{"id":1000035937,"date":"2026-11-02T09:29:38","date_gmt":"2026-11-02T12:29:38","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035937"},"modified":"2026-11-02T09:29:40","modified_gmt":"2026-11-02T12:29:40","slug":"lagarde-lascia-la-bce-e-un-regalino-per-macron-cosa-ce-dietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035937","title":{"rendered":"Lagarde lascia la Bce? \u00c8 un regalino per Macron: cosa c\u2019\u00e8 dietro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Christine Lagarde lascer\u00e0 la presidenza della Banca centrale europea il 7 febbraio 2027, con quasi nove mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, fissata a ottobre. L\u2019annuncio, arrivato gioved\u00ec, mette fine alle indiscrezioni sul futuro della numero uno dell\u2019Eurotower e apre ufficialmente la partita per la sua successione. Sullo sfondo c\u2019\u00e8 il possibile approdo alla presidenza del World Economic Forum (Wef), l\u2019organizzazione che riunisce ogni anno a Davos capi di Stato, banchieri, grandi imprenditori e investitori. Per Lagarde si prospetta dunque un nuovo incarico di prestigio, in un ambiente dove le relazioni con i vertici dell\u2019economia mondiale rappresentano una risorsa preziosa. Le condizioni economiche dell\u2019eventuale nomina, tuttavia, non sono state rese pubbliche. \u00abHo appena informato i miei colleghi responsabili della politica monetaria e il personale della Banca centrale europea che lascer\u00f2 l\u2019incarico con effetto dal 7 febbraio 2027, dopo la riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo\u00bb, ha scritto Lagarde. La presidente ha rivendicato il lavoro svolto: \u00ab\u00c8 stato un grande orgoglio e un enorme privilegio essere al servizio di questa istituzione\u00bb. E ha aggiunto di lasciare una Bce \u00abpronta per il futuro\u00bb. Il passaggio al Wef, se confermato, non sarebbe soltanto un cambio di scrivania. La tempistica delle dimissioni ha conseguenze politiche rilevanti, perch\u00e9 consente di anticipare la scelta di chi guider\u00e0 la politica monetaria dell\u2019Eurozona per gli otto anni successivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Macron, l\u2019ultima occasione per condizionare la successione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il calendario \u00e8 il vero protagonista della vicenda. Le elezioni presidenziali francesi sono previste nella primavera del 2027 e Emmanuel Macron non potr\u00e0 ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo. La sua influenza sulla scelta del successore di Lagarde, per\u00f2, resta intatta finch\u00e9 rimane all\u2019Eliseo. Anticipare l\u2019avvicendamento a Francoforte significa consentire al presidente francese di partecipare alla trattativa prima che il voto possa consegnare la guida del Paese a un esponente di orientamento politico diverso. Macron \u00e8 dunque un presidente in uscita, ma non ancora fuori gioco: una sorta di anatra zoppa europea, per usare una formula della politica americana, che conserva fino all\u2019ultimo la possibilit\u00e0 di incidere sugli equilibri comunitari. La sua finestra utile si restringe, ma proprio per questo diventa preziosa. L\u2019ipotesi che la successione venga definita prima delle presidenziali francesi era gi\u00e0 circolata nelle scorse settimane. Il rischio di una vittoria di Marine Le Pen, o comunque di un cambiamento negli equilibri politici francesi, rende infatti pi\u00f9 conveniente per gli attuali vertici europei chiudere il dossier quando Macron \u00e8 ancora in carica. Non significa che il presidente francese possa decidere da solo, n\u00e9 che esista la certezza di un accordo gi\u00e0 raggiunto. Significa, pi\u00f9 semplicemente, che la sua uscita anticipata dalla scena politica non coincide con quella istituzionale: Macron pu\u00f2 ancora contribuire a scegliere chi governer\u00e0 la Bce per otto anni, ben oltre la fine del suo mandato. La questione merita attenzione anche dal punto di vista dell\u2019indipendenza della banca centrale. La nomina spetta ai governi europei secondo una procedura prevista dai Trattati, ma le trattative per i grandi incarichi comunitari sono inevitabilmente attraversate da interessi nazionali e compromessi politici. Proprio per questo, anticipare il calendario pu\u00f2 cambiare la composizione del tavolo negoziale senza modificare formalmente le regole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hern\u00e1ndez de Cos contro Knot: la partita \u00e8 aperta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I principali nomi in circolazione sono quelli dello spagnolo Pablo Hern\u00e1ndez de Cos, direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali ed ex governatore della Banca di Spagna, e dell\u2019olandese Klaas Knot, gi\u00e0 alla guida della banca centrale dei Paesi Bassi. Madrid sostiene con decisione il primo, mentre L\u2019Aia punta sul secondo. Entrambi hanno esperienza di politica monetaria e conoscono il funzionamento delle istituzioni finanziarie europee. Per la Spagna la presidenza della Bce rappresenterebbe un risultato di grande rilievo. Il governo di Madrid considera la candidatura di Hern\u00e1ndez de Cos un obiettivo nazionale e ha lavorato attivamente per promuoverla. I Paesi Bassi, dal canto loro, possono contare su un candidato che ha gi\u00e0 guidato una banca centrale nazionale e partecipato a lungo alle decisioni dell\u2019Eurosistema. La scelta non sar\u00e0 tuttavia una semplice valutazione dei curricula. Il presidente della Bce viene nominato dal Consiglio europeo, sulla base di una raccomandazione e dopo le consultazioni previste con il Parlamento europeo e il Consiglio direttivo dell\u2019istituzione. La decisione finale richiede una maggioranza qualificata rafforzata: almeno 16 Paesi su 21, rappresentativi di almeno il 65% della popolazione dell\u2019area euro. In questo quadro, i governi dovranno trovare un\u2019intesa che tenga insieme competenze, nazionalit\u00e0 e distribuzione degli altri incarichi. Oltre alla presidenza, sono infatti in gioco la sostituzione di Isabel Schnabel, destinata a lasciare il Comitato esecutivo a gennaio per passare al Fondo monetario internazionale, e il rinnovo del mandato del capo economista Philip Lane, in scadenza a maggio 2027. Il rischio \u00e8 che le nomine vengano negoziate come un unico pacchetto, con scambi e compensazioni tra le principali capitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Italia tra il successo di Comporti e il dossier spagnolo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma si presenta al negoziato con un risultato concreto appena conquistato: Carlo Comporti \u00e8 stato nominato presidente dell\u2019Esma, l\u2019autorit\u00e0 europea di vigilanza sui mercati finanziari, e assumer\u00e0 l\u2019incarico il primo novembre. \u00c8 un successo importante per l\u2019Italia, arrivato al termine di una procedura nella quale non sono mancati ostacoli e concorrenti. La guida dell\u2019Esma rappresenta una posizione strategica nella regolamentazione dei mercati, nella tutela degli investitori e nella stabilit\u00e0 finanziaria europea. Questo risultato, per\u00f2, pone anche un problema di strategia. L\u2019Italia deve decidere se spendere il capitale politico accumulato sostenendo un candidato alla presidenza della Bce oppure concentrarsi sulla difesa delle posizioni gi\u00e0 conquistate e sulla ricerca di un equilibrio complessivo tra le nomine. Il ministro dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti aveva gi\u00e0 chiarito, all\u2019inizio di ottobre, che Roma non disponeva di un candidato italiano per la successione di Lagarde e che la nomina di Comporti costituiva un successo economico e diplomatico per il Paese. Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, l\u2019Italia potrebbe valutare il sostegno alla candidatura spagnola, anche in considerazione dell\u2019appoggio di Madrid a Comporti. La decisione politica finale spetta per\u00f2 a Giorgia Meloni. Ieri, alla domanda se l\u2019Italia sia nella cordata favorevole a Hern\u00e1ndez de Cos, la presidente del Consiglio non ha dato una risposta. Un silenzio che, allo stato, non permette di concludere che Roma abbia gi\u00e0 scelto il proprio schieramento. Pu\u00f2 riflettere la volont\u00e0 di mantenere aperte le opzioni mentre il quadro delle candidature e degli accordi europei \u00e8 ancora in evoluzione. La prudenza \u00e8 comprensibile: dichiarare troppo presto il proprio sostegno a un candidato potrebbe ridurre il margine di trattativa dell\u2019Italia sulle altre caselle. D\u2019altra parte, la nomina di Comporti non esaurisce necessariamente le ambizioni italiane. La presenza di un connazionale alla guida dell\u2019Esma \u00e8 un risultato importante, ma la Bce resta un\u2019istituzione di peso incomparabilmente maggiore per le condizioni monetarie, il credito e l\u2019economia dell\u2019intera area euro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cipollone nel board: Roma non parte da zero<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Italia, inoltre, dispone gi\u00e0 di una presenza ai vertici della Bce attraverso Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo dell\u2019istituzione. Questo elemento rafforza il peso del Paese nelle discussioni di politica monetaria, ma non equivale a un controllo sulle decisioni della banca centrale: i membri degli organi direttivi operano nell\u2019interesse dell\u2019Eurosistema e non come delegati dei rispettivi governi. La sfida per Meloni consiste quindi nel conciliare due obiettivi. Da un lato, evitare che la successione alla presidenza della Bce venga definita esclusivamente attraverso un\u2019intesa tra Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi; dall\u2019altro, non disperdere il capitale negoziale ottenuto con la nomina di Comporti, costruendo alleanze utili anche per gli altri incarichi europei. Sostenere Hern\u00e1ndez de Cos potrebbe essere una strada, soprattutto se Madrid fosse disposta a ricambiare il sostegno italiano. Ma un simile accordo non va dato per scontato e dovrebbe essere valutato alla luce dell\u2019intero pacchetto di nomine. Allo stesso modo, l\u2019Italia potrebbe preferire una posizione attendista, per capire quale candidato abbia le maggiori possibilit\u00e0 di raccogliere il consenso necessario e quali contropartite istituzionali siano realisticamente disponibili. Il punto, in definitiva, \u00e8 che la successione di Lagarde non riguarda soltanto chi sieder\u00e0 sulla poltrona pi\u00f9 importante di Francoforte. \u00c8 una partita sugli equilibri di potere nell\u2019Unione europea, destinata a incidere sulla distribuzione delle responsabilit\u00e0 finanziarie e monetarie per gli anni a venire. L\u2019uscita anticipata della presidente offre a Macron un\u2019ultima finestra per esercitare la propria influenza. Per l\u2019Italia, la questione \u00e8 evitare di arrivare al momento decisivo da semplice spettatrice, valorizzando le posizioni gi\u00e0 conquistate e negoziando con lucidit\u00e0 le alleanze possibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Enrico Foscarini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Christine Lagarde lascer\u00e0 la presidenza della Banca centrale europea il 7 febbraio 2027, con quasi nove mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, fissata a ottobre. 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