{"id":1000035480,"date":"2026-10-11T19:13:07","date_gmt":"2026-10-11T22:13:07","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035480"},"modified":"2026-10-11T19:13:09","modified_gmt":"2026-10-11T22:13:09","slug":"ridurre-gli-ultraprocessati-migliora-anche-la-salute-mentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035480","title":{"rendered":"Ridurre gli ultraprocessati migliora anche la salute mentale?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una dieta pi\u00f9 sana e meno ricca di cibi ultraprocessati potrebbe alleviare i disturbi dell&#8217;umore? La domanda \u00e8 complicata, vista la portata della sfida, ma se ridurre gli alimenti iper lavorati, progettati apposta per spingerci a \u00abnon voler smettere mai\u00bb di consumarli, migliorasse la salute mentale, sarebbe un&#8217;ottima ragione in pi\u00f9 per provarci. Un piccolo studio preliminare dell&#8217;Universit\u00e0 della California a San Francisco ha confrontato i sintomi di persone affette da depressione prima e dopo un drastico cambiamento nella loro dieta, inizialmente ricca di ultraprocessati e poi sana. I risultati, pubblicati su JAMA Psychiatry, sono incoraggianti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un mese senza ultraprocessati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio ha coinvolto soltanto 20 partecipanti, ma ha esplorato la possibilit\u00e0 di allargare in futuro l&#8217;indagine a un campione pi\u00f9 ampio. I partecipanti, con un&#8217;et\u00e0 media di 44 anni, erano per il 70% donne, tutti con un indice di massa corporea elevato e con almeno un disturbo metabolico tra diabete, ipertensione o colesterolo alto. Tutti i soggetti soffrivano di depressione e 14 anche di ansia. Met\u00e0 del gruppo ha continuato a seguire la solita dieta, mentre l&#8217;altra met\u00e0 ha dovuto ridurre dell&#8217;85% la quantit\u00e0 di cibi ultraprocessati messi a tavola: sono spariti dalla spesa snack preconfezionati, bevande zuccherate, alimenti da fast food e cibi industriali ricchi di coloranti, emulsionanti, conservanti ed esaltatori di sapidit\u00e0, e i partecipanti hanno potuto fare la spesa da soli, scegliendo prodotti sani sotto la guida di un esperto. Dopo quattro settimane, i due gruppi si sono scambiati la dieta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un carico pi\u00f9 leggero: c&#8217;entra l&#8217;intestino?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riduzione degli ultraprocessati si \u00e8 portata dietro miglioramenti da moderati a importanti in tre parametri usati per valutare la depressione, e anche l&#8217;ansia, in chi ne soffriva, si \u00e8 in parte attenuata. I partecipanti sono troppo pochi per giungere a conclusioni pi\u00f9 nette, ma questi primi risultati hanno incoraggiato i ricercatori a progettare uno studio di fase 2, che sar\u00e0 condotto nel 2028. Un&#8217;ipotesi di lavoro \u00e8 che la possibile attenuazione dei disturbi dell&#8217;umore possa passare per una migliore salute dell&#8217;intestino. Una cattiva alimentazione pu\u00f2 alterare la barriera intestinale (l&#8217;insieme di cellule, di microrganismi, di enzimi, ormoni e vasi sanguigni che protegge l&#8217;intestino) e renderla permeabile. In questa condizione, le giunzioni tra le cellule della parete intestinale si allentano e piccoli frammenti o prodotti di batteri intestinali o di tossine possono passare dall&#8217;intestino alla circolazione sanguigna. Secondo gli autori, questo danno potrebbe generare, nel tempo, un&#8217;infiammazione cronica che potrebbe rendere pi\u00f9 vulnerabili alla depressione o contribuire ad essa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una dieta pi\u00f9 sana e meno ricca di cibi ultraprocessati potrebbe alleviare i disturbi dell&#8217;umore? La domanda \u00e8 complicata, vista la portata della sfida, ma se ridurre gli alimenti iper lavorati, progettati apposta per spingerci a \u00abnon voler smettere mai\u00bb di consumarli, migliorasse la salute mentale, sarebbe un&#8217;ottima ragione in pi\u00f9 per provarci. 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