{"id":1000035063,"date":"2026-09-28T21:00:24","date_gmt":"2026-09-29T00:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035063"},"modified":"2026-09-28T21:00:25","modified_gmt":"2026-09-29T00:00:25","slug":"medio-oriente-ansia-per-il-7-ottobre-una-reazione-a-catena-puo-portare-gli-usa-in-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035063","title":{"rendered":"Medio Oriente, ansia per il 7 ottobre: una \u201creazione a catena\u201d pu\u00f2 portare gli Usa in guerra"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lungi da noi urtare la sensibilit\u00e0 di tanti esperti in geopolitica ma ci permettiamo di fare un tentativo di semplificazione per comprendere cosa potrebbe accadere nel sempre pi\u00f9 esteso Risiko che si chiama Medio Oriente e cosa tutti dobbiamo sperare che non accada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019allerta per il ricordo del 7 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo da due dati di fatto recenti: entrambi allarmanti. Nei giorni scorsi l\u2019Ambasciata degli Stati Uniti in Israele ha invitato i cittadini americani a lasciare il Paese per ragioni di sicurezza. La notizia poi soffocata da uno strano bavaglio di silenzio fa il paio con informazioni allarmanti circa il 7 di ottobre, data della strage compiuta di Hamas per la cui imminente celebrazione le falangi del terrorismo islamico potrebbero tentare un\u2019azione di terrorismo in territorio israeliano. La seconda notizia, altrettanto sedata dai media, riguarda la recente ondata di esplosioni (non una singola) in Arabia Saudita, Paese drammaticamente sulla linea del fronte nel conflitto con i nemici giurati di sempre, il regime religioso sciita di Teheran.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 esiste il rischio di un conflitto globale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi i fatti. Quello che segue \u00e8 solo un esercizio teorico, un risiko, in grado di testimoniare quanto delicata e fragile possa essere il limbo di cessate il fuoco in atto in Medio Oriente. Partiamo da una ipotesi, non cos\u00ec remota. Direttamente o indirettamente attraverso i suoi proxy, in primis gli Houthi, l\u2019Iran scatena un\u2019offensiva militare o terroristica contro Riyadh. Prima che al suo protettore storico, gli Usa, l\u2019Arabia Saudita potrebbe chiedere ai due suoi alleati nel recente Patto di difesa, ovvero Pakistan (il cui ministro degli Esteri si \u00e8 recato nei giorni scorsi a Teheran) e Turchia di schierarsi al suo fianco in una ipotetica controffensiva contro l\u2019Iran. L\u2019ingresso in guerra di Ankara, potrebbe provocare una reazione iraniana contro la Turchia, che \u00e8 membro Nato e quindi scatterebbe la tagliola del secondo e pi\u00f9 esteso patto di difesa, per l\u2019appunto quello dell\u2019Alleanza atlantica di cui l\u2019Italia \u00e8 parte integrante. E ci\u00f2 inevitabilmente costringerebbe gli Stati Uniti a mutare la sua strategia militare che oggi non prevede boots on the ground nella guerra non dichiarata con l\u2019Iran. Per altro un possibile armistizio negoziato fra Russia e Ucraina, consentirebbe a Mosca di tornare a difendere posizioni tenacemente costruite negli anni sullo scenario mediorientale, in primis con l\u2019Iran ma anche con i suoi proxy. E la Cina? Di certo la Repubblica popolare non si pu\u00f2 permettere il lusso di rinunciare ancora per mesi alle forniture di petrolio che oggi non transitano attraverso Hormuz e che fanno dell\u2019Iran il principale fornitore di Pechino. Ruolo che potrebbe essere clamorosamente messo in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Netanyahu premier difficile da sconfiggere<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dulcis in fundo: Israele. Con le elezioni alle porte, Netanyahu, nel suo discorso all\u2019Onu e con il recente attacco frontale al Sindaco di New York, \u00e8 sempre meno uno \u201csconfitto predestinato\u201d nella scelta del nuovo premier. La mano di ferro contro Hamas, contro Hezbollah e gli insediamenti della Jihad in Siria oltre che la prova di forza contro l\u2019Iran e la capacit\u00e0 di compattare il Paese in uno dei momenti pi\u00f9 difficili della sua storia, gli hanno fatto conquistare consensi, e non solo in Israele. Paese che nel gigantesco Risiko allargato del Medio Oriente sar\u00e0 quello a compiere le mosse decisive. Specie se le organizzazioni terroristiche teleguidate da Teheran pensassero davvero di replicare il 7 ottobre. \u201cFauda\u201d non \u00e8 solo un serial di enorme successo specie nei Paesi arabi dove si colloca al primo posto per spettatori. Ha dimostrato in passato di saper leggere il passato, ma specialmente il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bruno Dardani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lungi da noi urtare la sensibilit\u00e0 di tanti esperti in geopolitica ma ci permettiamo di fare un tentativo di semplificazione per comprendere cosa potrebbe accadere nel sempre pi\u00f9 esteso Risiko che si chiama Medio Oriente e cosa tutti dobbiamo sperare che non accada. 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