{"id":1000035295,"date":"2026-10-05T19:48:56","date_gmt":"2026-10-05T22:48:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035295"},"modified":"2026-10-05T19:48:57","modified_gmt":"2026-10-05T22:48:57","slug":"tagliare-gli-zuccheri-quando-prendi-gli-antibiotici-salva-lintestino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035295","title":{"rendered":"Tagliare gli zuccheri quando prendi gli antibiotici salva l&#8217;intestino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I problemi intestinali connessi alle terapie con antibiotici forse non sono inevitabili: ridurre la quantit\u00e0 di zuccheri assunti durante questi trattamenti potrebbe proteggere il microbioma intestinale. Lo spiegano, in una ricerca pubblicata su Nature, i ricercatori del City of Hope, un importante centro di ricerca privato statunitense: in un esperimento durato cinque anni su pazienti in cura per tumori del sangue, un&#8217;alimentazione con meno zuccheri ha protetto la diversit\u00e0 dei batteri dell&#8217;intestino, e contribuito alla buona riuscita dei trattamenti oncologici. Una buona diversit\u00e0 dei batteri dell&#8217;intestino supporta le difese immunitarie ed \u00e8 associata a migliori risultati clinici per i pazienti che affrontano cure contro il cancro. Nell&#8217;analisi su Nature, gli scienziati hanno seguito 173 pazienti in una fase molto delicata per il rischio di contrarre infezioni: un ricovero ospedaliero di alcune settimane per ricevere chemioterapia (e in alcuni casi anche radioterapia) intensiva per prepararsi a un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, un&#8217;infusione di cellule staminali che danno origine a tutte le cellule del sangue provenienti da donatori sani. I pazienti in procinto di ricevere questa terapia vengono preparati con chemio e radio per creare spazio per l&#8217;attecchimento delle cellule sane ed eliminare le cellule immunitarie che potrebbero provocare un rigetto. Per scongiurare il rischio di infezioni, ogni paziente ha dovuto sottoporsi a una terapia antibiotica, e l&#8217;80% ha assunto antibiotici ad ampio spettro, cio\u00e8 che prendono di mira diversi tipi di batteri.&nbsp; Ad ogni pasto portato in camera, i pazienti hanno trascritto quali alimenti avessero mangiato e in quale quantit\u00e0. Per ogni paziente, sono stati cos\u00ec raccolti dati fedeli, e non solo autoriferiti, su un numero di pasti compreso tra 8 e 128, per un periodo compreso tra i 12 giorni prima e i 49 giorni successivi al trapianto. Parallelamente sono stati compiuti esami su oltre 1000 campioni di feci per monitorare la composizione e i cambiamenti del microbioma. I ricercatori hanno poi usato modelli statistici per trovare le connessioni tra alimentazione e salute del microbioma. \u00abI pazienti che avevano consumato pi\u00f9 dolci durante l&#8217;assunzione di antibiotici avevano maggiori probabilit\u00e0 di subire una perdita di diversit\u00e0 del microbioma, poich\u00e9 microbi aggressivi soppiantavano altri ceppi batterici\u00bb spiega Marcel van den Brink, Presidente del City of Hope di Los Angeles. Tra gli organismi che prendevano il sopravvento c&#8217;era l&#8217;Enterococcus, un batterio che vive normalmente nell&#8217;intestino ma che, soprattutto in contesti ospedalieri, pu\u00f2 prendere il sopravvento colonizzando distretti diversi dall&#8217;intestino e scatenando infezioni gravi. Nelle persone che stanno affrontando un trapianto di staminali ematopoietiche, pu\u00f2 comportare un rischio aumentato di infezioni del sangue, di malattia del trapianto contro l&#8217;ospite (una reazione immunitaria delle cellule del donatore nei confronti dei tessuti del ricevente) e di altre complicanze molto gravi.&nbsp; In generale, la combinazione di cibi molto zuccherati e antibiotici ad ampio spettro ha portato a un calo del 24% di diversit\u00e0 dei batteri intestinali per ogni etto aggiuntivo di zuccheri consumati (pi\u00f9 o meno la quantit\u00e0 di zuccheri presente in un pacchetto di biscotti da colazione di 450 grammi). Ed \u00e8 proprio la \u00abbiodiversit\u00e0\u00bb dei batteri che evita che una specie aggressiva possa prevalere sulle altre. Studi sui topi hanno poi confermato che era stata proprio la dieta ricca di zuccheri a favorire la crescita eccessiva degli Enterococchi. I topi che avevano mantenuto una dieta molto zuccherina ma senza prendere antibiotici avevano mantenuto una normale diversit\u00e0 batterica. Lo studio incoraggia chi si occupa dell&#8217;alimentazione di pazienti oncologici a supportare le terapie con una dieta equilibrata, non troppo ricca di zuccheri. Vale soprattutto se si considera che: \u00abMolti degli alimenti e delle bevande che consigliamo ai pazienti ospedalizzati, come frullati nutrizionali, smoothie e bevande isotoniche, sono ricchi di zuccheri\u00bb spiegano gli autori. Un&#8217;ipotesi \u00e8 che le stesse indicazioni possano proteggere il microbioma intestinale anche in pazienti non in cura per il cancro, che assumono antibiotici in risposta a un&#8217;infezione batterica. Ma questo non \u00e8 stato ancora dimostrato e \u00absarebbe prematuro raccomandare a tutti coloro che assumono antibiotici di evitare lo zucchero\u00bb dice den Brink. \u00abD&#8217;altra parte, non abbiamo prove concrete che i probiotici aiutino a preservare o ripristinare la diversit\u00e0 del microbiota e molte persone scelgono comunque di assumerli. Non c&#8217;\u00e8 nulla di male nel limitare lo zucchero nella propria dieta, ed \u00e8 una cosa facile da provare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I problemi intestinali connessi alle terapie con antibiotici forse non sono inevitabili: ridurre la quantit\u00e0 di zuccheri assunti durante questi trattamenti potrebbe proteggere il microbioma intestinale. 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