{"id":1000036021,"date":"2026-11-07T08:13:06","date_gmt":"2026-11-07T11:13:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000036021"},"modified":"2026-11-07T08:13:07","modified_gmt":"2026-11-07T11:13:07","slug":"cibi-ultraprocessati-le-risposte-del-cervello-potrebbero-contribuire-allaumento-di-peso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000036021","title":{"rendered":"Cibi ultraprocessati: le risposte del cervello potrebbero contribuire all&#8217;aumento di peso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un cervello abituato al consumo di cibi ultraprocessati potrebbe essere pi\u00f9 sensibile all&#8217;effetto di ricompensa indotto dai cibi appetitosi: una ricerca della Keck School of Medicine presso l&#8217;Universit\u00e0 della California Meridionale svela un possibile meccanismo neurobiologico alla base del collegamento tra un&#8217;alimentazione ricca di cibi ultraprocessati e l&#8217;aumento di peso. I bambini che si ritrovano nel piatto una quantit\u00e0 maggiore di cibi ultraprocessati hanno cervelli che rispondono in modo pi\u00f9 intenso alle immagini di cibi ghiotti e saporiti, e l&#8217;intensit\u00e0 di queste risposte \u00e8 collegata all&#8217;aumento di peso successivo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica JAMA Network Open. Negli Stati Uniti, dove \u00e8 stato condotto lo studio, i bambini traggono in media il 67% delle loro calorie giornaliere dai cibi ultraprocessati, alimenti profondamente trasformati durante la lavorazione industriale e pensati per essere appetibili, economici, duraturi, di facile consumo. Questi cibi includono spesso coloranti, additivi, conservanti o metodi di lavorazione non reperibili o replicabili nelle case e sono stati collegati da numerosi studi a problemi di salute &#8211; come obesit\u00e0 infantile, diabete di tipo 2, problemi cardiovascolari. Il nuovo studio ha riguardato 46 bambini di et\u00e0 compresa tra i 7 e i 10 anni partecipanti a uno studio a lungo termine sui rischi di diabete e obesit\u00e0. All&#8217;inizio dell&#8217;analisi, i bambini avevano un peso corporeo nella norma, il che ha permesso ai ricercatori di studiare con maggiore precisione l&#8217;effetto degli ultraprocessati. I ricercatori hanno eseguito risonanze magnetiche del cervello dei bambini mentre osservavano immagini di cibi appetitosi (per esempio biscotti o patatine). Gli scienziati hanno anche raccolto dati sulla loro alimentazione, sull&#8217;indice di massa corporea, la percentuale di grasso corporeo e girovita. E hanno ripetuto le misurazioni a un anno di distanza. Chi consumava pi\u00f9 alimenti ultraprocessati mostrava anche risposte pi\u00f9 intense alle foto di cibo nella regione cerebrale dello striato dorsale, coinvolta nella ricompensa e nella motivazione. Non solo: risposte pi\u00f9 intense in questa regione erano associate a un aumento dell&#8217;indice di massa corporea &#8211; ossia il rapporto tra il peso (kg) e il quadrato dell&#8217;altezza (metri quadrati) &#8211; e della percentuale di grasso a distanza di un anno. Secondo gli autori dello studio, le diverse risposte cerebrali agli ultraprocessati potrebbero spiegare il legame tra questi cibi e l&#8217;aumento di peso: un cervello maggiormente recettivo all&#8217;effetto di ricompensa indotto da questi alimenti potrebbe guidare a un maggiore consumo di questo genere di cibi. Ma a cambiare, sottolineano gli scienziati, non possono essere soltanto le abitudini di acquisto delle famiglie e le preferenze alimentari dei bambini: \u00e8 l&#8217;offerta di cibo che deve essere modificata, perch\u00e9 spesso gli alimenti ultraprocessati sono anche pi\u00f9 economicamente accessibili e pratici da consumare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un cervello abituato al consumo di cibi ultraprocessati potrebbe essere pi\u00f9 sensibile all&#8217;effetto di ricompensa indotto dai cibi appetitosi: una ricerca della Keck School of Medicine presso l&#8217;Universit\u00e0 della California Meridionale svela un possibile meccanismo neurobiologico alla base del collegamento tra un&#8217;alimentazione ricca di cibi ultraprocessati e l&#8217;aumento di peso. 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