{"id":3709,"date":"2024-04-26T08:59:03","date_gmt":"2024-04-26T11:59:03","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=3709"},"modified":"2024-04-26T08:59:04","modified_gmt":"2024-04-26T11:59:04","slug":"mattarella-da-civitella-in-val-di-chiana-ricorda-la-barbarie-del-nazifascismo-e-i-partigiani-patrioti-usarono-le-armi-perche-un-giorno-tacessero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=3709","title":{"rendered":"Mattarella da Civitella in Val di Chiana ricorda la barbarie del nazifascismo e i partigiani patrioti: \u00abUsarono le armi perch\u00e8 un giorno tacessero\u00bb."},"content":{"rendered":"\n<p>\u00ab<strong>Il 25 aprile \u00e8 per l&#8217;Italia una ricorrenza fondante<\/strong>: la festa della pace, della libert\u00e0 ritrovata, e del ritorno nel novero delle nazioni democratiche. Quella pace e quella libert\u00e0 che, trovando radici nella&nbsp;<strong>resistenza di un popolo contro la barbarie nazifascista<\/strong>, hanno prodotto la Costituzione repubblicana, in cui tutti possono riconoscersi, e che rappresenta garanzia di democrazia e di giustizia, di saldo diniego di ogni forma o principio di autoritarismo o totalitarismo\u00bb. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant&#8217;anni dalla strage del 29 giugno del 1944.<br>\u00abAggiungo, utilizzando parole pronunciate da Aldo Moro nel 1975- ha proseguito Mattarella- che &#8216;<strong>intorno all&#8217;antifascismo \u00e8 possibile e doverosa l&#8217;unit\u00e0 popolare<\/strong>, senza compromettere d&#8217;altra parte la variet\u00e0 e la ricchezza della comunit\u00e0 nazionale, il pluralismo sociale e politico, la libera e mutevole articolazione delle maggioranze e delle minoranze nel gioco democratico'\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab5MILA STRAGI CRUDELI, LA PROPAGANDA FASCISTA NEGAVA L&#8217;INNEGABILE\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAll&#8217;infamia della strage di Marzabotto, la pi\u00f9 grande compiuta in Italia, segu\u00ec un corollario altrettanto indegno:&nbsp;<strong>la propaganda fascista, sui giornali sottoposti a controlli e censure, negava l&#8217;innegabile<\/strong>, provando a smentire l&#8217;accaduto, cercando di definire false le notizie dell&#8217;eccidio e irridendo i testimoni. Occorre, oggi e in futuro, far memoria di quelle stragi e di quelle vittime e sono preziose le iniziative nazionali e regionali che la sorreggono.&nbsp;<strong>Senza memoria, non c&#8217;\u00e8 futuro<\/strong>\u00ab. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant&#8217;anni dalla strage del 29 giugno del 1944.<br>Mattarella ha ricordato che \u00abla magistratura militare e gli storici, dopo un difficile lavoro di ricerca durato decenni, hanno finora documentato sul territorio italiano&nbsp;<strong>5mila crudeli e infami episodi di eccidi<\/strong>, rappresaglie, esecuzioni sommarie. Con queste barbare uccisioni, nella loro strategia di morte, i nazifascisti cercavano di fare terra bruciata attorno ai partigiani per proteggere la ritirata tedesca:&nbsp;<strong>cercavano di instaurare un regime di terrore&nbsp;<\/strong>nei confronti dei civili perch\u00e9 non si unissero ai partigiani, cercavano di operare vendette nei confronti di un popolo considerato inferiore da alleato e, dopo l&#8217;armistizio, traditore\u00bb.<br>Per il capo dello Stato \u00absi tratt\u00f2 di&nbsp;<strong>gravissimi crimini di guerra<\/strong>, contrari a qualunque regola internazionale e all&#8217;onore militare e, ancor di pi\u00f9, ai principi di umanit\u00e0. Nessuna ragione, militare o di qualunque altro genere, pu\u00f2 infatti essere invocata per giustificare l&#8217;uccisione di ostaggi e di prigionieri inermi. I nazifascisti ne erano ben consapevoli:&nbsp;<strong>i corpi dei partigiani combattenti, catturati, torturati e giustiziati, dovevano rimanere esposti per giorni<\/strong>, come sinistro monito per la popolazione. Ma le stragi di civili cercavano di tenerle nascoste e occultate, le vittime sepolte o bruciate. Non si sa se per un senso intimo di vergogna e disonore o per evitare d&#8217;incorrere nei rigori di una futura giustizia, oppure, ancora, per non destare ulteriori sentimenti di rivolta tra gli italiani\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abI PARTIGIANI FECERO USO DELLE ARMI PERCH\u00c8 UN GIORNO TACESSERO\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abA differenza dei loro nemici, imbevuti del culto macabro della morte e della guerra,<strong>&nbsp;i patrioti della Resistenza fecero uso delle armi perch\u00e9 un giorno queste tacessero<\/strong>&nbsp;e il mondo fosse finalmente contrassegnato dalla pace, dalla libert\u00e0, dalla giustizia. Oggi, in un tempo di grande preoccupazione, segnato, in Europa e ai suoi confini, da aggressioni, guerre e violenze, confidiamo in quella speranza. E per questo va ribadito: viva la Liberazione, viva la libert\u00e0, viva la Repubblica\u00bb. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant&#8217;anni dalla strage del 29 giugno del 1944.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abFASCISMO SOFFOC\u00d2 DIRITTI ED EDUC\u00d2 A RELIGIONE VIOLENZA\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLiberazione, dunque, dall&#8217;occupante nazista, liberazione da una terribile guerra, ma anche da una dittatura spietata che, lungo l&#8217;arco di un ventennio, aveva<strong>&nbsp;soffocato i diritti politici e civili<\/strong>, calpestato le libert\u00e0 fondamentali,&nbsp;<strong>perseguitato gli ebrei e le minoranze<\/strong>, educato i giovani alla sacrilega religione della violenza e del sopruso. L&#8217;entrata in guerra, accanto a Hitler, fu la diretta e inevitabile conseguenza di questo clima di fanatica esaltazione\u00bb. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant&#8217;anni dalla strage del 29 giugno del 1944.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abRESISTENZA FU RISCATTO MORALE DA DISUMANIT\u00c0 FASCISMO\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl fascismo aveva in realt\u00e0, da tempo, scoperto il suo volto, svelando i suoi veri tratti brutali e disumani, come ci ricorda il prossimo centenario dell&#8217;assassinio di Giacomo Matteotti. L&#8217;8 settembre, con i vertici del Regno in fuga, fece precipitare il Paese nello sconforto e nel caos assoluto. Ma&nbsp;<strong>molti italiani non si piegarono al disonore. Scelsero la via del riscatto<\/strong>. Un riscatto morale, prima ancora che politico, che recuperava i valori occultati e calpestati dalla dittatura. La libert\u00e0, al posto dell&#8217;imposizione. La fraternit\u00e0, al posto dell&#8217;odio razzista. La democrazia, al posto della sopraffazione. L&#8217;umanit\u00e0, al posto della brutalit\u00e0.&nbsp;<strong>La giustizia, al posto dell&#8217;arbitrio<\/strong>. La speranza, al posto della paura. Nasceva la Resistenza, un movimento che, nella sua pluralit\u00e0 di persone, motivazioni, provenienze e spinte ideali, trov\u00f2 la sua unit\u00e0 nella necessit\u00e0 di porre fine al dominio nazifascista sul territorio italiano, per instaurare una nuova convivenza, fondata sul diritto e sulla pace\u00bb. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant&#8217;anni dalla strage del 29 giugno del 1944.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abCIVITELLA VAL DI CHIANA SIMBOLO BARBARIE NAZIFASCISTA\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSiamo qui riuniti a Civitella in Val di Chiana per celebrare il 25 aprile, anniversario della Liberazione, a ottant&#8217;anni dalla terribile strage nazifascista perpetrata, in questo territorio, sulla popolazione inerme.<br>Come abbiamo poc&#8217;anzi ascoltato dalle parole del sindaco, della professoressa Ponzani, dalle letture \u2013 ringrazio Ottavia Piccolo per la sua appassionata interpretazione \u2013 e, con emozione, dalla straordinaria testimonianza di Ida Bal\u00f2,&nbsp;<strong>gli eccidi avvennero, oltre che a Civitella, a Cornia<\/strong>, dove la crudelt\u00e0 dei soldati della famigerata divisione Goring si sfog\u00f2 in maniera particolarmente brutale, con stupri e uccisioni di bambini. Nella stessa giornata si compiva, non lontano da qui, un altro eccidio, a San Pancrazio, dove furono sterminate oltre settanta persone\u00bb. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant&#8217;anni dalla strage del 29 giugno del 1944.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 attestato dai documenti processuali, ha proseguito Mattarella, \u00ab<strong>gli eccidi furono pianificati a freddo, molti giorni prima, e furono portati a termine con l&#8217;inganno e con il tradimento della parola<\/strong>. Si attese, cinicamente, la festa dei Santi Pietro e Paolo per essere sicuri di poter effettuare un pi\u00f9 numeroso rastrellamento di popolazione civile. La tragica contabilit\u00e0 del&nbsp;<strong>29 giugno del &#8217;44<\/strong>, in queste terre racconta di circa&nbsp;<strong>250 persone assassinate<\/strong>. Tra queste,&nbsp;<strong>donne, anziani, sacerdoti e oltre dieci minorenni<\/strong>. Il pi\u00f9 piccolo, Gloriano Polletti, aveva solo un anno. Maria Luisa Lammioni due. Il parroco di Civitella, don Alcide Lazzeri, e quello di San Pancrazio, don Giuseppe Torelli, provarono a offrire la loro vita per salvare quella del loro popolo, ma inutilmente. Furono uccisi anch&#8217;essi, insieme agli altri. Alcuni ostaggi, destinati alla morte, rimasero feriti o riuscirono a fuggire. Nei loro occhi, stupefatti e impauriti, rimarr\u00e0 per sempre impresso il ricordo di quel giorno di morte e di orrore\u00bb.<br>\u00abSono venuto oggi qui a Civitella, uno dei luoghi simbolo della barbarie nazifascista, per<strong>&nbsp;fare memoria di tutte le vittime dei crimini di guerra, trucidate, in quel 1944<\/strong>, sul territorio nazionale e all&#8217;estero- ha sottolineato il capo dello Stato-. Non c&#8217;\u00e8 parte del suolo italiano \u2013 con la sola eccezione della Sardegna \u2013 che non abbia patito la violenza nazifascista contro i civili e non abbia pianto sulle spoglie dei propri concittadini brutalmente assassinati. La Regione che ci ospita, la Toscana, \u00e8 tra quelle che hanno pagato il pi\u00f9 alto tributo di sangue innocente, insieme all&#8217;Emilia Romagna e al Piemonte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriele Narducci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl 25 aprile \u00e8 per l&#8217;Italia una ricorrenza fondante: la festa della pace, della libert\u00e0 ritrovata, e del ritorno nel novero delle nazioni democratiche. 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