{"id":1000035036,"date":"2026-09-28T20:41:09","date_gmt":"2026-09-28T23:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035036"},"modified":"2026-09-28T20:41:11","modified_gmt":"2026-09-28T23:41:11","slug":"stranieri-in-classe-smontiamo-la-bufala-il-decreto-non-e-incostituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000035036","title":{"rendered":"Stranieri in classe, smontiamo la bufala: il decreto non \u00e8 incostituzionale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere pienamente il decreto \u2013 legge proposto dal ministro dell\u2019istruzione e del merito Giuseppe Valditara relativo alla distribuzione degli studenti stranieri nelle classi prime, \u00e8 necessario partire dalla considerazione che le stesse devono essere formate affinch\u00e9 tutti gli alunni possano seguire le lezioni, apprendere e partecipare alla vita della scuola e non formate semplicemente attraverso la somma aritmetica delle domande d\u2019iscrizione. A partire dall\u2019anno scolastico 2027\/2028 il limite del 30 per cento riguarder\u00e0, nella primaria, gli alunni con cittadinanza non italiana individuati in relazione alla nascita in Italia o alla frequenza di almeno due anni della scuola dell\u2019infanzia; nelle secondarie, invece, quelli che non abbiano frequentato con esito positivo il sistema scolastico nazionale per almeno tre anni. Ove le iscrizioni non permettano di rispettare il limite, gli uffici scolastici dovranno distribuire gli alunni tra istituti limitrofi, salvaguardando la prossimit\u00e0 al domicilio. A questa scelta organizzativa si aggiungono risorse per il potenziamento della lingua italiana. Sappiamo bene che l\u2019art. 34 della nostra Costituzione prevede che \u201cLa scuola \u00e8 aperta a tutti\u201d e, alla luce di ci\u00f2, nessun minore pu\u00f2 essere escluso dall\u2019istruzione per la sua cittadinanza. Tuttavia, il diritto di accedere alla scuola non coincide con la pretesa di essere inseriti in una particolare classe, qualunque sia la sua composizione. Infatti, organizzare le iscrizioni affinch\u00e9 l\u2019insegnamento sia effettivo \u00e8, in linea di principio, uno dei modi per dare attuazione proprio a quel diritto. Ma l\u2019art. 34 della Costituzione va letto in combinato disposto con il precedente art. 3, il cui secondo comma prevede che la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona. Ci\u00f2 significa che se uno studente non dispone ancora degli strumenti linguistici necessari per seguire le lezioni, non basta, a quel punto, limitarsi a registrare la sua iscrizione, ma occorre sostenerne efficacemente l\u2019apprendimento ed impedire che le difficolt\u00e0 si concentrino sempre nelle medesime classi. L\u2019attuazione dell\u2019uguaglianza sostanziale, tanto invocata dalla sinistra fin dai tempi dell\u2019Assemblea Costituente, esige proprio una particolare attenzione alle condizioni nelle quali il diritto viene esercitato. Vi \u00e8, poi, un dato giuridico che nel dibattito viene spesso dimenticato: l\u2019articolo 45, comma 3, del D.P.R. n. 394 del 1999 dispone gi\u00e0 che gli alunni stranieri siano ripartiti evitando classi in cui la loro presenza risulti predominante. Nello stesso articolo, il comma 1 garantisce ai minori stranieri l\u2019istruzione indipendentemente dalla regolarit\u00e0 del soggiorno; il successivo comma 4 prevede interventi per facilitare l\u2019apprendimento dell\u2019italiano. Non va dimenticato che questo regolamento fu emanato durante il primo Governo D\u2019Alema, quando ministro della Pubblica istruzione era Luigi Berlinguer. Non conteneva una soglia numerica: affermava proprio il principio dell\u2019equilibrata distribuzione. La percentuale del 30 per cento comparve, successivamente, nella circolare ministeriale n. 2 dell\u20198 gennaio 2010, durante il quarto Governo Berlusconi e il ministero Gelmini. I due precedenti citati non rendono, ovviamente, conforme al dettato costituzionale qualsiasi nuova disciplina, ma dimostrano che l\u2019equilibrio nella composizione delle classi \u00e8 un obiettivo riconosciuto da tempo, attraverso governi di diverso orientamento politico. Il decreto-legge, varato da Valditara, compie, oggi, un passo ulteriore: fissa una soglia per determinate classi prime, individua gli alunni ai quali applicarla, affida agli uffici territoriali il coordinamento delle iscrizioni e prevede il sostegno linguistico. \u00c8 una scelta difendibile sul piano costituzionale, purch\u00e9 la sua attuazione garantisca ad ogni minore un posto effettivo e non imponga alle famiglie spostamenti irragionevoli. Il richiamo alla prossimit\u00e0 del domicilio deve essere una garanzia concreta, non una formula lasciata sulla carta. L\u2019integrazione, del resto, non deve riguardare soltanto gli alunni stranieri. La scuola deve consentire a ciascuno di conservare e conoscere la propria identit\u00e0 culturale e, insieme, offrire agli alunni italiani e stranieri gli strumenti per riconoscersi in una comunit\u00e0 di regole, lingua e conoscenze condivise. \u00c8 in questo incontro, guidato dalla scuola, che pu\u00f2 maturare una crescita comune. Se l\u2019obiettivo \u00e8 consentire ad ogni alunno di imparare, governare la distribuzione degli alunni ed insegnare la lingua italiana sono responsabilit\u00e0 pubbliche. \u00c8 chiaro che una scuola aperta a tutti, come vuole l\u2019art. 34 della Costituzione, non pu\u00f2 essere una scuola indifferente alle modalit\u00e0 in cui si formano le classi. Ed \u00e8 proprio in questo senso che il decreto \u2013 legge voluto da Valditara mostra la sua ragionevolezza e la sua conformit\u00e0 alla nostra Costituzione: l\u2019integrazione non si misura dal numero delle iscrizioni, ma dalla possibilit\u00e0 reale, per ciascuno, di prendere parte alla stessa esperienza scolastica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni Terrano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per comprendere pienamente il decreto \u2013 legge proposto dal ministro dell\u2019istruzione e del merito Giuseppe Valditara relativo alla distribuzione degli studenti stranieri nelle classi prime, \u00e8 necessario partire dalla considerazione che le stesse devono essere formate affinch\u00e9 tutti gli alunni possano seguire le lezioni, apprendere e partecipare alla vita della scuola e non formate semplicemente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000035037,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[255],"tags":[],"class_list":["post-1000035036","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-sociales"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ztee-1.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000035036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000035036"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000035036\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000035038,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000035036\/revisions\/1000035038"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000035037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000035036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000035036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000035036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}