{"id":3631,"date":"2024-04-22T19:24:27","date_gmt":"2024-04-22T22:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=3631"},"modified":"2024-04-22T19:24:28","modified_gmt":"2024-04-22T22:24:28","slug":"una-nuova-invasione-tropicale-minaccia-la-biodiversita-del-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=3631","title":{"rendered":"Una nuova invasione tropicale minaccia la biodiversit\u00e0 del Mediterraneo"},"content":{"rendered":"\n<p>Se non si riuscir\u00e0 a controllarlo, il riscaldamento climatico favorirebbe entro la fine del secolo la tropicalizzazione e l&#8217;invasione del Mar Mediterraneo da parte di specie tropicali provenienti dall&#8217;Oceano Atlantico. Quasi la met\u00e0 delle specie che abitano il Mar Mediterraneo non si trova in nessun altro luogo del mondo, ma il bacino si sta riscaldando rapidamente, mettendo a rischio questa biodiversit\u00e0 unica. Per comprendere come l&#8217;ecosistema del Mediterraneo potrebbe reagire al previsto riscaldamento globale e quale sar\u00e0 l&#8217;impatto sul nostro mare, un gruppo di ricercatori ha fatto un tuffo nel passato. I risultati dello studio \u00abThe dawn of the tropical Atlantic invasion into the Mediterranean Sea\u00bb sono stati pubblicati dalla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States PNAS. L&#8217;indagine \u00e8 stata condotta da Paolo G. Albano e Lotta Schultz della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Silvia Danise dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze, Marco Taviani del CNR e Stefan Dullinger e Johannes Wessely dell&#8217;Universit\u00e0 di Vienna. I ricercatori hanno esaminato i fossili marini per capire come il bacino \u00e8 cambiato durante l&#8217;evoluzione climatica del Pleistocene, l&#8217;epoca immediatamente precedente a quella in cui viviamo. Gli autori si sono concentrati su un periodo compreso tra 135.000 e 116.000 anni fa, e cio\u00e8 il periodo caldo immediatamente precedente l&#8217;ultima glaciazione e che corrisponde a uno scenario di riscaldamento globale appena modesto rispetto ai possibili scenari per il prossimo futuro. Hanno, quindi, creato un modello di distribuzione di molluschi tropicali atlantici che vivevano nel bacino durante quel periodo caldo. Queste specie tropicali atlantiche \u2013 definite \u00abospiti caldi\u00bb perch\u00e9 appunto presenti in Mediterraneo solo nei periodi pi\u00f9 caldi del recente passato geologico \u2013 sono rimaste nel nostro bacino finch\u00e9 l&#8217;ultima glaciazione le ha obbligate a ritirarsi a latitudini tropicali. A differenza dell&#8217;ultima fase interglaciale, il Mar Mediterraneo sta per\u00f2 gi\u00e0 subendo un&#8217;invasione di specie tropicali che provengono dal Mar Rosso e dall&#8217;Oceano Indiano tramite il Canale di Suez. Gli autori dello studio pubblicato su PNAS prevedono che queste due invasioni biologiche trasformeranno in maniera irreversibile la biodiversit\u00e0 del Mediterraneo. \u00abIl cambiamento a cui andiamo incontro \u00e8 drammatico e irreversibile e porter\u00e0 la biodiversit\u00e0 del Mar Mediterraneo a uno stato che l&#8217;umanit\u00e0 non ha mai visto\u00bb spiega il ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Paolo G. Albano. \u00abL&#8217;orizzonte temporale \u00e8 piuttosto ravvicinato: potrebbe avvenire nel 2100, se non gi\u00e0 nel 2050, quando condizioni climatiche e salinit\u00e0 dell&#8217;acqua renderanno il Mediterraneo compatibile, come avvenuto 120 mila anni fa. In uno scenario estremo, potremmo assistere a una completa tropicalizzazione\u00bb conclude Silvia Danise, docente di Paleontologia e paleoecologia del Dipartimento di Scienze della Terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele Casali<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se non si riuscir\u00e0 a controllarlo, il riscaldamento climatico favorirebbe entro la fine del secolo la tropicalizzazione e l&#8217;invasione del Mar Mediterraneo da parte di specie tropicali provenienti dall&#8217;Oceano Atlantico. 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