{"id":1000035121,"date":"2026-09-29T19:35:50","date_gmt":"2026-09-29T22:35:50","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035121"},"modified":"2026-09-29T19:35:55","modified_gmt":"2026-09-29T22:35:55","slug":"giu-col-belgio-su-in-turchia-mancini-revolution-punta-la-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035121","title":{"rendered":"Gi\u00f9 col Belgio, su in Turchia: Mancini Revolution punta la Francia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;L\u00ec, sul quel prato brullo dove pascolava solitario Romano, ora galoppa forsennato Kayode. Dal Belgio alla Turchia sono passati tre giorni, che al cambio del calcio attuale valgono un paio d\u2019anni di analisi, in tutti i sensi. L\u2019Italia che trionfa 4-1 a Bursa, arraffando tutte le colonne possibili delle pagine sportive, \u00e8 la stessa che sabato scorso era stata scorticata per aver perso col Belgio. E\u2019 cambiato tutto: il nostro destino in Nations League (parlandone da competizione esiziale che non \u00e8), la percezione dei nostri giovani, il futuro stesso del Paese. E\u2019 una sinusoide un po\u2019 isterica, una montagna russa che viaggia per ondulazioni verso venerd\u00ec: la Francia. La nemesi talentuosa della Spagna. Quella che sulla carta avrebbe dovuto stravincere i Mondiali. Un allegorico mostro finale di questo carnevale che stiamo addobbando sulla squadra di Mancini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019unica architettura stabile che l\u2019Italia del calcio pu\u00f2 permettersi, al momento, \u00e8 un\u2019altalena. Esauriti tutti i superbonus, lavoriamo sulla facciata. E cos\u00ec il Belgio aveva aperto una ferita che la Turchia ha ricucito. Basta sempre pochissimo, in questo procedere a tentoni, per trovare un equilibrio prima di perderlo di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancini sa benissimo godersi i momenti: s\u2019\u00e8 lasciato bagnare dalla pioggia che veniva gi\u00f9 a secchiate, in Turchia. Una carezza in vista della seguente conferenza stampa in cui gli stessi giornali che l\u2019avevano attaccato gli avrebbero fatto le feste. Il ct sa anche come gestire i picchi ormonali di una nazione calcistica traumatizzata. Il talento estinto, il vivaio in coma, la ricostruzione ridotta a cantiere abusivo: era una parentesi. La meglio giovent\u00f9 che adesso viene cantata a mezzo stampa \u00e8 altrettanto anabolizzata: Kayode, all\u2019esordio, migliore in campo con un gol e un assist. Pio Esposito che segna col fratello di fianco. Quattro marcatori diversi in tabellino, un lusso quasi imbarazzante. Mancini non crede a nessuna delle due dimensioni parallele: \u201cCercheremo di recuperare le forze ed essere pronti per la sfida di Parigi, ma sono fiducioso; abbiamo tanti giovani freschi e pronti a darci una mano\u201d. L\u2019impassibilit\u00e0 \u00e8 lo stato presente della sua materia. Mentre un gradino pi\u00f9 su, il Presidente federale che l\u2019ha scelto, traballa paurosamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La freschezza \u00e8 l\u2019arma che Mancini s\u2019\u00e8 giocato come un jolly, per sparigliare: cambiare tutto, stravolgere, rimescolare, versare a piacimento. Con la Turchia era il momento giusto, il posto perfetto. E\u2019 andata bene benissimo, ed \u00e8 una riconcorsa che serve a lanciare \u2013 anche mediaticamente \u2013 la terza sfida, quella pi\u00f9 improbabile. La Francia di Zidane senza Mbapp\u00e9 ma con un\u2019altra manciata di pretendenti al Pallone d\u2019Oro. Un livello fuori scala, persino per la metrica con cui l\u2019Italia stamattina ha deciso di misurare lo stato dell\u2019arte della sua Nazionale. Su e gi\u00f9, bello o brutto, bene o male: oggi non siamo quelli di tre giorni fa, e chiss\u00e0 chi saremo venerd\u00ec. Del doman non v\u2019\u00e8 mai certezza, \u00e8 l\u2019Italia e tutto il suo contrario. Immarcabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mario Piccirillo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;L\u00ec, sul quel prato brullo dove pascolava solitario Romano, ora galoppa forsennato Kayode. Dal Belgio alla Turchia sono passati tre giorni, che al cambio del calcio attuale valgono un paio d\u2019anni di analisi, in tutti i sensi. 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