{"id":1000035440,"date":"2026-10-08T21:49:44","date_gmt":"2026-10-09T00:49:44","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035440"},"modified":"2026-10-08T21:49:45","modified_gmt":"2026-10-09T00:49:45","slug":"tribunale-della-sharia-interviene-la-procura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035440","title":{"rendered":"Tribunale della Sharia, interviene la Procura"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda del tribunale islamico di Padova finisce sul tavolo della magistratura. La Procura guidata da Angelantonio Racanelli ha aperto un fascicolo sulla Camera arbitrale islamica italiana, l\u2019organismo privato che si propone di risolvere controversie civili e commerciali applicando i principi della Sharia. Il procedimento \u00e8 stato iscritto a modello 45, dunque senza indagati n\u00e9 ipotesi di reato, dopo l\u2019esposto presentato dall\u2019avvocato Francesco Minutillo, membro dell\u2019Assemblea nazionale di Futuro Nazionale. Un primo passo per fare chiarezza su un\u2019iniziativa che ha sollevato un\u2019ondata di polemiche politiche e che pone interrogativi tutt\u2019altro che secondari sul rapporto tra la legge italiana e quella islamica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il procuratore Racanelli ha assicurato che gli uffici giudiziari \u201csvolgeranno, come sempre, i compiti che la legge gli affida, svolgendo i doverosi accertamenti\u201d. Nessuna contestazione penale, almeno per il momento. Ma la questione \u00e8 ormai arrivata all\u2019attenzione della magistratura, chiamata a verificare se l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019organismo possa effettivamente svolgersi nel rispetto dell\u2019ordinamento italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A far discutere \u00e8 soprattutto il regolamento della Camera, costituita lo scorso 3 marzo in via Armistizio 13 a Padova dall\u2019avvocato Omar Vanin, docente a contratto all\u2019Universit\u00e0 di Padova. Sul sito internet l\u2019organismo si presenta con uno slogan che lascia poco spazio alle interpretazioni: \u201cLa vostra via alla Giustizia Islamica in Italia\u201d. E nei documenti ufficiali compare persino la denominazione di \u201cTribunale Sciaraitico\u201d. Non esattamente una scelta rassicurante per chi teme la nascita di circuiti di giustizia paralleli a quelli dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto pi\u00f9 controverso riguarda proprio la gerarchia delle norme. Il regolamento stabilisce che, quando gli arbitri decidono secondo diritto, debbano applicare i precetti della Sharia, mentre \u201cper le situazioni e le questioni non regolate dalla Shari\u2019a, si applica il diritto italiano\u201d. In sostanza, nella formulazione adottata dall\u2019organismo, la legge islamica diventa il primo riferimento e quella italiana interviene per le questioni lasciate scoperte. \u00c8 precisamente questo il passaggio sul quale Minutillo ha chiesto alla Procura di accendere i riflettori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente l\u2019arbitrato tra privati \u00e8 uno strumento previsto dal nostro ordinamento e non \u00e8 di per s\u00e9 illegittimo richiamare principi religiosi nella composizione di controversie. Ma un conto \u00e8 ricorrere volontariamente a una forma di arbitrato, un altro \u00e8 prospettare un sistema di risoluzione delle controversie che attribuisca un ruolo prioritario alla legge islamica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto la politica alza il tiro. Matteo Salvini ha accolto favorevolmente l\u2019apertura del fascicolo, annunciando nuove iniziative della Lega: \u201cBene cos\u00ec! La settimana prossima sar\u00f2 a Padova di persona. La Lega far\u00e0 tutto il possibile \u2013 denunce, segnalazioni, esposti, mobilitazioni \u2013 per fermare questa follia. In Italia esiste una sola legge, quella italiana\u201d. Sulla vicenda sono intervenuti anche esponenti di Fratelli d\u2019Italia, con richieste di chiarimenti e interrogazioni parlamentari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma a rendere ancora pi\u00f9 significativo il caso \u00e8 la presa di distanza arrivata dalle stesse comunit\u00e0 islamiche. L\u2019UCOII, l\u2019Unione delle Comunit\u00e0 Islamiche d\u2019Italia, ha infatti bocciato senza mezzi termini l\u2019iniziativa padovana, definendola autonoma e promossa da \u201csoggetti sconosciuti alle comunit\u00e0 islamiche italiane e privi di qualsiasi mandato da parte loro\u201d. Nessuna delle associazioni, delle moschee e dei centri islamici rappresentati dall\u2019organizzazione avrebbe promosso, sostenuto o riconosciuto la Camera arbitrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una sconfessione netta, accompagnata da un richiamo al rispetto delle istituzioni repubblicane. \u201cL\u2019UCOII ribadisce che in Italia la giustizia \u00e8 amministrata dai tribunali della Repubblica, nel rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato\u201d, si legge nella nota. L\u2019associazione ricorda inoltre che le questioni relative al matrimonio, alla famiglia e alla filiazione non possono essere affidate ad arbitri privati, invitando espressamente i fedeli a diffidare di servizi di questo genere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una posizione che rende ancora pi\u00f9 difficile liquidare le polemiche come una semplice battaglia politica contro l\u2019Islam. Perch\u00e9 a contestare l\u2019iniziativa non sono soltanto Lega e Fratelli d\u2019Italia, ma anche un\u2019organizzazione rappresentativa delle comunit\u00e0 musulmane. Ed \u00e8 proprio questo il nodo della vicenda: la libert\u00e0 religiosa \u00e8 garantita dalla Costituzione, ma non pu\u00f2 tradursi nella costruzione di ordinamenti alternativi a quello dello Stato. Spetter\u00e0 ora alla magistratura stabilire se la Camera padovana rispetti pienamente questi confini. Resta intanto una domanda: quale necessit\u00e0 c\u2019\u00e8 di chiamare in causa la Sharia per amministrare controversie in un Paese che dispone gi\u00e0 delle proprie leggi e dei propri strumenti di arbitrato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda del tribunale islamico di Padova finisce sul tavolo della magistratura. La Procura guidata da Angelantonio Racanelli ha aperto un fascicolo sulla Camera arbitrale islamica italiana, l\u2019organismo privato che si propone di risolvere controversie civili e commerciali applicando i principi della Sharia. 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