{"id":1000035069,"date":"2026-09-28T21:02:15","date_gmt":"2026-09-29T00:02:15","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035069"},"modified":"2026-09-28T21:02:16","modified_gmt":"2026-09-29T00:02:16","slug":"bruciati-45-miliardi-ma-non-e-finita-quanto-ci-costera-la-guerra-usa-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035069","title":{"rendered":"Bruciati 45 miliardi, ma non \u00e8 finita: quanto ci coster\u00e0 la guerra Usa-Iran"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Pentagono aggiorna la stima dei costi della guerra e presenta al Congresso un conto da 45,1 miliardi. Ma la cifra non comprende ancora i danni alle basi americane n\u00e9 tutti i costi indiretti. E Washington potrebbe spendere altri 2-3 miliardi al mese. Il conto della guerra contro l\u2019Iran continua a salire. E non \u00e8 ancora arrivato il conto finale. Gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 speso 45,1 miliardi di dollari per le operazioni militari, secondo i dati comunicati dal Pentagono al Congresso venerd\u00ec e riferiti dalla Cnn. Una cifra enorme, che supera tutte le precedenti stime e che potrebbe aumentare ancora rapidamente. Al 3 settembre il costo delle operazioni era stato quantificato in 43,6 miliardi di dollari. Poi sono arrivati altri 1,5 miliardi destinati al carburante supplementare, facendo schizzare il totale a quota 45,1 miliardi. Ma c\u2019\u00e8 un particolare tutt\u2019altro che secondario: quei 45,1 miliardi non rappresentano il costo complessivo della guerra. La stima del Pentagono, infatti, non comprende ancora le spese per riparare le basi e gli edifici americani danneggiati durante le operazioni. E non include una valutazione completa dei costi indiretti del conflitto, che il Congresso ha chiesto all\u2019amministrazione di quantificare.&nbsp; Insomma, il numero ufficiale \u00e8 gi\u00e0 enorme, ma il conto potrebbe essere destinato a diventare molto pi\u00f9 pesante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il conto corre pi\u00f9 delle previsioni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova cifra fornita dal Pentagono \u00e8 significativamente superiore alle stime diffuse soltanto poche settimane fa. Il Congressional Budget Office aveva calcolato 38 miliardi di dollari di spesa fino al primo agosto. A luglio, invece, era stato lo stesso Pentagono a indicare una cifra di 37,5 miliardi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In poco tempo, dunque, la spesa \u00e8 aumentata sensibilmente. A pesare maggiormente, secondo il Congressional Budget Office, sono soprattutto le munizioni utilizzate nelle operazioni militari. Missili, bombe e altri sistemi d\u2019arma rappresentano una parte consistente delle risorse impiegate da Washington. E il problema non riguarda soltanto ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato speso. Riguarda soprattutto quello che potrebbe essere speso da qui in avanti. Il Congressional Budget Office prevede infatti che, dopo il primo agosto, gli Stati Uniti possano sostenere 2-3 miliardi di dollari di costi aggiuntivi ogni mese. E nei periodi di maggiore intensit\u00e0 dei combattimenti la cifra potrebbe salire ulteriormente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra pesa anche sull\u2019economia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che la guerra smette di essere soltanto una questione militare e diventa un problema economico per l\u2019amministrazione americana. Decine di miliardi di dollari sono gi\u00e0 stati impegnati nel conflitto, mentre il costo continua ad aumentare mese dopo mese. E al conto delle operazioni militari bisogner\u00e0 aggiungere quello per la riparazione delle strutture danneggiate e gli altri effetti indiretti ancora da quantificare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c\u2019\u00e8 l\u2019inflazione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Congressional Budget Office ha avvertito il Congresso che la crisi potrebbe contribuire a far aumentare l\u2019inflazione nel primo trimestre del 2027. Un effetto che arriverebbe in un momento delicato per l\u2019economia americana, mentre resta alta l\u2019attenzione sul costo della vita e sulle condizioni economiche delle famiglie. La domanda, dunque, non \u00e8 pi\u00f9 soltanto quanto sia costata finora la guerra. La domanda \u00e8 quanto finir\u00e0 per costare davvero. I 45,1 miliardi comunicati dal Pentagono rappresentano infatti una fotografia parziale. Mancano ancora diverse voci e, soprattutto, manca la variabile pi\u00f9 difficile da calcolare: quanto durer\u00e0 il conflitto e quale sar\u00e0 l\u2019intensit\u00e0 delle operazioni. E c\u2019\u00e8 un altro elemento da considerare. Una guerra di questa portata non si chiude contabilmente nel momento in cui cessano i combattimenti. Restano le infrastrutture da ricostruire, gli armamenti da reintegrare, le scorte militari da ripristinare e gli eventuali impegni finanziari legati alle operazioni. Sono costi che possono emergere anche molto tempo dopo la fine delle ostilit\u00e0. Per Washington, quindi, il problema non \u00e8 soltanto trovare le risorse per sostenere il conflitto oggi. \u00c8 anche capire quale sar\u00e0 l\u2019impatto di queste spese sui conti pubblici e sull\u2019economia americana domani. E se la spesa militare dovesse continuare a crescere, il confronto sul costo della guerra potrebbe diventare inevitabilmente anche un confronto sulle priorit\u00e0 economiche degli Stati Uniti. Per Washington, il contatore \u00e8 gi\u00e0 arrivato a 45,1 miliardi. E continua a correre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A.A.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Pentagono aggiorna la stima dei costi della guerra e presenta al Congresso un conto da 45,1 miliardi. Ma la cifra non comprende ancora i danni alle basi americane n\u00e9 tutti i costi indiretti. E Washington potrebbe spendere altri 2-3 miliardi al mese. Il conto della guerra contro l\u2019Iran continua a salire. 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