{"id":1000035180,"date":"2026-10-04T08:39:03","date_gmt":"2026-10-04T11:39:03","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035180"},"modified":"2026-10-04T08:39:32","modified_gmt":"2026-10-04T11:39:32","slug":"spagna-sanchez-e-stato-sconfitto-cade-il-governo-su-decreto-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035180","title":{"rendered":"Spagna, Sanchez \u00e8 stato sconfitto: cade il governo su decreto casa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tensione sulla casa esplode davanti al Congresso spagnolo. Il Parlamento ha bocciato il primo dei due decreti varati dal governo di Pedro S\u00e1nchez per intervenire sull\u2019emergenza abitativa: 172 voti favorevoli e 178 contrari, con PP, Vox e Junts schierati contro. Poco dopo ha bocciato anche il secondo decreto, quello che autorizzava il rinnovo automatico dei contratti di locazione. In questo caso il provvedimento ha ricevuto 166 voti a favore e 184 contrari. Due sconfitte pesanti per l\u2019esecutivo, arrivata mentre centinaia di manifestanti seguivano la votazione dalle strade di Madrid. Alla notizia del risultato, racconta El Pa\u00eds, dalla protesta si sono levate grida di \u00abvergogna\u00bb e \u00absciopero generale\u00bb. Poco prima del voto, S\u00e1nchez era intervenuto a sorpresa in aula tentando un ultimo appello ai deputati. Il premier ha ammesso che i provvedimenti non sarebbero stati sufficienti a risolvere da soli la crisi abitativa, sostenendo per\u00f2 che avrebbero contribuito ad attenuarla. Poi si \u00e8 rivolto direttamente al Parlamento: \u00abVi chiedo di pensare alla gente\u00bb, ricordando giovani impossibilitati a lasciare la casa dei genitori, famiglie alle prese con affitti sempre pi\u00f9 elevati e anziani senza un\u2019abitazione di propriet\u00e0.&nbsp; Rivolgendosi ai parlamentari di Pp e Junt, li aveva esortati a \u201cfare la cosa giusta perch\u00e9 la storia vi giudicher\u00e0 prima di quanto pensiate e pi\u00f9 severamente di quanto possiate immaginare\u201d. Il tentativo non \u00e8 bastato. La ministra della Casa, Isabel Rodr\u00edguez, aveva cercato fino all\u2019ultimo di convincere Junts, ricordando che, secondo il governo, gran parte delle richieste avanzate dalla formazione catalana era stata recepita nei provvedimenti. L\u2019esecutivo si era inoltre detto disponibile a trasformare le norme in progetti di legge, cos\u00ec da consentire successive modifiche tecniche. Junts ha per\u00f2 confermato il no, contestando l\u2019efficacia delle misure contro fondi e speculazione immobiliare. Sul fronte opposto, il PP ha attaccato frontalmente le politiche dell\u2019esecutivo. Juan Bravo ha sostenuto che la risposta alla crisi debba passare dall\u2019aumento dell\u2019offerta di immobili e non da un maggiore intervento pubblico nel mercato. Anche Vox si \u00e8 schierato contro, sostenendo che il secondo decreto avrebbe danneggiato il mercato degli affitti e limitato il diritto di propriet\u00e0. Fuori dal Parlamento, intanto, la protesta ha accompagnato minuto per minuto il dibattito. Alle 15, riferisce El Pa\u00eds, tra i manifestanti era calato il silenzio: telefoni in mano, molti seguivano la votazione in streaming o alla radio. Dopo la bocciatura, l\u2019atmosfera \u00e8 cambiata: \u00abLa lotta \u00e8 l\u2019unica strada\u00bb, hanno urlato alcuni partecipanti. La mobilitazione non riguarda soltanto Madrid. A Barcellona il Sindicat de Llogateres ha organizzato una protesta davanti alla sede di Junts, mentre alcuni manifestanti hanno continuato a seguire il dibattito parlamentare dall\u2019accampamento di Pla\u00e7a Catalunya nonostante la pioggia. Sullo sfondo resta ora anche la questione politica: dopo la sconfitta parlamentare si \u00e8 riaperto il confronto sulla tenuta della legislatura e sull\u2019ipotesi di elezioni anticipate. Secondo El Pais la prima domenica disponibile sarebbe il 29 novembre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">N.P.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tensione sulla casa esplode davanti al Congresso spagnolo. Il Parlamento ha bocciato il primo dei due decreti varati dal governo di Pedro S\u00e1nchez per intervenire sull\u2019emergenza abitativa: 172 voti favorevoli e 178 contrari, con PP, Vox e Junts schierati contro. 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