{"id":1000035115,"date":"2026-09-29T19:11:05","date_gmt":"2026-09-29T22:11:05","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035115"},"modified":"2026-09-29T19:11:07","modified_gmt":"2026-09-29T22:11:07","slug":"aumentano-i-casi-di-morbillo-in-italia-soprattutto-sotto-i-40-anni-e-la-copertura-vaccinale-vacilla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035115","title":{"rendered":"Aumentano i casi di morbillo in Italia, soprattutto sotto i 40 anni. E la copertura vaccinale vacilla"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crescono i casi di morbillo in Italia, soprattutto tra giovani e bambini. E la copertura, avverte una circolare del ministero, vacilla. Per l\u2019esattezza, la circolazione che parla di \u201cpossibili criticit\u00e0\u201c, spiega che nessuna Regione raggiunge la soglia raccomandata \u2013 il 95% \u2013 per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. Quella nazionale si attesta all\u201984,45%. L\u2019Italia si trova al momento al di sotto degli standard previsti dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0. Il rischio, di fatto, \u00e8 che nel nostro Paese aumenti la circolazione del morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati. Ecco perch\u00e8 il ministero della Salute raccomanda di \u201cpotenziare i sistemi di sorveglianza\u201c, assicurando una tempestiva indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio (sia dei casi sporadici sia dei focolai). E raccomanda campagne vaccinali mirate,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CONTAGI IN CRESCITA DALLA FINE DEL 2023<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un periodo di incidenza molto bassa, a partire dall\u2019autunno 2023, in Italia, si \u00e8 osservato un marcato aumento dei casi di morbillo. Nel 2024, infatti, sono stati notificati 1.045 casi, di cui 946 (90,5%) confermati in laboratorio, 34 probabili e 65 casi possibili. Tra questi, 77 casi (7,4%) erano casi importati. L\u2019et\u00e0 mediana dei casi segnalati era pari a 30 anni (range: 0 \u2013 73 anni) con oltre la met\u00e0 dei casi (51,7%) nella fascia 15 \u2013 39 anni e un ulteriore 23,7% in soggetti oltre i 40 anni. Tuttavia, l\u2019incidenza pi\u00f9 elevata \u00e8 stata osservata nei bambini da 0 a 4 anni (79,0 casi per milione) con 50 casi registrati nei bambini con meno di un anno di et\u00e0 (126,9 casi per milione). A spiegarlo \u00e8 la circolare \u2018Morbillo \u2013 analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative\u2019 trasmessa dal ministero della Salute alle Regioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">OLTRE LA MET\u00c0 DEI CASI NELLA FASCIA 15-39 ANNI<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2025 rispetto all\u2019anno precedente \u2013 si legge ancora nella circolare \u2013 si \u00e8 osservata una diminuzione dei casi a 529, di cui 497 confermati in laboratorio (94%). L\u2019et\u00e0 mediana dei casi \u00e8 leggermente aumentata a 31 anni, con oltre la met\u00e0 dei casi concentrati nella fascia 15-39 anni. Anche nel 2025, l\u2019incidenza pi\u00f9 alta rimane nella fascia 0-4 anni, con particolare coinvolgimento dei bambini di et\u00e0 inferiore a un anno. La riduzione dei casi indica un lieve contenimento della circolazione virale, pur con la persistenza di cluster regionali in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia. Lo stato vaccinale dei casi confermati rimane un fattore determinante. Nel 2024, tra i casi per i quali era noto il profilo vaccinale (975 su 1.045; 93,3%), il 90,1% risultava non vaccinato, il 5,8% aveva ricevuto una sola dose e il 3,4% due dosi. Nel 2025, percentuali analoghe confermano la significativa suscettibilit\u00e0 dei soggetti non vaccinati o parzialmente vaccinati. Infine, la genotipizzazione dei casi confermati ha evidenziato nel 2024 la predominanza del genotipo D8, con 523 casi su 545 tipizzati, e una minoranza di genotipo B3 (22 casi). Nel 2025, sono stati sottoposti a genotipizzazione circa il 60% dei casi segnalati, identificando ancora una volta i genotipi B3 e D8. L\u2019analisi filogenetica ha permesso di stabilire la persistenza di due principali catene di trasmissione durante l\u2019intero 2025 (varianti D8-5963 e B3-6418), associate a un elevato numero di casi sporadici e a un\u2019importante quota di casi non sequenziati che limitano la piena ricostruzione dei focolai. Questo quadro conferma, anche per il 2025, il persistere di una condizione di endemicit\u00e0 del morbillo nel nostro Paese, ribadendo la necessit\u00e0 di rafforzare ulteriormente le indagini epidemiologiche e di laboratorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BOOM DI SEGNALAZIONI PER CAMPANIA, CALABRIA, LAZIO E TOSCANA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La circolare spiega ancora che dal confronto dei dati relativi ai primi cinque mesi degli anni 2024, 2025 e 2026, i casi confermati totali a livello nazionale del 2026 sono risultati superiori a quelli del 2025 (rispettivamente 472 e 322 casi confermati), mantenendosi tuttavia al di sotto dei livelli registrati nel 2024, quando i casi confermati nello stesso periodo risultavano 5094. Considerando, invece, anche i casi possibili e probabili si passa da 568 segnalazioni nel 2024 a 342 nel 2025 e a 609 nel 2026, registrando quindi un aumento del 78,1% nell\u2019anno corrente rispetto al precedente e del 7,2% rispetto al 2024. La differenza riflette i fisiologici tempi di inserimento e aggiornamento dei dati in piattaforma, che in contesto epidemico possono risentire dell\u2019elevato carico di lavoro e dei tempi di trasmissione dei risultati di laboratorio. L\u2019aumento dei casi considerando i primi 5 mesi del 2025 rispetto al 2026, sulla base dei casi notificati al sistema Premal, \u00e8 particolarmente evidente soprattutto in alcune Regioni come, ad esempio, Campania, Calabria, Lazio e Toscana: la Campania passa da 18 a 100 casi segnalati; la Calabria cresce da 17 a 265 casi segnalati; il Lazio passa da 47 casi segnalati nel 2025 a 54 casi segnalati nel 2026; la Toscana registra 49 casi segnalati nel 2026, mentre nello stesso periodo del 2025 segnalava 6 casi di morbillo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I CASI DEL 2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerando i casi segnalati nel 2026, l\u2019et\u00e0 mediana risulta pari a 30 anni. La fascia di et\u00e0 maggiormente interessata \u00e8 quella compresa tra 15 e 39 anni (345 casi), seguita dalla fascia 40-64 anni (124 casi) e da quella 0-4 anni (98 casi), evidenziando una maggiore incidenza del fenomeno nella popolazione adulta. L\u2019incidenza pi\u00f9 alta \u00e8 stata osservata nei bambini con meno di 4 anni (49,4 casi per milione), a seguire gli adulti con fascia di et\u00e0 15-39 anni (22,3 casi per milione). L\u2019incidenza osservata negli adulti con fascia di et\u00e0 40-64 anni \u00e8 stata di 5,7 casi per milione. Per quanto riguarda i ricoveri, si osserva un aumento percentuale nel tempo: dal 49,5% nel 2024, al 56,3% nel 2025 e al 57,8% nel 2026. Sul fronte vaccinale, tra i casi con stato vaccinale noto, la quasi totalit\u00e0 dichiara di non essere vaccinata (93,3% nel 2026), lo stato vaccinale non \u00e8 noto per 115 casi su 609 (18,9%). Tra i casi confermati, 104 sono stati sottoposti a genotipizzazione: di questi, 58 sono risultati appartenere al genotipo D8 e 46 al genotipo B3. Per entrambi i genotipi \u00e8 stata identificata la continua circolazione delle varianti endemiche del 2025 (D8-5963 e B3-6418), alle quali si aggiungono altre due varianti genetiche principali: la D8-9705 e la B3-9753. Inoltre, l\u2019analisi filogenetica ha evidenziato una distribuzione geografica distinta dei due genotipi: il genotipo B3 \u00e8 associato ai focolai epidemici osservati in Campania e Toscana (caratterizzati rispettivamente dalle varianti B3-6418 e B3-9753), mentre il genotipo D8 \u00e8 responsabile del focolaio registrato in Calabria (variante D8-5963). Nel complesso- sottolinea la circolare- i dati evidenziano una crescita dei contagi rispetto all\u2019anno precedente, una concentrazione in specifiche fasce d\u2019et\u00e0 adulte e aree geografiche e un impatto rilevante dello stato vaccinale sull\u2019incidenza della malattia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LE \u201cPOSSIBILI CRITICIT\u00c0\u201d NELLA COPERTURA VACCINALE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la circolare \u2018Morbillo \u2013 analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative\u2019, trasmessa dal ministero della Salute alle Regioni, le coperture vaccinali disponibili per l\u2019anno 2024 indicano che nessuna Regione\/PA raggiunge la soglia raccomandata per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. Questo risultato \u00e8 inferiore agli standard definiti dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms), secondo cui, l\u2019elevata trasmissibilit\u00e0 del virus del morbillo richiede il raggiungimento di coperture vaccinali = 95% con due dosi per interrompere la trasmissione e garantire l\u2019immunit\u00e0 di gregge nelle coorti target (bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili). Tale livello- spiega ancora la circolare- \u00e8 essenziale per interrompere la trasmissione del virus e garantire l\u2019immunit\u00e0 di gregge nelle coorti di et\u00e0 target, considerando che la quasi totalit\u00e0 dei soggetti non responder alla prima dose sviluppa immunit\u00e0 dopo la seconda. Il quadro descritto suggerisce una possibile criticit\u00e0 nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati. I dati segnalati nel sistema Premal relativi al 2026 evidenziano come la maggior parte dei casi notificati si verifichi tra i giovani adulti (15-39 anni). Nella stessa fascia di et\u00e0, il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto risulta non vaccinato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I CASI TRA GLI OPERATORI SANITARI<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di particolare rilievo epidemiologico \u00e8 la quota di casi tra gli operatori sanitari, che risultano 55 casi su 417 soggetti con professione nota (13,2%) e rappresentano il 19,2% dei casi adulti (&gt;18 anni) con professione nota (n=287). Per 45 di questi operatori \u00e8 disponibile l\u2019informazione sullo stato vaccinale; tra essi, 40 risultano non vaccinati, pari all\u201988,9% del totale con stato vaccinale noto. Tale evidenza suggerisce un significativo coinvolgimento del setting sanitario nella dinamica di trasmissione, compatibile con esposizioni occupazionali in contesti assistenziali ad alta frequenza di contatto, in particolare in fase di circolazione attiva del virus. Tali evidenze sono coerenti con la letteratura internazionale, che identifica gli operatori sanitari come categoria a rischio per trasmissione e acquisizione del morbillo in ambito nosocomiale, soprattutto in fasi di circolazione attiva del virus e in presenza di coperture vaccinali non ottimali o non documentate, sottolineando l\u2019importanza delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni nei contesti assistenziali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">IL MINISTERO: \u201cPOTENZIARE LA SORVEGLIANZA\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tanto rappresentato, tenuto conto del parere espresso dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, al fine di rafforzare il controllo e favorire il ripristino dell\u2019interruzione della trasmissione endemica di morbillo, il ministero della Salute raccomanda di potenziare i sistemi di sorveglianza, assicurando un\u2019accurata indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio sia dei casi sporadici sia dei focolai. In particolare, si raccomanda la massima tempestivit\u00e0 nel condurre l\u2019indagine epidemiologica, la segnalazione del caso sospetto su sistema Premal entro 24 ore e nella raccolta dei campioni biologici, gi\u00e0 al primo contatto con il caso sospetto, sia per la conferma diagnostica sia per la caratterizzazione virologica. I campioni dovranno essere inviati al proprio Laboratorio Regionale di Riferimento della rete MoRoNet o, in assenza di questo, al Laboratorio Nazionale di Riferimento. Il ministero invita poi a Promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio, e rafforzare le attivit\u00e0 di recupero (catch-up) per garantire il completamento della seconda dose. In particolare, rafforzare gli interventi rivolti agli operatori sanitari (verifica dello stato immunitario, offerta attiva della vaccinazione, eventuale screening sierologico). Il ministero raccomanda poi di implementare attivit\u00e0 di comunicazione del rischio, rivolte sia agli operatori sanitari sia alla popolazione, al fine di aumentare la fiducia e l\u2019adesione vaccinale, con il coinvolgimento strutturato di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Infine, la raccomandazione \u00e8 di implementare attivit\u00e0 di formazione strutturata degli operatori sanitari sulle competenze comunicative sulla comunicazione in ambito vaccinale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crescono i casi di morbillo in Italia, soprattutto tra giovani e bambini. E la copertura, avverte una circolare del ministero, vacilla. Per l\u2019esattezza, la circolazione che parla di \u201cpossibili criticit\u00e0\u201c, spiega che nessuna Regione raggiunge la soglia raccomandata \u2013 il 95% \u2013 per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. Quella nazionale si attesta all\u201984,45%. 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