{"id":1000035860,"date":"2026-10-28T09:33:47","date_gmt":"2026-10-28T12:33:47","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035860"},"modified":"2026-10-28T09:33:49","modified_gmt":"2026-10-28T12:33:49","slug":"al-museo-tuscolano-scuderie-aldobrantini-di-frascati-una-mostra-dedicata-a-stefania-sabatino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035860","title":{"rendered":"Al Museo Tuscolano Scuderie Aldobrantini di Frascati una mostra dedicata a\u00a0 Stefania Sabatino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 conclusa il 25 Ottobre\u00a0 al Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini Frascati la mostra personale di Stefania Sabatino \u2018LA TRAMA DEL TEMPO vulnera acus | signa fili &#8211; Ricucire il Tempo\u2019\u00a0 a cura di Daniela Zannetti. \u00a0L\u2019esposizione \u00e8 stata promossa dal Comune di Frascati e Musa, Museo Tuscolano archeologico Scuderie Aldobrandini Frascati. La scelta di presentare la produzione artistica pi\u00f9 recente di Stefania Sabatino nel Museo Archeologico di Frascati, \u00e8 un primo dialogo tra la Menade Tuscolana capolavoro di dinamismo e pathos dell&#8217;antichit\u00e0 \u201crinvenuta senza testa\u201d, con le figure contemporanee \u00abgiunoniche\u00bb e acefale dipinte su Juta, cifra artistica dell\u2019artista. La Menade Tuscolana riemerge come corpo archetipico e forza originaria, attraversando il tempo per incontrare la ricerca contemporanea di Stefania Sabatino i cui Esseri monumentali su tela si fanno superficie simbolica, architettura emotiva, e luogo di riconoscimento collettivo. Un Universo frammentato dove il filo ricuce il tempo, la memoria e le relazioni umane. L&#8217;unione tra iuta naturale, acrilico e filo da ricamo diventa il perno di una narrazione in cui le \u00absmagliature\u00bb della vita e della tela coincidono: riparare l&#8217;una significa curare l&#8217;altro. Come afferma Daniela Zannetti nel suo testo critico: \u201cVale la pena di indagare in questo rito coreografico la metafora sociale e un&#8217;epifania di salvezza la rigenerazione sociale e umana non \u00e8 indolore, ma richiede un&#8217;azione profonda, un&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 che l&#8217;artista guida attraverso il proprio linguaggio. L\u2019arte di riparare, ricucire il tempo attraverso la materia pu\u00f2 divenire un atto di autentica meraviglia\u201d.\u00a0 Una mia ricerca storiografica che analizza le opere di Stefania Sabatino apro il mio saggio dicendo : Nel guardare le opere di Stefania Sabatino penso ad Emanuele Severino il quale diceva che : \u2018Il tempo e la realt\u00e0, con una forza e un rigore straordinario, un senso totalmente nuovo del divenire: il senso per cui esso, lungi dall&#8217;essere il venire o il ritornare nel nulla delle cose, \u00e8 invece il necessario e infinito oltrepassarsi degli eterni\u2019. \u00a0Io credo che senza memoria non vi \u00e8 passato e senza passato non vi \u00e8 identit\u00e0. Ogni uomo ha bisogno di conoscere le proprie radici, la propria provenienza, per comprendere fino in fondo se stesso e la societ\u00e0 in cui vive, cos\u00ec come ogni popolo per sopravvivere alla modernit\u00e0, dovrebbe conoscere e valorizzare le proprie tradizioni gli usi e costumi di generazioni antiche che, seppur lontane, continuano a mantenere un\u2019eco\u00a0 di vitale importanza per la sopravvivenza della propria cultura. Spesso ignoriamo che, proprio nel sapere collettivo dei nostri progenitori,si nascondevano verit\u00e0 incontrovertibili acquisite pi\u00f9 che dallo studio, dall\u2019esperienza, e che in alcune di queste possono essere rintracciate oggi, basi e fondamenti scientifici allora sconosciuti che ci hanno permesso di sopravvivere e di arrivare fin qui. Posso dire che la relazione tra le arti figurative \u00e8 stata nel tempo oggetto di un infinito numero di speculazioni che hanno dato vita a teorie, considerazioni e assiomi diversi e contestualmente applicabili. Stefania Sabatino cerca la verit\u00e0, attraverso la forma indispensabile e dalla doppia valenza terrena e astrale. Oppure \u00e8 alla ricerca di un modulo innovativo di sperimentazione e sintesi che fa parte di una sua identit\u00e0 interiore . Le suggestioni si dilatano in ricercate atmosfere, divenendo flebili respiri, tensioni verso l\u2019immanenza, nella scintillante immediatezza della pura sperimentazione. Il colore si libera dalla forma, sublima verso realt\u00e0 concrete donando allo spazio nuove e articolate visioni. Uno spazio di luce si dirama oltre i limiti conosciuti della forma trasformando ogni esperienza onirica in una catalogazione cosmica dell\u2019animo. Dalle opere di Stefania Sabatino affiorano innumerevoli realt\u00e0 parallele oltre le convenzioni del visibile e dell\u2019agire, generando corrispondenze e analogie tra creazione e genesi. Sentimenti dell\u2019animo si fanno luce e approdano verso arcani arcipelaghi prospettici attraverso flebili e illusorie sinuosit\u00e0 narrative. Si assiste, ad uno scontro epocale tra dinamicit\u00e0 e plasticit\u00e0 delle composizioni, il purismo si sovrappone ed \u00e8 sostituito da spezzati ingranaggi di macchine sensoriali di una realt\u00e0 sintetica, fluiscono nell\u2019aria creando vortici dinamici di entit\u00e0 oniriche e vertigini ideali. La dimensione della materia si dirama nello spazio alternando realt\u00e0 trascendenti a lampi di luce abbagliante e infinita. L\u2019essenziale incontra l\u2019effimero, eros e thanatos dell\u2019immaginario, alla ricerca dell\u2019inedita forma, esiziale paradigma di un\u2019ancestrale solitudine, muta testimone di continue sperimentazioni, sinuosit\u00e0 tattili, simmetrie sussultorie. Perfezione ed essenzialit\u00e0, germinali sequenze, sottesi intrecci, fluttuano liberi nelle lontane rimembranze segniche per divenire essenze di transiti e rivelazioni di idee organico primigenie. Colore e Luce vibrano sensibilissimi sul substrato generando un armonico e affascinante equilibrio, quieto limite di arcane aspirazioni sensoriali, mitici destini, tensioni sacrali. Dopo l\u2019approdo, ecco l\u2019abbandono, ovvero il desiderio di nuova forma e di una plasticit\u00e0 che ci riporta al mito e al rito. La materia appare come una visione innocente tra una fenomenologia evocativa e una sintetica esperienza visiva. Oltre il rapporto spazio- tempo Stefania Sabatino medita sull\u2019irrevocabilit\u00e0 \u00a0della materia, ovvero sulle tracce armoniche delle forme che reggono l\u2019universo alla ricerca delle primordiali temporalit\u00e0 oggettive. Per la \u201crivoluzionaria\u201d Stefania Sabatino il tempo \u00e8 come ibernato, purificato, trasfigurato da un\u2019inedita linfa vitale. Il ritmo del continuo mutare del tempo genera cangianti armonie delle tonalit\u00e0 ma decreta un nuova visione creando, un modulo tra materia e forma . Tracce di arcane funzioni della materia pittorica trovano un nuovo tempo, un\u2019improvvisa neo oggettivit\u00e0. La realt\u00e0 pittorica in Stefania Sabatino \u00e8 rappresentata per frammenti, integrazioni, assetti compositivi, alla assidua ricerca della ancestrale espressione visiva dell\u2019esperienza collocata nell\u2019eterna trasfigurazione percettiva dell\u2019universo. L\u2019artista supera l\u2019aspetto sentimentale ed emotivo della composizione per donare a quest\u2019ultima un aspetto eroico, sospeso in una dimensione sovra sensoriale e infinita. Le tonalit\u00e0 di Stefania Sabatino, sempre omogenee e cangianti, vivono una realt\u00e0 irrevocabilmente illimitata, generando inedite corrispondenze tra interpretazione e rappresentazione, dinamicit\u00e0 e immobilit\u00e0. Acquisite sublimazioni emozionali attraversano velocemente lo spazio pittorico generando realt\u00e0 complesse scomposte e immediatamente ricomposte tramite variabili modularit\u00e0. Miti e accadimenti si susseguono ordinati all\u2019interno di un luogo perfettamente delimitato, sensibilissimo e mutabile. La giustapposta sovrapposizione delle tonalit\u00e0 abolisce le tenebre, l\u2019oscurit\u00e0 e la finitezza materica. La luce \u00e8 totale e totalizzante, supera le angosce del vivere e dell\u2019esistere, assume attraverso la materia l\u2019abbagliante essenza di un ininterrotto fregio classico continuo. Il rapporto tra materia e forma si dilata, evoca profondit\u00e0 lineari e sottesi segmenti in un ambiente volutamente differenziato e avulso da secolari e contemporanee contaminazioni. Racconti, variazioni, accordi tonali, inondazioni di luce accelerano moti rotanti e inquieti. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:57.29086%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/FB_IMG_1792575929462-683x1024.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000035864\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000035864\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/FB_IMG_1792575929462.jpg?fit=1365%2C2048&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1365,2048\" data-comments-opened=\"0\" 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Tutto \u00e8 come sospeso, bloccato, cristallizzato tra gesto e forma che appaiono come irrevocabilmente silenti. La verit\u00e0 \u00e8 nascosta, mimetizzata, giustificata da evocazioni allusive alla ricerca di un luogo, un\u2019oasi di pace, un destino. Un\u2019impalpabile sensazione di solitudine aleggia drammatica, avanza minacciosa e inestricabile tra gli animi e i desideri di libert\u00e0 e di vita. Oltre la tragica gravit\u00e0 dell\u2019esistenza, la forma sublima in un inconsapevole mito di effimera speranza, sottesa in un\u2019instabile atmosfera nell\u2019immensa, irrevocabile caducit\u00e0 della materia. Sintesi\u00a0 tra materia e forma creano miti che simboleggiano corrispondenze con l\u2019antico, la mitologia, e i quattro elementi della creazione. Stefania Sabatino \u00e8 alla continua ricerca della forma archetipica, ignoto e ineccepibile tassello della struttura universale, mito e unicum dell\u2019essere oltre l\u2019agire, riflesso concreto di un mondo che vive tra forma e materia. La scelta di Stefania Sabatino pone, in parallela antitesi, armonia e dilatazione, staticit\u00e0 e direzionalit\u00e0 d\u2019intenti alla ricerca di altre integrazioni temporali, altre irrevocabili ubiquit\u00e0. Essere di un luogo e non esserlo, viverlo, per osservarlo in lontananza, evidenzia tensione, sofferenza, inquietudine, accostamento e disgregazione della forma. La visione primordiale \u00a0voluta dall\u2019artista \u00a0si sfalda e fluisce quasi liquida sul substrato per poi ritornare, repentinamente concreta, nella comune volont\u00e0 di ridefinire una base integrata e congruente. La sua visione suffragata da reciproci incontri tra forma e materia e gesto pone in evidenza il drammatico confronto tra individuo e spazio, sperimentazione e sintesi, spiritualit\u00e0 e destino. Una lirica contemplazione dell\u2019universo \u00e8 sapientemente evidenziata dalle straordinarie trame cromatiche che aleggiano nello spazio come angeliche presenze esperite tra stati emozionali e dilatazioni di luce. Variabili astrali appaiono come cristalline scansioni luminose, ali percettive di iperbolici voli trasfigurati da una successione dinamica di meditate modulazioni. Iridescenti superfici determinano continue vibrazioni cinetiche provocate da un ipotetico sisma primordiale della materia cromatica, delimitata da una dogmatica linea di contorno, incline a trasmigrare, al di fuori di un collaudato perimetro. Nella pura estasi contemplativa Stefania Sabatino inserisce nelle sue opere forme semplici, cromaticamente omogenee, provenienti da una personale gamma di tonalit\u00e0, straripante espressione di un io profondo. Colore e Luce vibrano sensibilissimi sul substrato generando una costante e continua meditazione sullo spazio, le forme primordiali, le corrette proporzioni. La forza dei segni si amalgama idealmente alla magia suadente dei colori in una dimensione eterea e silente dove la materia trova nel moto degli astri, il ritmo segreto dei tempi. La rigorosa corrispondenza tra forma e colore esalta il sogno aereo delle suggestioni tonali dove il frammento \u00e8 piegato da un volere astrale, curvato nella dimensione spazio temporale. Iperboli sensitive defluiscono in liquide memorie, essenze rivelatrici di suadenti emanazioni dell\u2019anima tese a una assoluta trascendenza. Fluide cromie, di incomparabile finezza, plasmano il silenzio, disegnano nel vuoto un leggero movimento, diffondendo nell\u2019aere uno stato di ebbrezza, un anelito di libert\u00e0 che diviene incantata melodia animata da una forza invisibile, da una ritmicit\u00e0 concitata, sconvolta da un vento fortissimo, che soffia senza tregua sui destini del creato. Nascoste simbologie di verit\u00e0 sottese si espandono sul substrato intime dissolvenze, presagi compositivi, dissoluzioni percettive che impongono, con il loro divenire, un senso di sconcertante irrevocabilit\u00e0. Tracce connotative di un distacco sensoriale diventano incontrastate icone di germinali visioni simultanee, flash di intrecci multimediali, sensitivi messaggi subliminali. Vertigini dirompenti trovano la loro forza espressiva nell\u2019energia del gesto, ricostruendo un paradisiaco universo estetico tra interrelazioni di forma e onirici paradigmi tonali. Gesto e poesia si fanno forma vibratile che si diramano attraverso ideali stratificazioni dell\u2019interiorit\u00e0, carichi di accese tonalit\u00e0 dalle raffinate tridimensionalit\u00e0 tattili. Lontani orizzonti dell\u2019anima, sentieri della memoria, vie inesplorate ai confini di un universo indefinito, aleggiano sopra ipotetici, assolati deserti inseguendo il silenzio, appena velato da una tenue e opaca luce. Forme irregolari ricostruiscono lontani accadimenti, fili imperscrutabili di lontane esistenze, ponti virtuali tra memoria e realt\u00e0 sintetica sottese tra enigmatiche emozioni e indefinite atmosfere. Un\u2019inquieta idealit\u00e0 s\u2019insinua tra le effimere e mutevoli sovrapposizioni sequenziali evocando arcane metamorfosi oltre un onirico limite, dove folgoranti e intense cromie accendono trasognate trascendenze. Le opere di Stefania Sabatino si diramano nello spazio e nel tempo e sa raccontare con discreta e sapiente essenzialit\u00e0,\u00a0 il mito e il rito sono alla base delle sue opere. Le opere di Stefania Sabatino suscitano numerosi interrogativi sulle pulsioni che la materia dona alla forma. Richiamandosi a un gioco di riflessi, ai confini tra surrealt\u00e0 e sogno, generato dall\u2019animo che va oltre la realt\u00e0 che \u00e8 evocato da tangibili memorie. La luce di un tempo irreale, fluttua in una dimensione parallela, vaga come un viandante verso le origini del cosmo, divenendo icona rivelatrice di un cammino ormai tracciato. Le composizioni veleggiano tra un idealizzato confine terreno e un evocato orizzonte celeste, sotteso tra indefinite voci e irraggiungibili echi. Un\u2019impalpabile gravit\u00e0 sensoriale accende le gradazioni tonali risaltando l\u2019effetto luce di attraenti vibrazioni, sublimate in un seducente fluido multicolore. Come luoghi trasfigurati dall\u2019immaginazione, oltre una realt\u00e0 oggettiva, specialmente in queste opere di Stefania Sabatino la quale ci invita ad una silente contemplazione che sono lontano dagli accadimenti della quotidianit\u00e0, lo spazio diviene armonia e struttura sensibile. L\u2019elegante sequenza tonale appare come un affascinante viaggio nei simboli arcaici testimoni di astratte meditazioni sulla materia e sulla forma dalle quali si eleva una indefinita atmosfera dalle futuribili, affascinanti valenze espressive. La raffinata intimit\u00e0 tonale diviene sensibile sollecitazione di idealit\u00e0, fugace e fuggevole presenza, immediatamente dissolta da turbinii incontrollati oltre la sfera dell\u2019immaterialit\u00e0. La sintetica ricerca di assoluto, unita a un\u2019inedita e personale sensibilit\u00e0, delinea impercettibili tracce che sublimano a un\u2019aurorale, sincretica nuova vita. Un fluido, pulsante e impetuoso, scorre sotterraneo nei meandri percettivi dell\u2019artista alimentando un luogo incantato, evocato come fenomeno di luce e colore, verit\u00e0 e vita oltre la vita. L\u2019invisibile sentire di una realt\u00e0, al di l\u00e0 dalla mimesi, diviene esercizio spirituale, aspetto emozionale della pittura destinato ad esplorare il mondo, alla ricerca del progetto ideale. Inedite incandescenze cromatiche accentuano la convulsa aggregazione delle tonalit\u00e0 dando origine ad una magmatica cascata di energia dalle sublimi valenze espressive. Intuizioni premonitrici mutano le forme occupando spazi paralleli non pi\u00f9 definiti da una realt\u00e0 precostituita da luoghi senza memoria. Una fine spiritualit\u00e0 veleggia sul substrato, divenendo entit\u00e0 rivelatrici d\u2019inesplorati rimandi, irrefrenabili tensioni verso l\u2019assoluto, vibrazioni cosmiche tra terra e cielo, tracce indissolubili tra espressione ed evento, tra destino e avventura, tra poesia interiore e silenzio. Come cangianti vittorie alate, le forme di Stefania Sabatino fluttuano sottese nello spazio, si svelano velocissime oltre la porta delle stelle, tra riverberi avvolgenti e ritmiche sospensioni di un tempo indefinito ai confini percettibili dell\u2019essere. La presenza congiunta di tele e installazioni, arricchisce l\u2019esperienza visiva, il display allestitivo si fonde con lo spazio architettonico, e crea un secondo dialogo tra la rigenerazione di Fuksas, i reperti di Tusculum &#8211; del vulcano laziale &#8211; e l&#8217;immaginario vesuviano e pompeiano. Una prestigiosa sinergia territoriale sostenuta dai patrocini della Citt\u00e0 Metropolitana di Napoli e del PARCO NAZIONALE del VESUVIO &#8211; Riserva Nazionale di Biosfera del MAB\u2008UNESCO &#8211; riconoscimento internazionale per la conservazione della biodiversit\u00e0 e lo sviluppo economico sostenibile. Il Volume \u201cLA TRAMA del\u2008TEMPO\u201d cristallizza le fasi salienti della ricerca artistica della Sabatino dal 2021 al 2026, dalle mostre pi\u00f9 recenti tra cui \u201cConsistenze\u201d della II Biennale di Cosenza, \u201cEstesia\u201d al Palazzo Mediceo di Ottaviano, \u201cPAESAGGI POSSIBILI L\u2019evoluzione del paesaggio vesuviano &#8211; DONNE IN CAMMINO\u201d all\u2019ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI di Napoli, l\u2019acquisizione di \u201cResilienza\u201d della Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri \u201cSalvo D\u2019Acquisto\u201d di Velletri (Roma), alle esposizioni nel Lazio \u201cIL SOGNO DEL LATTE\u201d Galleria Romberg di Latina, e a Frascati: Villa Merg\u00e8 \u201cCLASSICO CONTEMPORANEO\u201dcon IRVIT. La monografia affabula sul connubio tra arte contemporanea, scenari archeologici e territori culturali. Contiene i testi critici di Gaetano Romano, Daniela Zannetti, Stefano Taccone, \u00a0Alfredo Moraci inoltre di Gabriella Taddeo, Rosanna De Cicco, Carlo Avvisati, Stefania Trotta, Massimo Sgroi. Un aforisma di Franco Falasca, storico membro fondatore nel 1973 dell&#8217;Ufficio per l&#8217;Immaginazione Preventiva, e altri estratti critici e curatoriali che accompagnano il lavoro dell\u2019artista e le sue partecipazioni a collettive, bipersonali e personali. La Pubblicazione concorre alla diffusione promozionale del sito museale ed archeologico tuscolano in un circuito relazionale e culturale del territorio laziale e campano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini Frascati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stefania Sabatino&nbsp; LA TRAMA DEL TEMPO vulnera acus | signa fili &#8211; Ricucire il Tempo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foto della mostra Crediti Ph. Jacopo Naddeo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Si \u00e8 conclusa il 25 Ottobre\u00a0 al Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini Frascati la mostra personale di Stefania Sabatino \u2018LA TRAMA DEL TEMPO vulnera acus | signa fili &#8211; Ricucire il Tempo\u2019\u00a0 a cura di Daniela Zannetti. \u00a0L\u2019esposizione \u00e8 stata promossa dal Comune di Frascati e Musa, Museo Tuscolano archeologico Scuderie Aldobrandini Frascati. 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