{"id":1000035256,"date":"2026-10-05T19:31:32","date_gmt":"2026-10-05T22:31:32","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035256"},"modified":"2026-10-05T19:31:34","modified_gmt":"2026-10-05T22:31:34","slug":"le-calotte-polari-hanno-perso-11-300-miliardi-di-tonnellate-di-ghiaccio-in-mezzo-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035256","title":{"rendered":"Le calotte polari hanno perso 11.300 miliardi di tonnellate di ghiaccio in mezzo secolo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire come stanno cambiando le grandi calotte glaciali del pianeta bisogna guardare lontano nel tempo. \u00c8 quello che ha fatto un gruppo internazionale di ricercatori dell\u2019Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE), coordinato da scienziati della Northumbria University e dell\u2019Universit\u00e0 di Washington, con il contributo di numerosi istituti di ricerca, tra cui l\u2019Universit\u00e0 di Bologna e l\u2019INGV, e con il sostegno di ESA e NASA. Il risultato \u00e8 una delle ricostruzioni pi\u00f9 complete mai realizzate sull\u2019evoluzione delle calotte polari della Groenlandia e dell\u2019Antartide. Lo studio, pubblicato a settembre sulla rivista Scientific Data, mette insieme osservazioni satellitari che coprono pi\u00f9 di cinquant\u2019anni: dal 1972 per la Groenlandia e dal 1979 per l\u2019Antartide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un archivio lungo mezzo secolo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca ha combinato 42 rilevazioni satellitari indipendenti, ottenute da 27 missioni. Il nuovo dataset \u00e8 stato costruito confrontando tre differenti tecniche di osservazione: l\u2019altimetria satellitare, la gravimetria e il cosiddetto input-output method, che permette di stimare il bilancio tra l\u2019accumulo di neve e la quantit\u00e0 di ghiaccio che viene persa attraverso i ghiacciai. Nel complesso, i ricercatori hanno utilizzato 45 stime satellitari indipendenti, 21 relative all\u2019Antartide e 24 alla Groenlandia, per arrivare a una valutazione finale che tiene conto anche delle incertezze associate alle diverse misurazioni. Il risultato \u00e8 netto: tra il 1979 e il 2023 le due calotte polari hanno perso 11.309 miliardi di tonnellate di ghiaccio, equivalenti a un aumento del livello medio globale del mare di 31,4 millimetri. La Groenlandia ha contribuito per 18,1 millimetri, mentre l\u2019Antartide per 13,3 millimetri. Per avere un ordine di grandezza, 11.309 miliardi di tonnellate significano una massa di ghiaccio persa equivalente a oltre 11 mila miliardi di tonnellate d\u2019acqua immessa nel sistema oceanico. Ma il dato pi\u00f9 importante dello studio non riguarda soltanto la quantit\u00e0: riguarda soprattutto il modo in cui questa perdita sta avvenendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono i ghiacciai a portare il ghiaccio verso il mare<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contrariamente a quanto potrebbe suggerire l\u2019immagine delle grandi superfici ghiacciate che si sciolgono sotto il sole estivo, la componente principale della perdita non \u00e8 la fusione della superficie. Secondo la nuova ricostruzione, circa l\u201984% della perdita complessiva \u00e8 legato alla cosiddetta dinamica della calotta, cio\u00e8 soprattutto all\u2019accelerazione dei ghiacciai che convogliano pi\u00f9 rapidamente il ghiaccio verso l\u2019oceano. Soltanto il 16% \u00e8 riconducibile direttamente alla perdita di massa superficiale. \u00c8 un processo particolarmente importante perch\u00e9 una volta che il ghiaccio raggiunge la costa e viene scaricato nell\u2019oceano sotto forma di iceberg o di ghiaccio che si scioglie in mare, contribuisce direttamente alla perdita di massa della calotta. La dinamica \u00e8 particolarmente evidente in alcune regioni dell\u2019Antartide occidentale e nella Penisola Antartica, dove il riscaldamento dell\u2019oceano pu\u00f2 favorire il ritiro e l\u2019assottigliamento delle piattaforme di ghiaccio che rallentano il flusso dei ghiacciai verso il mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La svolta arriva negli anni Novanta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La serie storica permette inoltre di osservare come la perdita sia cambiata nel corso dei decenni. Negli anni Settanta la Groenlandia si trovava ancora relativamente vicina all\u2019equilibrio tra accumulo e perdita di ghiaccio. Il quadro cambia progressivamente nei decenni successivi. Il tasso medio di perdita della Groenlandia \u00e8 passato da circa 60 miliardi di tonnellate all\u2019anno negli anni Ottanta a circa 264 miliardi negli anni 2010. In Antartide la perdita \u00e8 cresciuta da circa 48 miliardi di tonnellate annue negli anni Ottanta a circa 202 miliardi negli anni 2010. \u00c8 soprattutto dagli anni Novanta che la diminuzione della massa glaciale diventa pi\u00f9 rapida e sistematica. Il nuovo dataset consente di seguire questa trasformazione con una continuit\u00e0 che le precedenti ricostruzioni non permettevano. Un confronto interessante riguarda proprio i dati IMBIE precedenti: per il periodo comune 1992-2020, la nuova analisi stima una perdita media di 180 \u00b1 12 miliardi di tonnellate l\u2019anno in Groenlandia e di 140 \u00b1 13 miliardi in Antartide. La precedente valutazione IMBIE stimava rispettivamente 169 \u00b1 16 e 92 \u00b1 18 miliardi di tonnellate l\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ultimi anni non indicano un\u2019inversione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati pi\u00f9 recenti, quelli relativi al periodo 2020-2023, mostrano una temporanea attenuazione della perdita complessiva. Ma gli autori invitano a non interpretarla come un\u2019inversione della tendenza. In Antartide orientale, infatti, alcune nevicate eccezionalmente abbondanti hanno aumentato temporaneamente l\u2019accumulo di massa e compensato una parte delle perdite registrate in altre aree del continente. In Groenlandia, invece, una serie di estati relativamente pi\u00f9 miti ha ridotto la perdita di massa dovuta allo scioglimento superficiale. Si tratta quindi di una variazione su una scala temporale breve, inserita all\u2019interno di una tendenza di lungo periodo che rimane caratterizzata dalla perdita di ghiaccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ghiaccio polare e il livello del mare<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019importanza di questi dati va oltre le regioni polari. La perdita di massa delle due grandi calotte rappresenta infatti una delle componenti dell\u2019innalzamento del livello degli oceani. I 31,4 millimetri di aumento attribuiti dalle due calotte tra il 1979 e il 2023 possono sembrare pochi se osservati su una scala locale, ma assumono un significato molto diverso considerando che il fenomeno interessa globalmente gli oceani e si somma ad altre componenti dell\u2019innalzamento del mare, come l\u2019espansione termica dell\u2019acqua dovuta al riscaldamento degli oceani e la perdita di ghiaccio dei ghiacciai montani. \u00c8 proprio la risposta futura delle grandi calotte glaciali a rappresentare una delle maggiori fonti di incertezza nelle proiezioni dell\u2019innalzamento del livello marino. \u00abQuesti risultati sottolineano il ruolo centrale delle calotte glaciali nel futuro innalzamento del livello del mare\u00bb, spiega Giorgio Spada, professore al Dipartimento di Fisica e Astronomia \u201cAugusto Righi\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna e tra gli autori dello studio. \u00abLa loro risposta al riscaldamento climatico \u00e8 la principale fonte di incertezza nelle proiezioni, e una serie continua di mezzo secolo sul comportamento delle calotte \u00e8 quindi essenziale per prevedere i rischi che minacciano le centinaia di milioni di persone residenti nelle zone costiere a bassa quota\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un archivio destinato a diventare ancora pi\u00f9 importante<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli aspetti pi\u00f9 importanti del lavoro non \u00e8 soltanto il bilancio finale delle perdite, ma la costruzione di una serie storica omogenea e confrontabile. Il dataset mette infatti a disposizione dati sul bilancio di massa totale, sulla componente superficiale e su quella dinamica, oltre alle relative incertezze, per Groenlandia e Antartide e per diverse regioni dell\u2019Antartide. L\u2019osservazione satellitare permette cos\u00ec di seguire anno dopo anno una trasformazione che avviene su una scala geografica enorme e in luoghi difficilmente accessibili con misurazioni dirette. Come sottolineano gli autori, avere una sequenza di osservazioni lunga mezzo secolo \u00e8 fondamentale per distinguere le oscillazioni naturali di breve periodo dai cambiamenti pi\u00f9 persistenti. E, soprattutto, per capire come le due grandi calotte glaciali della Terra potrebbero contribuire all\u2019evoluzione futura del livello dei mari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per capire come stanno cambiando le grandi calotte glaciali del pianeta bisogna guardare lontano nel tempo. \u00c8 quello che ha fatto un gruppo internazionale di ricercatori dell\u2019Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE), coordinato da scienziati della Northumbria University e dell\u2019Universit\u00e0 di Washington, con il contributo di numerosi istituti di ricerca, tra cui l\u2019Universit\u00e0 di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000035257,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[391,42],"tags":[171],"class_list":["post-1000035256","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ambiente","category-ecologia","tag-ecologia"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/zaqq.jpg?fit=835%2C516&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000035256","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000035256"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000035256\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000035258,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000035256\/revisions\/1000035258"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000035257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000035256"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000035256"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000035256"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}