; neanche le decine di libri scritti sul suo conto sono stati probabilmente in grado di raccontare in maniera completa la sua figura. Probabilmente una delle sue opere pi\u00f9 famose ed importanti, \u201cFlower Thrower\u201d, fatta nel 2003 a Gerusalemme, sul muro di un edificio privato, rappresenta al meglio il suo personaggio. Sottolineo la parola \u201cpersonaggio\u201d dal momento che, quando si parla di lui, nulla pu\u00f2 essere dato per certo e di conseguenza si pu\u00f2 solamente parlare di ci\u00f2 che lui lascia e, soprattutto, vuole lasciar trapassare al pubblico. Quest\u2019opera rappresenta un ragazzo con il viso coperto, un cosiddetto \u201cdelinquente\u201d, che al posto di lanciare un sasso o una molotov, lancia un mazzo di fiori, unico elemento colorato del disegno. Racchiude in s\u00e9 molti dei messaggi cosi cari a questo artista: ribellione al sistema, ironia, speranza, pace, arte, protesta. Non bisogna inoltre dimenticarsi del luogo nel quale \u00e8 stata fatta, ovviamente, come nel caso di tutti i lavori di Banksy, non scelto a caso; si tratta infatti di Gerusalemme, dove nello stesso anno fu terminata la costruzione del muro che avrebbe separato i territori palestinesi da quelli israeliani, muro sul quale, per altro, Banksy realizzer\u00e0 diversi murales anche loro a scopo di protesta. Questo murales ha fatto il giro del mondo ed \u00e8 stato un simbolo per molti ragazzi, un simbolo di protesta e di speranza, un simbolo di manifestazione pacifica. Esempio ne \u00e8 il ragazzo che il 31 Gennaio 2014, durante la manifestazione contro gli sfratti nel quartiere Lavapies di Madrid, lancia un mazzo di fiori a dei poliziotti in assetto antisommossa. Banksy divent\u00f2 famoso grazie alla tecnica dello stencil, ovvero una maschera che viene realizzata tramite il taglio di alcune sezioni della superficie del materiale ad esempio un foglio di cartoncino per formare un negativo fisico dell&#8217;immagine che si vuole creare. Applicando della vernice o del pigmento sulla maschera, la forma ritagliata verr\u00e0 impressa sulla superficie retrostante lo stencil, in quanto il colore passer\u00e0 solo attraverso le sezioni asportate. Le caratteristiche principali di questa tecnica sono: la rapidit\u00e0 di realizzazione dell\u2019opera una volta preparata la maschera e la possibilit\u00e0 di riprodurla, ipoteticamente, all\u2019infinito. Questo ha consentito a Banksy di dipingere, negli anni, in luoghi molto sorvegliati e difficili da raggiungere: giunge sul luogo prescelto, sempre molto simbolico e mai a caso, applica la maschera sulla parete, dipinge e scappa, senza che nessuno abbia nemmeno il tempo di accorgersene. Durante un\u2019intervista Banksy afferm\u00f2: \u201c\u00c8 questa la chiave dei graffiti: l\u2019ubicazione\u201d . \u00a0Come dargli torto? Per essere veramente efficace , la street art di Banksy deve essere collocata nel contesto giusto. L\u2019arte di strada deve comunicare con il luogo nel quale viene creata, deve interagire con l\u2019ambiente circostante; solo cosi il pubblico riuscir\u00e0 a non vederla pi\u00f9 come un semplice \u201cdisegno\u201d esteticamente bello ma come qualcosa di pi\u00f9. Quando dunque le sue opere vengono rimosse dal loro luogo originale per poi essere vendute ed affisse ad una parete di qualche ricco salotto, perdono tutto il loro valore, perdono la loro anima. \u00c8 cosi che con il tempo l\u2019artista di Bristol decise di non firmare pi\u00f9 le proprie opere; cosi facendo avrebbe, in primis, evitato un possibile arresto e soprattutto avrebbe evitato che le sue opere, rivolte a tutti, libere e gratuite venissero rimosse da qualche \u201cbusinessman\u201d: in assenza della sua firma infatti sarebbe stato difficile autenticare le opere; l\u2019unico modo per farlo era, ed \u00e8 tutt\u2019ora, quello di rivolgersi all\u2019agenzia Pest Control letteralmente \u201cservizio di disinfestazione\u201d che certifica le stampe e i dipinti\u00a0 autentici di Banksy. L\u2019unico problema \u00e8 che non vengono autentificati i pezzi di strada perch\u00e9 \u201ci proprietari delle case tendono ad incazzarsi parecchio quando gli sparisce una porta perch\u00e9 c\u2019era dipinto uno stencil\u201d. Ogni pezzo di Banksy ha una fattore molto forte di critica verso un problema della societ\u00e0. Ogni sua opera apre un dibattito che potrebbe durare ore, questiona su argomenti fondamentali per il nostro tempo, mette in discussione ogni cosa. In base alle interviste effettuate risulta molto spesso che Banksy venga visto come una vox populi, come un Robin Hood contemporaneo. Non si sa chi sia; un uomo che ha mandato avanti la forza del suo messaggio a discapito della fama della sua persona. Un uomo che la gente apprezza per la sua presunta sincerit\u00e0. Dico presunta perch\u00e9 nessuno sa in realt\u00e0 quali siano i suoi scopi, cosa lo spinga a perseguirli e chi ci sia dietro alla maschera. C\u2019\u00e8 chi pensa che sia solamente un prodotto commerciale, che non sia pi\u00f9 solo una persona ma che sia un\u2019azienda. C\u2019\u00e8 chi dice che sia ricchissimo e che quindi non sia pi\u00f9 coerente con quello che predica. Dicono che tutto ci\u00f2 che ha fatto l\u2019abbia fatto solo per la fama. Tutto ci\u00f2 \u00e8 possibile, anzi probabile; nessuno mette in dubbio che ormai non sia pi\u00f9 solo uno: sarebbe impossibile aver creato questo impero da solo. Ma anche i cartoni animati e i supereroi sono finti; dietro si nasconde sempre qualche ricca e avida casa di produzione e nonostante questo continuano a farci sognare. Quindi perch\u00e9 dovremmo smettere di farlo? Dipingere Graffiti \u00e8 il modo pi\u00f9 onesto in cui puoi essere un artista. Non servono soldi per farlo, non \u00e8 necessaria una formazione per comprenderli e non c&#8217;\u00e8 alcuna tassa di ammissione. Due artisti le cui pi\u00f9 celebri opere mai realizzate sono loro stessi: \u201cNel futuro ognuno sar\u00e0 famoso per 15 minuti\u201d diceva Warhol e Banksy risponde: \u201cOgnuno nella vita avr\u00e0 15 minuti di anonimato\u201d. Figure geniali, capaci di creare un cocktail potente di celebrit\u00e0, satira e voyerismo e che hanno saputo trasformare la loro arte in un evento straordinario. Si affronteranno, inoltre, i grandi temi comuni a entrambi gli artisti: la musica e il cinema, che costituiranno un faccia a faccia unico. TvBoy con la sua arte racconta l\u2019attualit\u00e0 sui muri delle pi\u00f9 grandi metropoli italiane e spagnole. Una visione non convenzionale che ha come obiettivo primo quello di suscitare una riflessione importante sui temi pi\u00f9 salienti che il contesto socioculturale in cui siamo inseriti sta vivendo.\u00a0Non a caso diventa famoso ai pi\u00f9, in Italia, nel marzo 2018 quando, pochi giorni dopo le elezioni politiche, realizza in via del Collegio Capranica, a Roma,\u00a0Amor Populi, un murales che raffigura Luigi di Maio e Matteo Salvini che si baciano sullo sfondo di un cuore rosso. Provocatorio e sfrontato, Benintende aka TvBoy prosegue con la sua linea di pensiero, cavalcando l\u2019attualit\u00e0 con opere che suscitano un certo shock da parte dei passanti: un invito a ragionare e a riflettere sui temi pi\u00f9 caldi e pi\u00f9 dibattuti.\u00a0Scegliendo la strada come proprio spazio espositivo, considerato da lui stesso il luogo pi\u00f9 democratico, TvBoy non solo si sottopone all\u2019occhio attento dei passanti, ma anche a quello delle Istituzioni e della politica, coinvolgendo nelle sue opere i maggiori esponenti: da Salvini a Di Maio, passando per Trump, Greta Thunberg, Papa Francesco, Silvio Berlusconi e cos\u00ec via. Non stupisce dunque che molte delle sue opere, tra cui Amor Populi, siano state immediatamente rimosse. Una fama tenuta accesa dunque dalla stessa censura delle sue opere: Benintende in un\u2019intervista spiega che la Streetart \u00e8 un\u00a0happening \u00a0e la sua stessa rimozione ha un effetto positivo sull\u2019opera stessa e sulla fame dell\u2019artista.\u00a0Non \u00e8 tanto il messaggio, ci\u00f2 che conta, ma quanto le emozioni che suscita ed \u00e8 questo in fondo l\u2019obiettivo di un\u2019opera artistica, trasmettere attraverso varie forme di linguaggio, il proprio modo di vedere la realt\u00e0, letto dagli occhi dell\u2019artista, s\u00ec, ma poi lasciato alla libera interpretazione dello spettatore. Proprio sulla fine del 2020 Benintende ritorna in scena a Milano con tre nuovi lavori di Streetart in una delle zone pi\u00f9 popolari della citt\u00e0 meneghina: i Navigli. Siamo ancora nel pieno della pandemia e l\u2019artista decide di raffigurare il contesto sociale fortemente colpito da Covid-19: vediamo una signora con in mano un bastone pronta a distruggere una telecamera di sorveglianza e il claim \u201cMilano resiste!\u201d. Partendo dall\u2019Ultima Cena, TvBoy racconta il DPCM per contenere il contagio inscenando Ges\u00f9 in piedi con la mascherina che divide la tavolata a met\u00e0 per distanziare i commensali, \u201cCena per sei\u201d; sulla stessa onda anche la terza opera, dal titolo \u201cCovid Cola\u201d, riprende una vecchia pubblicit\u00e0 con lo slogan \u201cEveryday is a 6 people celebration\u201d e una famiglia di sei persone seduta a tavola con le mascherine. L\u2019intento di TvBoy non \u00e8 quello di andare contro la politica o di dare la sua personale opinione su ci\u00f2 che accade nel nostro contesto sociopolitico, ma \u00e8 utilizzare l\u2019arte per suscitare nel pubblico domande, innescare un pensiero, una riflessione per sensibilizzare l\u2019opinione pubblica su temi di attualit\u00e0 sociale, politica, culturale: l\u2019arte come strumento socialmente utile per trasmettere speranza. La scelta dei temi da cui partire deriva dalla sua stessa sensibilit\u00e0, non vuole essere un messaggio di propaganda nei confronti delle sue ideologie o andare contro la politica, ma semplicemente dare una scossa all\u2019opinione popolare.\u00a0L\u2019arte per definizione \u00e8 una forma di creativit\u00e0 che racchiude le pi\u00f9 svariate tecniche: fortunatamente non esiste un unico linguaggio di espressione e neppure un unico codice di interpretazione. L\u2019arte rispecchia le opinioni, i sentimenti e i pensieri di un artista che trova la sua ispirazione partendo dal suo vissuto, dal suo bagaglio esperienziale profondamente contaminato dall\u2019ambito sociale, culturale e politico del suo periodo storico. Partendo da questo assunto, la Streetart di TvBoy \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte che, sebbene non duri fisicamente nel tempo, fortunatamente gode di vita eterna nell\u2019etere digitale.\u00a0Mentre\u00a0 Liu Bolin \u00e8 un artista cinese di fama internazionale, conosciuto per le sue performance di fotografia mimetica., appartiene a quella generazione artistica dei primi anni Novanta, che si \u00e8 fatta largo tra le macerie della Rivoluzione Culturale, in una Cina travolta da un rapido sviluppo economico, e in un momento di relativa stabilit\u00e0 politica. Bolin rimane immobile come una scultura di carne e ossa, il suo corpo, accuratamente dipinto, si integra nello spazio, sfugge alla vista, svanendo nel contesto alle sue spalle, scenari urbani di ogni tipo, oggetti, architetture. Si tratta di un lavoro lungo e complesso, che pu\u00f2 durare anche molti giorni, la fotografia \u00e8 solo il risultato ultimo di un meticoloso procedimento artistico, dalla scelta del luogo alla pittura corporale. Ha fatto del camouflage la sua arte, camaleontici self-portrait, che sono un connubio perfetto di fotografia, installazione, performance e body painting. Le sue azioni mimetiche divengono strumento di denuncia di problematiche sociali, politiche e ambientali: dallo sfrenato processo di urbanizzazione delle megalopoli cinesi, alla tutela e conservazione del patrimonio artistico in Italia (in mostra) Hiding in Italy, Colosseo n\u00b01 dalla spinosa questione dell\u2019immigrazione, al dilagare del consumismo, della sequenza di scatti dal titolo \u201cShelves\u201d, realizzata tra gli scaffali, colmi di merce, dei supermercati. L\u2019occultamento del corpo, il privarsi dell\u2019identit\u00e0 umana per diventare \u201ccosa tra le cose\u201d, costituisce il tratto distintivo del suo linguaggio e della sua personale visione della realt\u00e0 che lo circonda. Posso invece affermare che le opere di Rizek, l\u2019artista che con la cifra estremamente identitaria e viva dei suoi stencil, narra l\u2019asprezza di condizioni sociali difficili, mai banali. Inizia la sua attivit\u00e0 nei primi anni 2000 a Roma, ispirandosi allo street artist inglese Banksy. Le sue opere, realizzate con la tecnica dello stencil, hanno un forte impatto visivo e concettuale. Molti lavori puntano a denunciare ipocrisie e contraddizioni della societ\u00e0 contemporanea. Rizek non risparmia nessuno, dalla Chiesa ai potenti, creando immagini ironiche e dissacranti. La sua street art si caratterizza per l&#8217;uso del nero e rosso, colori dal forte impatto per creare opere immediate e incisive. Con la sua arte di strada irriverente e pungente, Rizek porta all&#8217;attenzione temi scomodi, puntando il dito contro le storture del sistema. Rappresenta una delle voci pi\u00f9 critiche e provocatorie nel panorama street art italiano. Rizek, da parte sua, con i suoi interventi sui muri non ha mai fatto qualcosa solo per denaro, il conformismo globale o alla moda; \u00e8 sempre andato controcorrente rispetto a certi valori imposti, ha sempre seguito il cuore e le sue passioni, ha scelto la libert\u00e0. Qui esposti Piet\u00e0, un inedito del 2017, Unrequired Love (2022) e Angel Red del 2021. Con un percorso da artista visivo in costante evoluzione, Pau (frontman dei Negrita), in un dialogo tra il pop, l\u2019Urban e la Street art, con la sua serie delle Santa Suerte, straordinario esercizio di tecnica mista\u00a0 Linocut e Retouche con acrilico, markers, penna a sfera e timbri, ritrae la Dea Bendata; una potente figura femminile che supera i confini della religione, proponendo un modello di forza che valica confini di spazio e tempo, consacrandosi come immortale. Nessuna bozza o disegno preparatorio, la sostituzione dei colori ad olio con l\u2019uso delle bombolette e un intervento diretto sul muro: questo \u00e8 lo straordinario modus operandi di Andrea Ravo Mattoni. La sua scelta di riprodurre i capolavori dell\u2019arte, oltre a dimostrare un talento fuori dal comune, ha il merito di rompere la linea netta di confine che divide l\u2018arte classica e rinascimentale dell&#8217;arte odierna. In mostra si possono ammirare due sue opere, Caravaggio. Ragazzo morso da un ramarro (2022) e Vermeer. Ragazza con l\u2019orecchino di perla (2022). Mentre Laika artista sincronicamente indipendente, misteriosa e libera, il cui nome d&#8217;arte \u00e8 un omaggio alla cagnetta che sal\u00ec sullo Sputnik nel 1956, si definisce un\u2019attacchina che pratica la riflessione e ne fa arte istantanea. Con la visione disincantata e ironica di Laika, l\u2019attenzione rimane viva, tenace come i suoi poster e adesivi, effimeri tableau vivant, che attraggono interesse e sguardi al nostro passaggio per strada. Lo so \u00e8 \u201csolo\u201d un poster, ma si pu\u00f2 dire molto con la carta, si pu\u00f2 dire tutto!, dichiara l\u2019artista. Immediata e diretta, la sua produzione mette in risalto l\u2019inquietudine sociale e il disagio interiore, che si trasformano in una denuncia visiva e politica di grande forza, come nel caso delle due opere in mostra Donna, Vita, Libert\u00e0, #nonunadimeno e Zapatos Rojos &#8211; Save Afghan Women. Yellow Burqa version. A seguire il percorso un\u2019immagine che non ha bisogno di presentazioni: tutto \u00e8 speranza, Hope (2019) appunto, la pi\u00f9 efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam realizzata da Obey che render\u00e0 memorabile la vittoria di Barack Obama, il primo afroamericano a ricoprire la carica di Presidente degli Stati Uniti d\u2019America. L\u2019artista non si \u00e8 mai schierato apertamente dalla parte di Obama: \u00e8 rimasto fedele al suo essere ribelle. Dopo una serie di campagne molto forti contro le decisioni di Bush (Guerra in Iraq o Patriot Act per esempio), ha visto in Obama la sua perfetta antitesi ed ha quindi trovato coerente supportare la sua candidatura. Esposto qui anche un altro famoso manifesto di Obey, We, the people, are greater than fear (2017). \u00a0Posso affermare che Giuseppe Veneziano oggi uno dei principali artisti italiani della corrente new pop. Con il suo linguaggio pittorico, insieme originale e riconoscibile, l\u2019artista affronta temi sensibili come la politica, il sesso e la religione, attraverso cui ci fornisce un\u2019immagine diretta, oggettiva e smaliziata della societ\u00e0 odierna. Le sue tele sono abitate da personaggi della storia e celebrit\u00e0 del presente, icone del cinema e personaggi dei fumetti e dei cartoni animati, come Van Gogh vs Micke Tyson (2018), La Strage degli Innocenti (2023) e La creazione della mascherina (2020). Per Veneziano non c\u2019\u00e8 differenza tra messa in scena e realt\u00e0, elementi che tendono a mescolarsi e confondersi nell\u2019odierna societ\u00e0 mediatica. L\u2019artista lavora sull\u2019impatto iconico dei suoi soggetti e sulla stratificazione emotiva che essi evocano in noi, che siano estrapolati da un\u2019opera del passato, da una striscia a fumetti o da una foto di cronaca. Mentre MaPo realizza opere con i protagonisti di Walt Disney, il creatore di quella che \u00e8 forse la pi\u00f9 forte iconografia del &#8216;900, e li inserisce nel panorama del lusso, tra carte di credito, marchi di moda e champagne: i cartoni animati \u00abmimano\u00bb la vita e forse anche il lusso \u00e8 in un certo senso parte di una recita quotidiana che ognuno di noi (o almeno chi se lo pu\u00f2 permettere) utilizza per imporre il proprio status. Topolino e il Dom Perignon, Zio Paperone e American Express, Minnie e Dolce e Gabbana: in fondo sono tutti simboli del mercato globale e paradossalmente i prodotti \u00abimmaginari\u00bb sono alla portata di tutti, mentre quelli reali di pochissimi. Mr. Brainwash, definito come colui che ha generato la collisione tra street art e pop art, spesso accosta icone culturali e contemporanee come Marilyn Monroe in Stay Safe o Kate Moss. \u00c8 fortemente influenzato da artisti pop come Andy Warhol e Keith Haring. Utilizzando e riutilizzando immagini e temi popolari presi in prestito da altri artisti famosi come in Mona Linesa (2009) o a esempio gli animali con palloncini d&#8217;acciaio di Jeff Koons come in Big City, Big Dreams \u2013 Red e in Big City, Big Dreams \u2013 Rosa e Throwing Man di Banksy in Because I\u2019m worthless, Mr Brainwash allinea le sue intenzioni artistiche con quelle degli artisti pop originali producendo opere d&#8217;arte per tutti che possono essere vissute ovunque. Poi troveremo in esposizione opere di :\u00a0 Laurina Paperina, figura ironica e irriverente, che prende di mira l&#8217;arte contemporanea, la politica, la societ\u00e0 dei consumi e la cultura popolare, dimostra una grande capacit\u00e0 di mescolare elementi della cultura popolare con critiche sociali e politiche. Le sue opere spesso affrontano temi come la politica internazionale, il consumismo sfrenato, la fama dei personaggi mediatici e l&#8217;ossessione per l&#8217;immagine, come si pu\u00f2 vedere in Hungry Cookies (2020) e Scary movie del 2019. Attraverso il suo approccio dissacrante invita il pubblico a riflettere sui temi trattati, spingendolo a mettere in discussione le convenzioni e a adottare una prospettiva critica nei confronti della societ\u00e0 contemporanea. Le storie controcorrente si susseguono rapide, immediate con le suggestioni del famoso artista giapponese Takashi Murakami, noto per le sue opere in stile superflat che mescolano influenze della tradizione artistica nipponica con elementi della cultura popolare e consumistica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" data-attachment-id=\"3949\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=3949\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?fit=2000%2C1125&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2000,1125\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"20240423_104243\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?fit=1024%2C576&amp;ssl=1\" data-id=\"3949\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3949\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=1280%2C720&amp;ssl=1 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104243.jpg?w=2000&amp;ssl=1 2000w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-default\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1440\" data-attachment-id=\"3948\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=3948\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?fit=2560%2C1440&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2560,1440\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"20240423_104457\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?fit=1024%2C576&amp;ssl=1\" data-id=\"3948\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20240423_104457-scaled.jpg?resize=2560%2C1440&#038;ssl=1\" alt=\"Gi\u00e0 durante gli studi inizia a nutrire interesse per la cultura underground giapponese, in particolare manga e anime. 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Queste forme artistiche basse, disprezzate dell&#8217;\u00e9lite artistica, diverranno centrali nella sua opera. Negli anni \u201890 Murakami elabora il suo personale stile superflat, che combina bidimensionalit\u00e0 tipica dei manga e critica della societ\u00e0 dei consumi. Le sue opere ritraggono spesso personaggi kawaii, colorati e deformed, mutuati dai cartoni animati. Queste figure infantili e giocose celano per\u00f2 un messaggio pi\u00f9 profondo e satirico sulla superficialit\u00e0 della societ\u00e0 contemporanea. Tra i personaggi iconici creati da Murakami vi sono il simpatico funghetto Mr. Dob, qui esposto E poi\u2026white \u2013 Mr Dobe e il morbido fiore smiley, Flowerball e Flowers. Entrambi riflettono l&#8217;ossessione dei giapponesi per il kawaii ma anche la loro alienazione nel mondo dei consumi di massa. Oltre a pittura e scultura, Murakami sperimenta vari media, come merchandising, video, animazione. Collabora con brand di moda e di lusso, mescolando alto e basso e interrogandosi sul concetto di originalit\u00e0 nell&#8217;era della riproducibilit\u00e0 tecnica. Viene ribattezzato l&#8217;Andy Warhol giapponese per la sua attitudine imprenditoriale e l&#8217;ibridazione tra arte colta e cultura popolare. Oggi Murakami \u00e8 uno degli artisti nipponici pi\u00f9 influenti al mondo e continua a sondare ossessivamente il rapporto tra cultura underground e mainstream. Mentre le opere di Angelo Accardi illustrano visioni surreali della vita quotidiana su fondali realistici di paesaggi urbani. I suoi pezzi sono animati da immagini pittoriche della cultura pop nel corso dei secoli, che a loro volta rivelano ironicamente l&#8217;evoluzione del linguaggio visivo, come Blend e Misplaced. Accardi \u00e8 sempre stato alla ricerca di nuove sensazioni nell&#8217;arte, e questa \u00e8 stata una componente cruciale nello sviluppo del suo stile artistico unico. &nbsp;Infine Nello Petrucci&nbsp; un artista visivo e filmmaker italiano che vive tra Pompei e New York. Si \u00e8 distinto per il suo stile che combina \u201cil collage\u201d, con la sovrapposizione di manifesti presi dalla strada, e le stampe in \u201chalftone\u201d. Questa fusione creativa d\u00e0 vita a un universo artistico coinvolgente, ricco di suggestioni e simbolismi, che ispira profonde riflessioni sulle questioni sociali pi\u00f9 urgenti del nostro tempo. Inizia la sua carriera come filmmaker, ha studiato cinematografia a Roma presso la N.U.C.T. prima di laurearsi in Scenografia all&#8217;Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha collaborato con grandi registi cinematografici e le sue radici e l&#8217;influenza dello stile di pittura pompeiana sono spesso evidenti nelle sue opere, che lo hanno reso uno degli artisti di street art pi\u00f9 rispettati del momento.<\/p>\n\n\n\n<p>JMuseo di Jesolo<\/p>\n\n\n\n<p>Banksy&amp;Friends: l\u2019arte della ribellione<\/p>\n\n\n\n<p>dal 24 Aprile al 15 Settembre 2024<\/p>\n\n\n\n<p>Venerd\u00ec dalle ore 14.30 alle ore 18.30<\/p>\n\n\n\n<p>Sabato e Domenica dalle ore 10.30 alle ore 18.30&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Fino al 15 Settembre 2024 si potr\u00e0 ammirare JMuseo di Jesolo una mostra unica nel suo genere: Banksy&amp;Friends: l\u2019arte della ribellione, la mostra che racconta la contemporaneit\u00e0 attraverso gli occhi di alcuni tra i pi\u00f9 influenti artisti viventi. 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