{"id":1000035736,"date":"2026-10-19T10:10:15","date_gmt":"2026-10-19T13:10:15","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035736"},"modified":"2026-10-19T10:10:16","modified_gmt":"2026-10-19T13:10:16","slug":"zelensky-minaccia-leuropa-se-cadiamo-arrivano-20-milioni-di-profughi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035736","title":{"rendered":"Zelensky minaccia l\u2019Europa: \u201cSe cadiamo, arrivano 20 milioni di profughi\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venti milioni di ucraini pronti a riversarsi in Europa in caso di sconfitta militare. Una nuova emergenza migratoria dalle proporzioni gigantesche, destinata a mettere in ginocchio il Vecchio Continente. Volodymyr Zelensky arriva a Bruxelles e mette in guardia gli alleati sulle conseguenze di un eventuale successo della Russia. Il messaggio del presidente ucraino \u00e8 chiarissimo: la guerra non riguarda soltanto Kiev, ma il futuro dell\u2019intera Europa. E per scongiurare lo scenario peggiore servono nuovi aiuti economici e militari. Tanti soldi, per la precisione altri 70 miliardi di euro per affrontare il 2027, oltre a munizioni e sistemi di difesa antiaerea. Una richiesta che arriva mentre i rapporti con Donald Trump si fanno sempre pi\u00f9 complicati e Washington sembra guardare a Mosca con crescente disponibilit\u00e0. Accolto dagli applausi dei leader europei all\u2019Europa Building, Zelensky non nasconde la soddisfazione per la vicinanza dimostrata da Bruxelles. \u201cQui ci sono i veri leader\u201d, scandisce, incassando il sostegno delle istituzioni comunitarie. Ma i ringraziamenti lasciano rapidamente spazio agli avvertimenti. Il presidente ucraino descrive una situazione militare tutt\u2019altro che semplice e prospetta conseguenze drammatiche qualora il sostegno occidentale dovesse venire meno. \u201cSe cadiamo, 20 milioni di ucraini verranno in Europa\u201d, \u00e8 il monito rivolto ai Ventisette. Una previsione che resta tutta da verificare, ma che nelle intenzioni di Kiev serve a ricordare quanto una sconfitta ucraina potrebbe pesare anche sugli equilibri politici, sociali ed economici degli Stati membri. Non \u00e8 soltanto una questione di profughi. Zelensky insiste soprattutto sulle ambizioni di Vladimir Putin, convinto che il presidente russo non abbia alcuna intenzione di accontentarsi dei territori gi\u00e0 conquistati. \u201cNon si fermerebbe al Donbass: vuole ammazzarci\u201d, denuncia il leader ucraino, respingendo l\u2019ipotesi che una soluzione negoziata possa passare attraverso la semplice accettazione delle richieste territoriali di Mosca. Secondo Kiev, il Cremlino non cerca una tregua autentica e tantomeno una pace duratura. La posta in gioco sarebbe la stessa sopravvivenza dell\u2019Ucraina come Stato indipendente. \u201cL\u2019alternativa \u00e8 l\u2019annientamento\u201d, avverte Zelensky, ribadendo la necessit\u00e0 di continuare a sostenere la resistenza contro l\u2019invasione russa. Parole che arrivano a poche ore dall\u2019ennesimo affondo di Trump contro il presidente ucraino. Il capo della Casa Bianca torna a mostrare tutta la propria insofferenza nei confronti di Zelensky, arrivando a sostenere che il dialogo con lui sarebbe persino pi\u00f9 complicato di quello con Putin. \u201cZelensky non \u00e8 una persona facile con cui avere a che fare. Non sono un suo grande fan. Penso che sia pi\u00f9 difficile avere a che fare con lui che con Vladimir Putin\u201d, afferma il tycoon, alimentando ulteriormente le tensioni tra Washington e Kiev. Trump insiste poi sulle difficolt\u00e0 di trovare un\u2019intesa tra i due contendenti, attribuendo un peso decisivo all\u2019ostilit\u00e0 personale tra i presidenti. \u201cPutin odia Zelensky e Zelensky odia Putin. Quando c\u2019\u00e8 questo tipo di odio \u00e8 difficile risolvere le cose\u201d, osserva, prima di tornare a sostenere che il conflitto non sarebbe mai scoppiato senza quelle che continua a definire le irregolarit\u00e0 delle elezioni presidenziali americane del 2020. Una lettura che evita di soffermarsi sulle responsabilit\u00e0 dell\u2019invasione russa e che conferma quanto le posizioni della Casa Bianca siano distanti da quelle del governo ucraino. Ma a far discutere sono anche le critiche rivolte agli attacchi di Kiev contro le infrastrutture energetiche russe. Trump non apprezza i bombardamenti sulle raffinerie, ritenendoli responsabili di ulteriori tensioni sui mercati internazionali. \u201cSe mi dite che Zelensky sta di nuovo sparando alle raffinerie, tutto ci\u00f2 che sta facendo \u00e8 far aumentare il prezzo mondiale del petrolio. \u00c8 una vergogna\u201d, attacca. Una posizione che rischia di complicare ulteriormente la strategia ucraina, fondata anche sulla necessit\u00e0 di indebolire le capacit\u00e0 economiche e logistiche della macchina bellica del Cremlino. A rendere il quadro ancora pi\u00f9 delicato c\u2019\u00e8 l\u2019accordo sul diesel tra Washington e Mosca, giudicato \u201cstrano\u201d dallo stesso Zelensky. Il presidente ucraino evita comunque lo scontro frontale con Trump, consapevole dell\u2019importanza che gli Stati Uniti continuano a rivestire per la sicurezza del suo Paese. \u201cRiusciamo sempre a trovare argomenti di discussione e a prendere decisioni\u201d, assicura, provando a mantenere aperto il canale diplomatico. Ma il nervosismo emerge quando gli viene chiesto se il presidente americano lo abbia utilizzato come capro espiatorio per raggiungere l\u2019intesa con Putin. Zelensky si limita a un sorriso imbarazzato, accompagnato da poche parole: \u201cQuesta \u00e8 la mia risposta\u201d. Con Washington sempre meno prevedibile, Bruxelles diventa dunque un interlocutore ancora pi\u00f9 importante. E le richieste presentate dal leader ucraino sono particolarmente impegnative. Per continuare a resistere nel 2027, Kiev sostiene di aver bisogno di altri 70 miliardi di euro. Una cifra considerevole, destinata a riaprire il confronto tra gli Stati membri sulle modalit\u00e0 di finanziamento dell\u2019Ucraina e sulla sostenibilit\u00e0 di un sostegno economico che si prolunga ormai da anni. Zelensky, da parte sua, sottolinea di aver ricevuto dalle istituzioni europee soltanto solidariet\u00e0 e nessuna critica, mentre prosegue anche il ragionamento sull\u2019eventuale individuazione di un mediatore europeo da coinvolgere in futuri negoziati. Sul piano militare, invece, l\u2019emergenza riguarda soprattutto la difesa dei cieli. Le scorte ucraine di intercettori per i sistemi Patriot sono ormai esaurite, secondo il quadro descritto da Kiev, mentre la minaccia dei bombardamenti russi continua a incombere sulle citt\u00e0 e sulle infrastrutture energetiche. L\u2019arrivo dell\u2019inverno rende la situazione ancora pi\u00f9 delicata, considerando le conseguenze che nuovi attacchi potrebbero provocare sulla rete elettrica e sui servizi essenziali. \u201cIn Europa sono disponibili abbastanza intercettori PAC-2 e PAC-3 per consentire all\u2019Ucraina di superare l\u2019inverno\u201d, sostiene Zelensky, sollecitando gli alleati a trasformare la solidariet\u00e0 politica in forniture concrete. Le rassicurazioni non mancano. Ursula von der Leyen e Antonio Costa ribadiscono la volont\u00e0 delle istituzioni comunitarie di trovare una soluzione alle esigenze finanziarie ucraine, confermando l\u2019impegno a sostenere Kiev anche nel prossimo anno. Resta per\u00f2 da sciogliere il nodo delle risorse, in una fase in cui i governi europei devono fare i conti con le rispettive esigenze di bilancio e con le difficolt\u00e0 di mantenere una posizione comune su tutti gli aspetti del conflitto. A schierarsi con particolare decisione dalla parte dell\u2019Ucraina sono Friedrich Merz ed Emmanuel Macron. Il cancelliere tedesco prende apertamente le distanze dalle critiche di Trump agli attacchi contro il territorio russo, definendo \u201cgiusto, comprensibile e condivisibile\u201d che Kiev colpisca obiettivi legati alle comunicazioni e all\u2019approvvigionamento energetico del Paese aggressore. Una presa di posizione che evidenzia le differenze di approccio tra Berlino e Washington. Il presidente francese, invece, punta sul rafforzamento delle capacit\u00e0 difensive ucraine, assicurando che Parigi sta lavorando per mettere a disposizione immagini satellitari e sistemi di allerta precoce. Strumenti considerati indispensabili per individuare tempestivamente le minacce e proteggere la popolazione civile. Il vertice di Bruxelles fotografa cos\u00ec una situazione sempre pi\u00f9 complessa. Da una parte un\u2019Ucraina che rivendica il diritto di difendersi e chiede nuove risorse per evitare il collasso militare. Dall\u2019altra un\u2019Europa chiamata ad assumersi responsabilit\u00e0 crescenti, mentre gli Stati Uniti di Trump continuano a mandare segnali contraddittori sul futuro del sostegno a Kiev e sui rapporti con Putin. Zelensky torna a casa con nuove rassicurazioni politiche, ma anche con la consapevolezza che gli applausi da soli non bastano a fermare i missili russi. Servono finanziamenti, intercettori e una strategia condivisa per affrontare i prossimi mesi. E soprattutto serve capire fino a che punto l\u2019Europa sia disposta a sostituirsi a Washington qualora il sostegno americano dovesse ridursi ulteriormente. Il conto presentato da Kiev \u00e8 salato. Ma Zelensky avverte che quello di una sconfitta ucraina potrebbe esserlo molto di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venti milioni di ucraini pronti a riversarsi in Europa in caso di sconfitta militare. Una nuova emergenza migratoria dalle proporzioni gigantesche, destinata a mettere in ginocchio il Vecchio Continente. Volodymyr Zelensky arriva a Bruxelles e mette in guardia gli alleati sulle conseguenze di un eventuale successo della Russia. 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