{"id":1000035171,"date":"2026-10-04T08:31:10","date_gmt":"2026-10-04T11:31:10","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035171"},"modified":"2026-10-04T08:31:11","modified_gmt":"2026-10-04T11:31:11","slug":"cosa-dicono-i-dati-istat-sui-morti-da-vaccino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035171","title":{"rendered":"Cosa dicono i dati Istat sui morti da vaccino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono argomenti sui quali le percezioni rischiano di diventare pi\u00f9 forti dei fatti. Uno di questi riguarda le morti improvvise e cardiovascolari negli anni della pandemia e della vaccinazione contro il Covid-19. Anch\u2019io sono partito da una percezione: quella di sentire parlare pi\u00f9 frequentemente di persone colpite da infarti, arresti cardiaci o morti improvvise. Ma una percezione, anche quando nasce da esperienze reali, non costituisce una statistica. Due, tre o dieci casi che avvengono intorno a noi non ci dicono che cosa stia accadendo a sessanta milioni di italiani. Per questo ho deciso di fare una cosa molto semplice: andare a vedere i numeri. I dati definitivi dell\u2019ISTAT sulle cause di morte mostrano innanzitutto che l\u2019aumento della mortalit\u00e0 non nasce con la vaccinazione. Nel 2020, quindi prima dell\u2019avvio della campagna vaccinale di massa in Italia, i decessi complessivi furono 746.324, ben 108.496 in pi\u00f9 rispetto alla media 2015-2019. Nello stesso anno morirono 227.350 persone per malattie del sistema circolatorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">MALATTIE DEL SISTEMA CIRCOLATORIO \u2013 ITALIA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Media 2018-2019: 221.452 decessi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2020: 227.350 decessi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2021: 217.523 decessi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2022: 222.717 decessi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonte: ISTAT, Cause di morte in Italia, anno 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi numeri sono particolarmente interessanti. Nel 2020, prima della vaccinazione di massa, le morti per malattie circolatorie erano aumentate rispetto alla media 2018-2019. Nel 2021, anno della grande campagna vaccinale, scendono invece a 217.523, cio\u00e8 sotto il livello del biennio precedente la pandemia. Nel 2022 risalgono a 222.717, sostanzialmente nell\u2019ordine di grandezza del 2018-2019. Naturalmente questo non dimostra che i vaccini abbiano ridotto le morti cardiovascolari, esattamente come un eventuale aumento non dimostrerebbe da solo che le abbiano provocate. Una successione temporale non \u00e8 una prova di causalit\u00e0. C\u2019\u00e8 poi un secondo elemento che impedisce conclusioni semplicistiche. L\u2019ISTAT utilizza i tassi standardizzati per et\u00e0 proprio per eliminare, per quanto possibile, l\u2019effetto dell\u2019invecchiamento della popolazione. Nel 2021 il tasso standardizzato di mortalit\u00e0 per tutte le cause era ancora dell\u20198,6% superiore alla media 2018-2019; per le malattie del sistema circolatorio era pari a 26,7 decessi ogni 10.000 abitanti. Nel 2022 il tasso complessivo rimane superiore del 9,6% alla media 2018-2019. Tra le patologie circolatorie, per\u00f2, le diverse componenti si muovono in direzioni differenti: rispetto al 2021 diminuisce dell\u20191,8% il tasso per le malattie ischemiche del cuore, mentre aumenta del 4,4% quello relativo alle \u201caltre malattie del cuore\u201d e dello 0,8% quello delle malattie cerebrovascolari. \u00c8 proprio questo il punto che spesso scompare nella discussione pubblica: non esiste un unico numero chiamato \u201cmorti cardiache\u201d che permetta di stabilire automaticamente una causa. Anche l\u2019espressione \u201carresto cardiaco\u201d va maneggiata con attenzione. Nelle statistiche sulle cause di morte interessa soprattutto la causa iniziale del decesso, individuata attraverso le informazioni contenute nella scheda compilata dal medico. L\u2019arresto cardiaco pu\u00f2 rappresentare l\u2019evento terminale di condizioni patologiche molto differenti e non equivale necessariamente alla causa iniziale registrata statisticamente. I numeri ISTAT che abbiamo esaminato non mostrano, a livello aggregato, un\u2019esplosione della mortalit\u00e0 cardiovascolare coincidente con l\u2019inizio della vaccinazione Covid. Mostrano invece una situazione assai pi\u00f9 complessa: un forte aumento della mortalit\u00e0 generale gi\u00e0 nel 2020, variazioni differenti delle singole patologie negli anni successivi e livelli di mortalit\u00e0 complessiva ancora superiori a quelli pre-pandemici nel 2021 e nel 2022. Questo non significa affermare che un vaccino non possa avere effetti avversi, n\u00e9 consente di stabilire la sicurezza di un vaccino attraverso queste sole statistiche. Significa una cosa molto pi\u00f9 circoscritta: questi dati di mortalit\u00e0 non sono sufficienti per attribuire ai vaccini un aumento dei decessi cardiaci. Per stabilire un rapporto causale servono studi epidemiologici che confrontino popolazioni vaccinate e non vaccinate, et\u00e0, sesso, tipo e numero di dosi, infezioni pregresse, patologie concomitanti e intervallo temporale dall\u2019esposizione. Sono partito da una domanda senza sapere quale risposta avrei trovato. So che queste conclusioni possono non piacere a molti. Ma i numeri che ho trovato sono questi. E se una verit\u00e0 non coincide con ci\u00f2 che pensavo prima di cercarla, il compito di un giornalista non \u00e8 cambiare i numeri: \u00e8 cambiare la propria conclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Martini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono argomenti sui quali le percezioni rischiano di diventare pi\u00f9 forti dei fatti. Uno di questi riguarda le morti improvvise e cardiovascolari negli anni della pandemia e della vaccinazione contro il Covid-19. 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