{"id":1000035498,"date":"2026-10-11T19:25:30","date_gmt":"2026-10-11T22:25:30","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035498"},"modified":"2026-10-11T19:25:31","modified_gmt":"2026-10-11T22:25:31","slug":"il-campo-largo-e-una-barzelletta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035498","title":{"rendered":"Il campo largo \u00e8 una barzelletta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il campo largo continua a dare spettacolo. Tra veti incrociati, ambizioni personali, frecciate e regolamenti di conti, il centrosinistra riesce nell\u2019impresa di litigare anche quando prova a mostrarsi unito. L\u2019ultima puntata \u00e8 andata in scena ieri, con Elly Schlein e Giuseppe Conte protagonisti dell\u2019ennesimo braccio di ferro sulla leadership, Chiara Appendino impegnata a tenere Matteo Renzi fuori dalla coalizione e lo stesso leader di Italia Viva che, \u201cforte\u201d di un consenso attorno al 2 per cento, dispensa lezioni agli alleati. Il tutto mentre qualcuno assicura che per scrivere un programma di governo basteranno appena due settimane. Pi\u00f9 che un\u2019alleanza pronta a governare, sembra una coalizione che deve ancora decidere con chi sedersi allo stesso tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo da Schlein. Intervenuta alla Festa dell\u2019Ottimismo del Foglio, a Firenze, la segretaria dem ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: \u201cDa quando sono qua io come segretaria del Pd hanno sempre provato a commissariarmi, a federarmi o farmi fuori eppure siamo ancora qui\u201c. Un messaggio indirizzato a chi, dentro e fuori il partito, continua a immaginare un candidato premier diverso da lei. La leader del Nazareno non intende arretrare e ribadisce le due possibilit\u00e0: il candidato lo esprime il partito pi\u00f9 votato oppure si ricorre alle primarie. Nessuna disponibilit\u00e0, dunque, a farsi da parte per favorire una figura terza, magari pi\u00f9 moderata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il concetto \u00e8 stato ribadito poche ore dopo alla festa del Manifesto, dove Schlein ha ritrovato Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Riccardo Magi. Foto di gruppo, abbracci e sorrisi, ma le distanze politiche restano. \u201cNon siamo arrivati fino qui per farci raccontare dai soliti che si vince al centro e forse sarebbe meglio un qualche leader qua non presente pi\u00f9 rassicurante per certi interessi o disponibile alle larghe intese. Io dico: mai pi\u00f9 larghe intese. In questi vent\u2019anni ci hanno fatto perdere sempre cos\u00ec, quindi \u00e8 ora di cambiare\u201d, ha scandito la segretaria del Pd. Altro che passo indietro. Schlein vuole guidare la coalizione e non ha alcuna intenzione di lasciare il posto a un altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Peccato che Conte continui a pensarla diversamente. L\u2019ex presidente del Consiglio ha ricordato di aver proposto un passo indietro di entrambi per individuare una figura condivisa, incassando il rifiuto della segretaria. Da qui l\u2019insistenza sulle primarie, considerate ormai inevitabili. \u201cNon si pu\u00f2 fare una scelta aprioristica\u201d, la posizione del leader pentastellato, che pure cerca di rassicurare gli alleati: \u201cIo ho fatto il presidente del consiglio due volte, la terza volta non mi aggiunge nulla\u201d. Insomma, sostiene di non essere interessato alla poltrona, ma continua a contestare il meccanismo che potrebbe consegnarla automaticamente a Schlein.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se sulla leadership si fatica a trovare un\u2019intesa, sulla politica estera le distanze sono persino pi\u00f9 evidenti. Il Pd conferma il sostegno militare all\u2019Ucraina, mentre Conte, Bonelli e Fratoianni restano contrari all\u2019invio di armi. Il presidente del M5s \u00e8 arrivato a sostenere che \u201cIn Ucraina quasi tutti parlano in russo e ci sono popolazioni russofile\u201d, provocando la reazione dei riformisti dem. Filippo Sensi ha parlato di \u201cmenzogne inaccettabili\u201d, mentre Lia Quartapelle ha bollato come \u201cvili\u201d le parole dell\u2019ex premier. Un\u2019altra dimostrazione della solidit\u00e0 dell\u2019alleanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come se non bastasse, c\u2019\u00e8 il capitolo Renzi. A riaprire le ostilit\u00e0 \u00e8 stata Chiara Appendino, che dal palco del Foglio ha ribadito il veto pentastellato sull\u2019ingresso del leader di Italia Viva nella coalizione. \u201cRenzi ha lanciato il contratto alla tedesca ma noi l\u2019abbiamo gi\u00e0 fatto durante il Conte II e il governo \u00e8 crollato. Ha dimostrato di non essere affidabile\u201d, ha attaccato l\u2019ex sindaca di Torino. Poi la considerazione elettorale: \u201cNel campo progressista c\u2019\u00e8 un tema Renzi: il punto non \u00e8 solo quanti voti ci porta, ma quanti ce ne toglie. Per questo penso che porre un veto in questo caso sia un atto di coraggio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La replica dell\u2019ex premier non si \u00e8 fatta attendere. \u201cA parte che quando mi vede mi dice tutto il contrario\u201d, ha punzecchiato Renzi, passando poi al contrattacco sulle condanne definitive e sui \u201cfinti moralisti\u201d. Ma il leader di Italia Viva, che nei sondaggi viaggia attorno al 2 per cento, non rinuncia certo a impartire indicazioni al resto della coalizione. Dalle regole delle primarie ai tempi per celebrarle, fino alla scelta del candidato, l\u2019ex rottamatore ha una ricetta praticamente per tutto. E tra Schlein e Conte non ha dubbi: \u201cE in quel caso voto con due mani Schlein\u201d. Quanto al collante dell\u2019alleanza, lo stesso Renzi ha ammesso che a tenere insieme partiti tanto diversi \u00e8 soprattutto l\u2019obiettivo di battere Giorgia Meloni. Non esattamente una visione comune del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il passaggio pi\u00f9 surreale della giornata riguarda il programma. Mentre gli alleati continuano a dividersi su leadership, Ucraina e composizione della coalizione, Conte assicura: \u201cFacendo un confronto serio in un paio di settimane si chiude il programma\u201d. Due settimane, appunto. Dopo mesi di polemiche e posizioni inconciliabili, il centrosinistra sostiene di poter mettere nero su bianco il progetto per governare l\u2019Italia nel giro di quattordici giorni. Schlein, pi\u00f9 prudentemente, parla della fine dell\u2019anno. Nel frattempo, tra le altre cose, resta da decidere perfino chi guider\u00e0 l\u2019alleanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fotografia conclusiva della festa del Manifesto restituisce cos\u00ec l\u2019immagine di un campo largo che prova a sorridere davanti agli obiettivi, mentre dietro le quinte continuano a volare gli schiaffi. Tutti d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di mandare a casa Meloni. Sul resto, invece, il confronto \u00e8 ancora apertissimo. E pensare che vorrebbero governare insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il campo largo continua a dare spettacolo. 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