{"id":1000035687,"date":"2026-10-16T16:13:20","date_gmt":"2026-10-16T19:13:20","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035687"},"modified":"2026-10-16T16:13:45","modified_gmt":"2026-10-16T19:13:45","slug":"che-bello-il-premierato-se-lo-fa-sanchez","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035687","title":{"rendered":"Che bello il premierato, se lo fa Sanchez"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un esperimento molto semplice per misurare la coerenza di una certa sinistra: rispetto ad una proposta o ad una data vicenda, basta sostituire il nome del protagonista e osservare come cambia il giudizio. Se il nome \u00e8 quello giusto, quello buono per definizione, le idee che fino al giorno prima avrebbero dovuto mettere a rischio la democrazia e venivano descritte come pericolose diventano improvvisamente ragionevoli scelte istituzionali celebrate come manifestazioni di responsabilit\u00e0. Il riferimento \u00e8 sempre lo stesso: Pedro S\u00e1nchez, il premier socialista spagnolo che i \u201cprogressisti\u201d europei continuano a considerare come un modello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In piena estate l\u2019hombre vertical dell\u2019internazionale socialista, nel caos di Ceuta dovuto all\u2019orda di 50.000 immigrati entrati clandestinamente nell\u2019enclave spagnola in Nord Africa, aveva offerto un primo utile test per affrontare questa contraddizione. Nel marasma generale, nella situazione di crisi estrema (in un primo momento aveva rifiutato di dichiarare l\u2019emergenza nazionale referenziando una competenza della Protezione Civile) e metabolizzata l\u2019ondata d\u2019odio che la cittadinanza gli stava riservando, Sanchez aveva impacchettato 2\/3 degli invasori rispedendoli indietro al mittente. 40.000 clandestini rimpatriati in Marocco per direttissima. Pugno duro degno del miglior sovranista: il guru della sinistra immigrazionista si era riscoperto patriota e aveva iniziato persino a parlare di attacco all\u2019integrit\u00e0 territoriale. E in quell\u2019occasione erano arrivati, ilarit\u00e0 nostra, i rossi incensi italiani che lodavano il pragmatismo di chi aveva riportato nel loro Paese, con la forza, 50mila disperati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto politico \u00e8 evidente: quando il centrodestra italiano invoca il controllo delle frontiere, i rimpatri e una gestione pi\u00f9 rigorosa dei flussi, la sinistra tende a descrivere queste politiche come manifestazioni di disumanit\u00e0 e ostilit\u00e0 verso gli stranieri. Quando, invece, misure analoghe vengono adottate da un governo socialista, il linguaggio cambia: la necessit\u00e0 amministrativa prende il posto della condanna morale e il pragmatismo sostituisce l\u2019indignazione. Fu quella l\u2019occasione in cui ci rendemmo conto che il fascistissimo allontanamento coatto e sistemico di clandestini dal territorio nazionale, se eseguito da un governo di sinistra \u00e8 considerato una virt\u00f9 istituzionale, legittima difesa della sacralit\u00e0 territoriale; ne scrivemmo su questo giornale sottolineando il cortocircuito \u00abSinistra impazzita: che bella la remigrazione, se la fa Sanchez\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima la remigrazione, adesso il premierato: lo stesso meccanismo, oggi, si ripresenta anche sul terreno della forma di governo. Le ricordate le espressioni sui volti dei soloni della democrazia italiana che a sinistra si son strappati i capelli e hanno urlato all\u2019autocrazia, esprimendo con veemenza l\u2019intenzione di far barricate contro il legittimo tentativo di Giorgia Meloni di realizzare la riforma del Premierato? L\u2019obiezione pi\u00f9 ricorrente che ha animato quel dibattito ruotava attorno allo spettro di un presidente del Consiglio capace di intimidire il Parlamento, di utilizzare l\u2019istituto delle dimissioni come leva per ottenere dal Capo di Stato lo scioglimento anticipato delle Camere e indire nuove elezioni a suo piacimento, lo spauracchio assolutista dei pieni poteri e di un premier in grado di mettere a rischio la democrazia. Fu puro teatro assistere a quelle prese di posizione allarmiste su un costrutto istituzionale teso a favorire la stabilit\u00e0 dell\u2019esecutivo e funzionale a proteggere il capo dell\u2019esecutivo e la maggioranza di governo dai ricatti del palazzo: la pioggia di bocciature, infatti, proveniva proprio dai professionisti dell\u2019instabilit\u00e0 governativa che per anni ci hanno abituato al concetto di \u201ccompromesso\u201d elevato a rango costituzionale per la formazione di esecutivi deboli e figli delle alleanze di comodo pi\u00f9 assurde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, il miracolo sulla via di Madrid. Arriva S\u00e1nchez. E\u2019 un attimo e, dai campioni del relativismo che cambiano parere non in funzione del contenuto ma in base all\u2019appartenenza dell\u2019attore, arrivano copiosi gli elogi per l\u2019annuncio dell\u2019idolo socialista che in Spagna \u2013 nonostante i diversi mesi di legislatura mancanti prima della scadenza naturale del mandato \u2013 si dimette e convoca elezioni anticipate per il 29 novembre con l\u2019unica finalit\u00e0 di sfruttare politicamente l\u2019onda di proteste dilaganti a causa della crisi abitativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dinamica che ricalca specularmente quelle paure infondate da deriva autoritaria da premierato meloniano: sciogliere le camere a proprio piacimento convocando le elezioni in un momento propizio per ottenere una maggioranza pi\u00f9 ampia (i partiti di destra, in Spagna, sono considerati i responsabili della bocciatura dei decreti affitto varati dal governo Sanchez sui quali il premier \u00e8 andato sotto in Parlamento).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ha gi\u00e0 ben osservato Giuseppe De Lorenzo su Xcalibur Italia, rimane la domanda politica: se il ricorso alle urne pu\u00f2 essere uno strumento legittimo (e da sinistra considerato addirittura nobile) per superare una situazione di difficolt\u00e0 parlamentare, perch\u00e9 la prospettiva di disciplinare diversamente il rapporto tra il presidente del Consiglio e lo scioglimento delle Camere in Italia dovrebbe essere trattata, di per s\u00e9, come una minaccia autoritaria? E il premierato all\u2019italiana, ad essere precisi, non dovrebbe neanche recare cos\u00ec tanto clamore: S\u00e1nchez opera nell\u2019ambito di un ordinamento parlamentare che gi\u00e0 riconosce al capo del Governo una facolt\u00e0 di proposta dello scioglimento (art.115 della Costituzione); la riforma italiana mira invece ad introdurre un principio di stabilit\u00e0 governativa che garantisca la continuit\u00e0 della legislatura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cortocircuito \u00e8 evidente: il principio non viene valutato in s\u00e9, ma in relazione alla convenienza di chi lo invoca. Siamo nel campo della fede (o del tifo), S\u00e1nchez \u00e8 S\u00e1nchez e Meloni \u00e8 Meloni. Il primo \u00e8 buono e ha nobili intenzioni, la seconda \u00e8 cattiva e chiss\u00e0 che ha in mente. Questo \u00e8 il copione. Se la riforma \u00e8 proposta dalla destra, rilevano i rischi potenziali e si mette in guardia l\u2019opinione pubblica dalle conseguenze che potrebbero derivarne; se \u00e8 un esponente della sinistra europea a compiere una scelta che solleva interrogativi analoghi (direi, speculari) sul rapporto tra esecutivo e Parlamento, la narrazione di sinistra enfatizza la \u201cresponsabilit\u00e0 istituzionale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma che roba \u00e8? Non si pu\u00f2 invocare la centralit\u00e0 del Parlamento soltanto quando serve a contrastare una riforma della destra, per poi celebrare la decisione di scioglierlo quando a prenderla \u00e8 un socialista. \u00c8 il meccanismo tipico della dissonanza cognitiva di una democrazia a intermittenza: le convinzioni di appartenenza condizionano l\u2019interpretazione dei fatti e producono giudizi diversi \u2013 per meglio dire, opposti \u2013 su comportamenti comparabili; \u00e8 la sinistra a due velocit\u00e0 con il vizio di giudicare le idee in base a chi le realizza. Il mantra della perdita di credibilit\u00e0 in politica: il voltagabbanismo ideologico a convenienza, il relativismo opportunista per cui \u2013 in automatico \u2013 la misura \u00e8 bollata come sbagliata a priori se la propone la destra e diventa giustificabile se la adotta la sinistra. Che bello il premierato, se lo fa S\u00e1nchez!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesco Catera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un esperimento molto semplice per misurare la coerenza di una certa sinistra: rispetto ad una proposta o ad una data vicenda, basta sostituire il nome del protagonista e osservare come cambia il giudizio. 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