{"id":1000035201,"date":"2026-10-04T08:46:07","date_gmt":"2026-10-04T11:46:07","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035201"},"modified":"2026-10-04T08:46:08","modified_gmt":"2026-10-04T11:46:08","slug":"naza-il-nuovo-verbo-della-sinistra-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035201","title":{"rendered":"NAZA, il nuovo verbo della sinistra italiana"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un film che in questi giorni racconta molto pi\u00f9 di una guerra lontana, racconta anche il modo in cui una parte della sinistra italiana sta scegliendo di leggere il conflitto israelo-palestinese, di portarlo dentro le istituzioni e di trasformarlo in una precisa chiave di interpretazione politica. Quel film \u00e8 NAZA, e il luogo nel quale questa vicenda assume un significato particolare \u00e8 Pistoia. La nuova Giunta di centrosinistra guidata da Giovanni Capecchi \u00e8 in carica da poco pi\u00f9 di tre mesi e ha gi\u00e0 individuato nella \u201cpolitica della pace\u201d uno degli elementi caratterizzanti del proprio mandato. Il sindaco ha mantenuto per s\u00e9 la delega alle Politiche per la pace e la Giunta ha aderito al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dichiarando Pistoia \u201cCitt\u00e0 per la pace e i diritti umani\u201d. Fin qui, nulla da obiettare, la pace non \u00e8 patrimonio di una parte politica e nessuno pu\u00f2 contestare a un Comune il diritto di promuovere iniziative di dialogo e cooperazione. Il problema nasce quando questa scelta assume una direzione sempre pi\u00f9 precisa. Il Comune ha infatti inserito nel programma della visita del sindaco di Gerico, Salem Ghrouf, due proiezioni di NAZA: una pubblica, alla presenza dei due sindaci, e una il giorno successivo riservata alle scuole del territorio. La visita si colloca nel percorso avviato per il gemellaggio con la citt\u00e0 palestinese. A questo punto la domanda \u00e8 inevitabile: dove finisce la politica della pace e dove comincia la politica militante? NAZA non \u00e8 un documentario neutrale sulla guerra di Gaza, \u00e8 un\u2019inchiesta costruita attorno a una precisa lettura delle operazioni israeliane e delle responsabilit\u00e0 per la morte di civili palestinesi. Il film pu\u00f2 naturalmente sostenere questa tesi. In una societ\u00e0 democratica deve poter essere visto, discusso, apprezzato o contestato. Ma proprio perch\u00e9 propone una precisa interpretazione del conflitto, \u00e8 legittimo interrogarsi sul contesto istituzionale nel quale viene presentato. Se NAZA viene proiettato da un\u2019associazione culturale, siamo nel terreno della libert\u00e0 di espressione. Se viene inserito nel programma ufficiale di un Comune, alla presenza del sindaco, dentro un percorso di gemellaggio con una citt\u00e0 palestinese e con una proiezione destinata alle scuole, siamo su un terreno diverso: non si discute pi\u00f9 soltanto di cinema, si discute del rapporto fra istituzione e narrazione politica. E la scuola rende la questione ancora pi\u00f9 delicata, non perch\u00e9 gli studenti debbano essere tenuti lontani dalla tragedia di Gaza, ma perch\u00e9 educare al pensiero critico significa offrire gli strumenti per confrontarsi con una realt\u00e0 complessa: il 7 ottobre, le vittime israeliane, gli ostaggi, Hamas, le vittime palestinesi, le operazioni militari israeliane e il diritto internazionale. Una sola chiave di lettura, per quanto legittima, non pu\u00f2 diventare l\u2019unica chiave proposta da un\u2019istituzione pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Palestina e il cortocircuito della sinistra<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte della sinistra italiana sembra avere trasformato la questione palestinese da tema di politica estera in una vera identit\u00e0 politica. Il problema non \u00e8 sostenere la causa palestinese, si pu\u00f2 farlo legittimamente. Il problema nasce quando la complessit\u00e0 viene considerata un fastidio e il dubbio un cedimento politico. Si pu\u00f2 sostenere il diritto dei palestinesi all\u2019autodeterminazione senza rimuovere il 7 ottobre. Si possono denunciare le sofferenze di Gaza senza cancellare le vittime israeliane. Si pu\u00f2 criticare duramente il governo Netanyahu senza confondere Israele con gli ebrei. E si pu\u00f2 difendere Israele dal terrorismo senza approvare ogni scelta del suo governo. Sono distinzioni elementari, eppure proprio queste distinzioni sembrano diventare sempre pi\u00f9 difficili per una parte della sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La frattura dentro il Pd<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che NAZA incrocia una questione ancora pi\u00f9 delicata: il dibattito parlamentare sul disegno di legge contro l\u2019antisemitismo. Il provvedimento in questione, approvato dal Senato e ora all\u2019esame della Camera, prevede anche l\u2019adozione della definizione operativa di antisemitismo dell\u2019IHRA. E proprio questo dibattito ha reso evidente una frattura che attraversa il Partito Democratico: da una parte c\u2019\u00e8 un\u2019area pi\u00f9 riformista e istituzionale che considera necessario rafforzare gli strumenti di contrasto all\u2019antisemitismo, pur chiedendo garanzie sulla libert\u00e0 di critica nei confronti di Israele. Dall\u2019altra emerge una sensibilit\u00e0 sempre pi\u00f9 vicina alle posizioni di AVS e Movimento 5 Stelle, soprattutto nel considerare con forte diffidenza l\u2019adozione della definizione IHRA e nel porre al centro il rischio che il contrasto all\u2019antisemitismo possa finire per comprimere la libert\u00e0 di critica verso Israele. Non sono semplici sfumature, sono due sensibilit\u00e0 politiche che convivono nello stesso partito ed il punto politico \u00e8 dunque evidente: il PD rischia di parlare con due voci sullo stesso tema. Una voce pi\u00f9 riformista, istituzionale, europea che considera la lotta all\u2019antisemitismo un principio non negoziabile; l\u2019altra sempre pi\u00f9 vicina al linguaggio della sinistra radicale e dei movimenti pro-palestinesi, per i quali il nodo centrale \u00e8 soprattutto evitare che il contrasto all\u2019antisemitismo possa essere utilizzato per limitare la critica a Israele. La contraddizione diventa difficile da ignorare, perch\u00e9 si pu\u00f2 criticare Israele, naturalmente, ma una forza politica che voglia conservare una cultura riformista dovrebbe essere altrettanto intransigente quando l\u2019antisemitismo emerge in ambienti della mobilitazione pro-palestinese. Non pu\u00f2 esistere una diversa misura dell\u2019indignazione a seconda di chi pronuncia una determinata parola o di quale area politica provenga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema non \u00e8 il film, \u00e8 ci\u00f2 che le istituzioni fanno del film<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che torna Pistoia. La Giunta Capecchi non commette alcuna illegittimit\u00e0 nel promuovere iniziative sulla pace, nel costruire relazioni con Gerico o nel proporre un documentario. Ma un\u2019istituzione pubblica deve sapere che, quando inserisce una determinata opera in un programma istituzionale, le conferisce anche una legittimazione pubblica. Il Comune, per\u00f2, non appartiene alla maggioranza che lo governa. Appartiene anche a chi quella maggioranza non l\u2019ha votata. A chi sostiene la causa palestinese e a chi sostiene Israele. A chi condanna Hamas e a chi critica Netanyahu. A chi considera il conflitto una tragedia senza letture semplicistiche. E anche a chi ritiene che il proprio Comune dovrebbe occuparsi prioritariamente di amministrazione locale anzich\u00e9 assumere posizioni su una delle questioni internazionali pi\u00f9 divisive del nostro tempo e dimostrare cos\u00ec quanto sappia essere istituzione. Se si proietta NAZA, lo si faccia, ma si dia spazio anche alle voci che lo contestano. Se si parla della tragedia palestinese, si ricordino anche le vittime israeliane. Se si condanna l\u2019antisemitismo, lo si faccia senza distinguere in base alla provenienza politica di chi lo manifesta. Se si critica Israele, si garantisca che quella critica possa essere esercitata liberamente senza essere automaticamente confusa con l\u2019odio antiebraico. Questa non \u00e8 equidistanza, \u00e8 pluralismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Micheli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un film che in questi giorni racconta molto pi\u00f9 di una guerra lontana, racconta anche il modo in cui una parte della sinistra italiana sta scegliendo di leggere il conflitto israelo-palestinese, di portarlo dentro le istituzioni e di trasformarlo in una precisa chiave di interpretazione politica. Quel film \u00e8 NAZA, e il luogo nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000035202,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[255],"tags":[],"class_list":["post-1000035201","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-sociales"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/zv.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000035201","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000035201"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000035201\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000035203,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000035201\/revisions\/1000035203"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000035202"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000035201"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000035201"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000035201"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}