{"id":1000035316,"date":"2026-10-05T19:55:13","date_gmt":"2026-10-05T22:55:13","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035316"},"modified":"2026-10-05T19:55:14","modified_gmt":"2026-10-05T22:55:14","slug":"lacqua-che-non-verra-50-di-neve-entro-il-2070","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035316","title":{"rendered":"L\u2019acqua che non verr\u00e0: -50% di neve entro il 2070"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambiamento climatico priver\u00e0 tante stazioni sciistiche di neve. Ma l\u2019assenza di neve significher\u00e0 anche meno acqua a valle, e tanta. Da qui al 2070 la risorsa idrica nivale potrebbe diminuire in tutto il territorio nazionale con punte di circa il -50% e oltre a quote inferiori ai 2.000 metri. Non \u00e8 poco considerando che le zone tra 1.500 e i 2.000 metri forniscono la maggior parte della fusione nivale durante la primavera, quando inizia la stagione irrigua, cio\u00e8 quanto i campi hanno \u2018sete\u2019. Le diminuzioni pi\u00f9 marcate si avranno nelle aree appenniniche, a causa della maggiore vulnerabilit\u00e0 e delle quote pi\u00f9 basse rispetto alle Alpi. Sono alcuni dei primi risultati, presentati oggi al Festival dell\u2019Acqua di Utilitalia, di \u201cIt-Water-Calcolo ad alte prestazioni degli scenari futuri di siccit\u00e0 e risorse idriche in Italia\u201d, progetto coordinato da Fondazione Cima con ItaliaMeteo e Fadeout Software, finanziato nell\u2019ambito del Pnrr all\u2019interno dello Spoke 4 del National Centre for Hpc, Big Data and Quantum Computing. In Valle d\u2019Aosta, per esempio, gli scenari al 2070 mostrano un dimezzamento della risorsa idrica glaciale anche nello scenario che rispetta l\u2019Accordo di Parigi. I risultati sono simili, o pi\u00f9 marcati, in tutte le altre regioni glacializzate del Nord. E\u2019 un avviso per impostare azioni di mitigazione e adattamento, dato che gi\u00e0 le estati pi\u00f9 recenti (2022, 2026) hanno mostrato fusioni glaciali anche tre o quattro volte quelle di un anno medio, spiegano gli autori dello studio. La scarsit\u00e0 d\u2019acqua gi\u00e0 vista soprattutto al Nord nel 2022, 2023 e quest\u2019anno con i relativi effetti (risalita del cuneo salino, poca acqua per irrigare, restrizioni di uso per la popolazione e \u201ctensioni emergenti\u201d su come \u2018dividere\u2019 la risorsa tra uso umano, agricolo e industriale), rischia dunque d\u2019essere pi\u00f9 frequente e marcata \u201ccon la progressiva riduzione delle riserve glaciali e nivali\u201d. Ghiacci e neve \u201crappresentano il patrimonio non rinnovabile di acqua di cui disponiamo\u201d, \u00e8 l\u2019ammonimento che arriva dal Festival dell\u2019acqua alla luce del progetto di studio che ha messo insieme scenari climatici ad alta risoluzione, modelli fisici del ciclo dell\u2019acqua e capacit\u00e0 di calcolo ad alte prestazioni, per costruire una rappresentazione coerente dell\u2019evoluzione futura delle risorse idriche sul territorio nazionale. E avere cos\u00ec informazioni su ci\u00f2 che accade concretamente all\u2019acqua una volta che raggiunge il territorio. Ma anche per \u2018guardare\u2019 come cambieranno temperatura e precipitazioni, e quanta acqua verr\u00e0 immagazzinata sotto forma di neve, come varier\u00e0 la sua fusione, quale evoluzione potranno avere gli apparati glaciali, come cambieranno evapotraspirazione e umidit\u00e0 dei suoli e quanta acqua ci si potr\u00e0 aspettare nei principali corsi d\u2019acqua italiani. Le informazioni potranno essere lette a diverse scale, fino alle regioni e ai principali bacini idrografici, rendendo possibile rispondere a domande sul futuro della disponibilit\u00e0 e delle risorse idriche. \u201cIt-Water\u201d fornir\u00e0 anche mappe di evapotraspirazione (quanta acqua torna in atmosfera perch\u00e9 usata dalla vegetazione e dall\u2019evaporazione), di umidit\u00e0 dei suoli e di portata alle principali sezioni di chiusura di tutti i fiumi Italiani. Complessivamente: uno spaccato completo del ciclo dell\u2019acqua su tutto il territorio nazionale, a risoluzione di 200-500 metri. Nel corso del progetto sono stati coinvolti oltre 30 rappresentanti di Istituzioni, enti di ricerca, gestori e operatori pubblici e privati, facendo emergere tre necessit\u00e0 ricorrenti: dati e monitoraggio pi\u00f9 solidi, strumenti efficaci di supporto alle decisioni e approcci maggiormente integrati alla gestione dell\u2019acqua. \u201cLa sfida non \u00e8 soltanto sapere come cambier\u00e0 il clima, ma capire che cosa quel cambiamento significher\u00e0 per l\u2019acqua che avremo realmente a disposizione\u201d, sottolinea Luca Ferraris, presidente di Fondazione Cima. \u201cCon \u2018It-Water\u2019 portiamo gli scenari climatici futuri dentro il ciclo dell\u2019acqua provando ad unire i puntini e permettere a chi la gestisce di pianificare, adattarsi e prendere decisioni\u201d. Il lavoro ha richiesto anche una significativa capacit\u00e0 computazionale: le simulazioni dei modelli nivologici e idrologici sono state trasferite su infrastrutture High Performance Computing, consentendo di ricostruire in maniera continua e coerente le diverse componenti del ciclo idrologico italiano e di esplorarne l\u2019evoluzione futura. Tra gli output del progetto \u00e8 prevista la pubblicazione di un dataset sulle risorse idriche italiane riferito al periodo 1980-2070, insieme a un portfolio di indicatori di impatto costruito con gli stakeholder. l\u201duscita\u2019 del del dataset \u00e8 programmata per l\u2019inizio del 2027. Per chi gestisce l\u2019acqua, spiega Francesco Avanzi, project manager \u201cIt-Water\u201d, occorre sapere dove e quando avvengono i cambiamenti, e che cosa succede contemporaneamente alle diverse componenti del ciclo idrologico: il valore di \u201cIt-Water\u201d sta \u201cproprio nel costruire un quadro coerente che possa essere interrogato alla scala alla quale si prendono le decisioni\u201d. In un contesto in cui gli effetti dei cambiamenti climatici \u201cimpattano in maniera sempre pi\u00f9 importante sulla disponibilit\u00e0 della risorsa- spiega il direttore generale di Utilitalia, Annamaria Barrile- per i gestori del servizio idrico \u00e8 fondamentale contare su una base di dati ampia, approfondita e affidabile. In quest\u2019ottica, le previsioni a lungo termine costituiscono un elemento centrale per la pianificazione degli interventi e quindi per gli investimenti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mattia Cecchini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cambiamento climatico priver\u00e0 tante stazioni sciistiche di neve. Ma l\u2019assenza di neve significher\u00e0 anche meno acqua a valle, e tanta. Da qui al 2070 la risorsa idrica nivale potrebbe diminuire in tutto il territorio nazionale con punte di circa il -50% e oltre a quote inferiori ai 2.000 metri. 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